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Black Country New Road: quattro date in Italia

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Martedì 26 Ottobre 2021 16:47


Aggiunta una nuova data al tour italiano di novembre dei Black Country New Road: Mestre

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Roberto Vecchioni: cambia la sede del concerto a Taranto

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Domenica 18 Luglio 2021 19:10


Lunedì 19 luglio alle 21.00 evento nel teatro di via Pitagora

Vecchioni, concerto spostato all’Orfeo

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Magna Grecia Festival a Taranto: il programma

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Giovedì 08 Luglio 2021 22:59


 

Dalla classica al pop, ai cantautori, dal 7 luglio al’11 agosto

Magna Grecia Festival, si parte

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Forlì Soglie presenta: Dave Murray, Hamid Drake, Brad Jones Trio

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Scritto da Paolo Marchegiani Venerdì 25 Giugno 2021 17:17

Mercoledì 30 giugno, ore 21.30, all’Arena San Domenico di Forlì

 

Dave Murray, Hamid Drake, Brad Jones Trio

David Murray, sax tenore e clarinetto basso

Bradley Jones, contrabbasso e basso elettrico

Hamid Drake, batteria, percussioni, voce

Forlì.Soglie presenta un appuntamento d’eccezione

con il trio delle meraviglie, composto da figure monumentali

della musica afroamericana e capitanato dal leggendario Dave Murray

Ingresso Libero

 

 

Mercoledì 30 giugno (ore 21.30) arriva all’Arena San Domenico di Forlì il Dave Murray, Hamid Drake, Brad Jones Trio, lo strepitoso progetto a nome David Murray composto dallo stesso Murray (sax tenore e clarinetto basso), Bradley Jones (contrabbasso e basso elettrico) e Hamid Drake (batteria, percussioni, voce). Un appuntamento imperdibile, a ingresso gratuito, organizzato da Forlì.Soglie, comitato formato da sette importanti realtà culturali della città romagnola.

 

L’evento vede la leggenda del jazz David Murray, fondatore tra l’altro del World Saxophone Quartet e vincitore di un Grammy Award, assieme alla più grande sezione ritmica degli ultimi 30 anni, Hamid Drake e Brad Jones, per un concerto dove il dialogo tra i musicisti innescato dalle composizioni di Murray assume forme sempre cangianti grazie all’estro improvvisativo di questo trio stellare.

 

L’appuntamento è organizzato da Forlì.Soglie, comitato formato da sette realtà culturali della città di Forlì, sette diverse esperienze artistiche e operative che intrattengono un rapporto diretto con la contemporaneità e le sue articolazioni, con il presente nel suo svolgersi e nelle sue tensioni, indagandolo attraverso discipline differenti ma, nelle intenzioni, dialoganti. Composto da Area Sismica con il Festival Forlì Open Music, Città di Ebla con il Festival Ipercorpo, Masque teatro con Crisalide Festival, Sedicicorto con Sedicicorto Forlì International Film Festival, Spazi Indecisi con il progetto IN LOCO, Sunset con Meet The Docs! Film Fest e Vertov Project con Ibrida Festival, Forlì.Soglie si presenta come l’esito di un percorso che, da un lato, rispetta le singolarità che vi partecipano, esaltando le peculiarità di ciascun soggetto coinvolto nel confronto reciproco, e dall’altro traccia differenti modalità di collaborazione proficua già in essere tra alcune delle sette realtà. Una sorta di cartellone di cartelloni che mette assieme i festival di eccellenza di Forlì, in grado di intercettare le produzioni più interessanti della contemporaneità, siano esse artistiche, musicali, cinematografiche, teatrali, performative, audiovisive, multimediali, filosofiche, letterarie, poetiche o di rigenerazione urbana.

 

L’ingresso è libero con prenotazione consigliata. Per riservare un posto inviare una mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

 
 

Emilia Romagna Festival: il programma della XXI edizione

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Scritto da Paolo Marchegiani Giovedì 17 Giugno 2021 15:54

 

Una colonna sonora diffusa tra la Romagna e l’Emilia della durata di tre mesi che segna il ritorno della musica e della cultura dal vivo! Emilia Romagna Festival – ERF riparte coraggiosamente per la sua ventunesima edizione con un ricco e variegato cartellone di 58 appuntamenti distribuiti tra le province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì – Cesena, dal 25 giugno al 27 settembre 2021.

