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Dream Theater
Octavarium

Partiamo subito con il dire che i nostri eroi sono sempre dei mostri con i loro strumenti, tecnicamente non si discutono, sono fenomenali e basta. Tutti in piedi e applausi a scena aperta (anche se un appuntino bisogna muoverlo a Portnoy... diciamo che ha avuto un approccio più umano alla batteria...). Octavarium a mio avviso sarà uno di quegli album che forse segneranno una svolta e che divideranno i fans del gruppo newyorkese, Octavarium è un susseguirsi di citazioni ed autocitazioni, un viaggio attraverso 30 anni di musica rock e pop, visti comunque nell'ottica del prog-metal, Octavarium si potrebbe forse definire come un album di cover, rivisitate e corrette dai DT come solo loro sanno fare, beninteso non lo è, le 8 canzoni sono tutte rigorosamente Made in DT, ma in ogni canzone si può trovare un chiaro ed esplicito riferimento ad un determinato gruppo o ad un determinato genere, comprese ovviamente le autocitazioni.

Pronti via, si parte subito con "The root of all evil", un buon intro, con un riff martellante e decisamente heavy, un'ipotetica continuazione di "The glass prison" e "This dying soul".
voto 6.5

"The answer lies within" è una ballad, ma senza nulla che "emozioni" veramente.
Voto 4

"These walls" tipica canzone "promozionale", decisamente radiofonica. voto 6.5

"I walk beside you" all'inizio pensavo che fosse una canzone degli U2 ... "ehi ma che ci fa una canzone degli U2 qui ?" ... io onestamente la trovo fuori posto.
Voto 5

"Panic attack" un doveroso omaggio, al metal classico, i Maiden rivisti dai DT? probabile, però decisamente un bel pezzo, uno dei migliori, diciamo che da qui comincia la parte buona di Octavarium.
Voto 7.5

"Never enough" altra citazione: i Muse, un vero e proprio tributo direi.
Voto 7

"Sacrified sons" Decisamente epica, questo è il momento dell'autocitazione, i DT a tutto tondo, song molto bella però null'altro che il preludio.
Voto 9

... il preludio a
"Octavarium", signori un capolavoro, seminale, enciclopedico, un concentrato di Pink Floyd, Yes, PFM e compagnia cantante..., un vero campionario del progressive-rock. L'assolo di tastiera al centro poi è qualcosa di incredibile, Jordan Rudess alla pari di Keith Emerson e Rick Wakeman, indubbiamente.
Voto 10

Facciamo la media: 6.9375/10 quindi: Voto: 7/10

Come ha detto LaBrie di certo NON è il miglior album dei DT e nel complesso vale appunto una sufficienza piena ma non di più, però credetemi la title track da sola vale - come si dice - il prezzo del biglietto... e mezzo punto in più.

75/100


James LaBrie: Voce
John Petrucci:Chitarra
John Myung: Basso
Jordan Rudess: Tastiere
Mike Portnoy: Batteria

Anno: 2005
Etichetta: CGD-Electra
Genere: Prog-Metal

Tracklist
01. The Root Of All Evil
02. The Answer Lies Within
03. These Walls
04. I Walk Beside You
05. Panic Attack
06. Never Enough
07. Sacrificed Sons
08. Octavarium

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