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Diamond Head
What’s In Your Head ?

Strana storia quella dei Diamond Head, pronti nei primissimi anni ’80 a diventare una delle band di punta della New Wave Of British Heavy Metal e ben presto finite nel dimenticatoio. Riavvicinamenti, ritorni discografici e nuovi tour, cambi di line-up e tanto altro dal 1985 ad oggi, con unico comune denominatore il chitarrista Brian Tatler, che fu anche insieme ad Harris il fondatore delle teste di diamante nel 1977.

What’s In Your Head ? esce cosi a poco più di due anni dal buon All We Be Revelead che consentì alla band anche un ritorno ad una attività live consistente (con tanto di toccata e fuga in Italia) ed a un consenso di critica e pubblico più che soddisfacente. Anche qui però, c’è da contare una defezione: il chitarrista (ritmico) Adrian Mills, entrato nella band del 2004 ha lasciato la carovana ad inizio anno per fare spazio ad Andy Abberley ... insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio.
L’attesa intorno alla settima fatica in studio del combo britannico cominciava ad essere altissima quando, questa estate Tatler si lasciò andare a succulente dichiarazioni, secondo la quale il disco qui in esame, sarebbe stato un ritorno al passato, un deja vù sonoro che avrebbe dovuto riportare l’ascoltatore ai tempi gloriosi di Lightining To The Nations, uno dei migliori album di heavy metal mai composto da una band inglese.

Dispiace dover contraddire un mito, ma cosi, a conti fatti non è. Ma purtroppo il problema è ancora maggiore: se il già citato All We Be Revelead era un netto taglio al passato dovuto soprattutto dall’inserimento di Nick Tart alla voce (meno heavy di Harris e più AOR nel registro) ma alcune idee erano davvero ottime, come il taglio crossover dei primi pezzi, questo What’s In Your Head ? fallisce anche nell’effetto sorpresa, lasciando una delusione cocente alla fine dei 49 minuti della raccolta.

Eppure il disco partirebbe bene; “Skin On Skin” offre un riff serrato e robusto, sostenuto dai colpi di batteria di Wilcox (tra i pochi a salvarsi) e da una spigolosa strofa dove la chitarra ritmica fa da tappeto alla voce di Tart.
Va già molto peggio con “I Feel No Pain”, scontata, poco incisiva e che punta tutto sull’approccio rumoroso delle due chitarre per poi spegnersi piano piano in una sonnolente cantilena. Questo torpore, continuerà a lungo all’interno dell’album, spezzato solo dalla terza traccia “This Planet And Me”, che pur non essendo una gemma assoluta si fa apprezzare per un chorus molto energico ed a tratti catchy; giusto a parere di chi scrive, sceglierlo come singolo apripista.
Dicevamo del “torpore” che pervade le canzoni, ecco, nella parte centrale del disco, siamo di fronte a quanto di peggio le Tatler e soci (riuscireste, obbiettivamente ad ascoltare due volte di seguito “Tonight”?) abbiano mai prodotto nella loro lunga e frammentaria carriera.
Pochissimi assoli (e da Tatler sarebbe lecito aspettarsi qualche colpo di coda) e nemmeno di pregevolissima fattura, nessun cambio di tempo che faccia sobbalzare l’ascoltatore sul tipo di quelli epici che ne caratterizzarono gli inizi di carriera, nessuna melodia vocale memorabile. Niente di niente.
Dobbiamo quindi, arrivare quasi alla fine del disco per riprenderci degli attacchi di noia: in tal senso aiuta “Calling Out” che inizia con delle percussioni tribali per poi esplodere in un bel fraseggio hard dove finalmente la voce di Tart si fa incisiva e per la prima volta anche Mohan effettua una bass line convincente. Non male nemmeno la conclusiva “Victim” che chiude quanto meno in maniera degna il tutto.
Alla fine, ad essere assai buonisti potremmo anche interpretare questa nuova uscita in casa Diamond Head come il giusto pretesto per incendiari i palchi britannici ed europei questo inverno, ma anche se al sottoscritto piange il cuore, evitare una insufficienza a questa uscita sarebbe ingiusto. Audaci, ma inconcludenti.
Buono per chi soffre di problemi di sonnolenza. Rimandati.

50/100


Brian Tatler: Chitarra
Nick Tart: Voce
Karl Wilcox: Batteria
Eddie Mohan: Basso
Andy Abberley: Chitarra ritmica

Anno: 2007
Label: Cargo Records
Genere: Heavy Metal

Tracklist:
01. Skin On Skin
02. I Feel No Pain
03. This Planet And Me
04. Reign Supreme
05. Killing Me
06. Tonight
07. Pray For Me
08. What's In Your Head?
09. Nothing To Lose
10. Calling Out
11. Victim
12. This Is War (Japanese release only)

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