 

A più di un anno dall’inizio della pandemia, il festival ha risposto a questi tempi immensamente difficili sostenendo i propri artisti e offrendosi nell’arco dei mesi come un alleato, riprogrammando i concerti, mantenendo i progetti, guardando sempre a un futuro comune, sia per il festival estivo che per le stagioni nei teatri di ERF Winter.

 

“L’arte sospesa, l’incontro rimandato, il pubblico irraggiungibile, hanno messo al centro la rilevanza del lavoro e il diritto al lavoro dei tanti che compongono l’ampia, complessa e articolata comunità del mondo artistico” commenta Massimo Mercelli, fondatore e direttore artistico del festival: “La pandemia è stata l’occasione per interrogare il senso e le forme della Cultura nel nostro Paese, e per riconsiderare i principi che ispirano e determinano il significato stesso della parola Cultura. È un termine ampio, che abbraccia molte sfumature del nostro vivere collettivo: ma un festival come ERF deve affrontare questa riflessione dalla prospettiva che esige la musica nel suo respiro universale, e che richiede la natura di questo festival, radicato nel proprio territorio con grande responsabilità verso chi lo abita. Con questa edizione ERF cerca una metamorfosi che rimetta al centro l’arte e la bellezza, in sé. L’educare all’arte e alla bellezza ciascuno di noi, sia sul palcoscenico che in platea, in un’inesauribile ricerca di un oltre che solo l’esperienza artistica vissuta collettivamente permette di raggiungere. Alla base di questo c’è in primis la ricerca costante e la capacità professionale di artisti e maestranze: sono loro i custodi di questi preziosi momenti condivisi, e il loro talento è una risorsa fondamentale per l’intera collettività.”

 

La XXI edizione del festival presenta un articolato e ricco programma di concerti, includendo anche appuntamenti che avrebbero dovuto svolgersi durante la stagione invernale, purtroppo cancellata, e propone sia artisti noti sia nuove scommesse e grandi scoperte, commissionando brani originali e mantenendo una pluralità di generi, dal concerto da camera al recital teatrale. Grande spazio in questo straordinario percorso è riservato alle voci femminili, al grande repertorio per pianoforte e ai suoi interpreti, e ai giovani talenti musicali che si stanno già distinguendo nel panorama internazionale, con un focus speciale dedicato a Dante nel Settecentesimo anniversario della morte.

 

L’inaugurazione è un manifesto, per questa edizione: La musica è pericolosa è il titolo che Nicola Piovani sceglie per un concerto teatrale che ripercorre, con un ensemble di musicisti eccezionali, i percorsi fra teatro, cinema e televisione che l’hanno portato a fianco di De André e Fellini, alternando l’esecuzione di inediti a nuove versioni di brani più noti in un racconto costellato di immagini di film, di spettacoli e, soprattutto, disegni di Luzzati e Manara ispirati alla personalità musicale dell’autore.

 

Spiccano le voci femminili, sotto il nume tutelare della grande soprano Ebe Stignani, cui è intitolato il teatro di Imola, fra le sedi principali del festival: l’ampia programmazione di concerti riservati ai grandi talenti del canto, dalla lirica al jazz al pop, è coronata dal XII premio alla carriera assegnato da ERF alla mezzo soprano Daniela Pini, passando per il Galà lirico con protagonista la mezzo soprano Anna Malavasi, e dalle Muse di Vivaldi interpretate dal contralto Sonia Prina con I Virtuosi italiani. In un panorama senza confine di generi dedicato alle donne, torna ancora la voce di Noa per narrare di terre lontane, mentre l’italiana Karima presenta in due concerti l’ultima uscita discografica e un repertorio pop e jazz.

 

Un’attenzione particolare è dedicata ai giovani e al futuro della musica, e del pubblico. Ben quattro concerti, di diversa natura e repertorio, mettono alla prova la Toscanini Next, nuova generazione della nota orchestra sinfonica, capace di coniugare i classici, un omaggio a Piazzolla, il pop contemporaneo dei Coldplay e la musica da film. La grande esperienza di Danilo Rea introduce invece una piccola selezione di giovani talenti del jazz contemporaneo, con Laura Sciocchetti Quartet e Oona Rea band ma non manca anche un palcoscenico per i giovani musicisti della regione, con l’Ensemble della Scuola Sarti di Faenza.

 

Guardando non solo agli artisti ma anche al pubblico di domani, per la prima volta un progetto di critica musicale: Gli Under 18 raccontano ERF, dedicato agli spettatori under 20, realizzato in collaborazione con Altre Velocità, accompagnerà il festival, con percorsi di ascolto e scrittura dedicati a un gruppo di studenti delle scuole superiori della regione.

 

Il pianoforte è strumento d’elezione in questa edizione, con un elenco di presenze di assoluto rilievo: il ritorno di Michael Nyman, ormai di casa nelle estati di ERF, e l’originale ImprovisArt del pluripremiato solista ungherese János Balázs rappresentano due punte del programma, affiancate da due giovani promesse nei concerti della rassegna Primo Premio!, che in ogni edizione rinnova l’orgoglio di ERF verso i vincitori dei più prestigiosi concorsi internazionali.

 

La letteratura prende la scena quest’anno con la monumentale presenza di Dante Alighieri, a settecento anni dalla morte. Nell’estate, il lungo e complesso lavoro sulle cantiche vedrà in scena tre volte Elena Bucci, accompagnata dal flauto Mercelli all’Inferno, in Purgatorio dal violoncello di Ettore Pagano, e infine in Paradiso da arpa e flauto del duo Psiche. Nella relazione alchemica con le terzine dantesche il poliedrico Gabriel Prokofiev, nipote del noto Sergei e compositore eclettico fra classica e elettronica, compone per ERF il brano Dante di fronte al verde prato del Limbo, in prima esecuzione assoluta in un concerto che convoca Mercelli e gli Strumentisti del Teatro alla Scala accanto a Daniela Pini, per una serata in cui il brano è una gemma incastonata in un ricercato repertorio barocco. Ispirato al Paradiso è anche il brano per flauto e coro commissionato da ERF al compositore Cristian Carrara, in prima esecuzione nel concerto Cantate e mottetti sacri, fra le mura dell’Abbazia di Pomposa a Codigoro in collaborazione con il Festival di Ljubljana. Il Coro del Friuli Venezia Giulia è qui diretto dal Maestro Ernst Hoetzl, con il flauto solista di Boris Bizjak. Con La somma sapienza e ‘l primo amore si misura anche Pamela Villoresi, con Liszt e Chopin a guidare il cammino nelle Cantiche, sulle note al pianoforte di Marco Scolastra.

 

Ma la Romagna non dimentica i suoi Maestri più vicini nel tempo, e l’irrequieto Ivano Marescotti ripropone un Omaggio a Fellini e Guerra sui motivi familiari e indimenticabili di Nino Rota, eseguiti dall’ensemble Duomo.

 

Fra le presenze eccezionali figura il funambolico e trascinante Yamandu Costa, uno dei massimi chitarristi contemporanei e considerato un genio dello strumento, qui in due concerti, con l’argentino Martin Sued al bandonéon e in solo alla chitarra a sette corde con brani e improvvisazioni su musiche latino-americane.

 

Non hanno bisogno di presentazioni due figure che hanno fatto la storia del proprio genere: il cantautore Gino Paoli, con Danilo Rea al pianoforte, nello spettacolo Due come noi…, prezioso esempio di come due artisti assoluti possano interpretare in modo innovativo alcuni classici della storia della musica italiana e internazionale, e il violinista Uto Ughi, due volte in scena, sulle stagioni di Vivaldi con orchestra e con il solo accompagnamento al pianoforte in una serata che esplora le eccezionali peculiarità dello strumento.

 

i 58 concerti saranno distribuiti, come sempre, in luoghi d’eccezione, spesso inusuali e oltremodo suggestivi, all’insegna della scoperta della natura, della tradizione architettonica e della cultura: dal Palazzo Fantini di Tredozio all’Abbazia di Pomposa, dal Chiostro del Monastero di San Francesco di Mordano al Convento dei Cappuccini di Castel San Pietro Terme, dall’Arena San Domenico di Forlì al Museo delle Ceramiche di Faenza, fino al Giardino storico del Palazzo Vescovile di Imola appena restaurato, che il 21 giugno 2021 (ore 21.00) ospiterà un’anteprima del festival, con il Duo Psiche, nell’ambito della Festa della Musica di Imola.

Programma completo qui

 
 

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