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Se è vero che la discografia di Crosby, Stills Nash & Young non può essere analizzata prescindendo da quella dei primi tre (l'abbiamo analizzata dettagliatamente QUI), allora questo vale doverosamente anche per le combinazioni in duo (Crosby-Nash e Stills-Young Band), per non parlare delle non meno prolifiche carriere soliste. Queste espressioni hanno dato vita ad una serie di titoli di rilevante livello qualititativo. Ne consegue l'impossibilità di analizzare tutte le risultanze in un solo scritto senza rischiare la dispersione e la disorganicità. Ciò spinge chi scrive a procedere per step, gradualmente ma ponderatamente, anche per favorire la lettura a chi dovesse avvicinarsi per la prima volta ai musicisti in argomento. Si inizia quindi con la formula più estesa, quella a quartetto, che è anche la più nota dell'intero lotto.
1970 - Déjà Vu

Dopo il successo dell'album omonimo, pubblicato nel maggio 1969 (ottenne dalla RIAA la certificazione di triplo platino nel 1999, poi quadruplo nel 2001, permase nella classifica Billboard per un totale di 107 settimane, raggiungendo la 6a posizione, e due singoli da esso estratti, "Suite: Judy Blue Eyes" e "Marrakesh Express", raggiunsero rispettivamente la 21ma e la 28ma posizione in classifica), Crosby, Stills & Nash dovettero organizzarsi per una tournée dal vivo. Mantenendo in organico Dallas Taylor, che aveva inciso con loro quel primo album, permaneva comunque la necessità di aggiungere personale per rispondere all'esigenza di riprodurre certe complessità arrangiative: inizialmente Stills propose un tastierista, pensando al virtuoso polistrumentista Steve Winwood, il quale, tuttavia, era già impegnato con il supergruppo Blind Faith. Ahmet Ertegun, il boss della Atlantic, suggerì Neil Young, già con Stills nei Buffalo Springfield, peraltro anch'egli gestito da Elliot Roberts. Superate le resistenze iniziali di Nash (che non lo conosceva affatto) e dello stesso Stills (che, invece, ne aveva sperimentato fin troppo bene il carattere ombroso), il canadese entrò nel progetto a patto che venisse aggiunto il proprio nome nella rubricazione e con la piena libertà di mantenere una carriera parallela. La formazione venne completata da Bruce Palmer, ex bassista dei Buffalo Springfield, il quale, tuttavia, dopo una prova al Cafe au Go Go nel Greenwich Village, fu licenziato (secondo Crosby, "la sua testa era sempre altrove") a favore dell'adolescente Greg Reeves, bassista della Motown, su raccomandazione di un amico di Young. Così composto, il gruppo intraprese un tour di 39 date che si concluse con tre concerti europei nel gennaio 1970. La prima grande esibizione pubblica fu quella del 16 agosto 1969, all'Auditorium Theatre di Chicago, con Joni Mitchell di supporto. In quell'occasione, dissero che il giorno successivo sarebbero andati in un posto chiamato Woodstock, ma che non avevano idea di dove fosse. Fu, quello, il loro battesimo del fuoco: la mattina del 18 agosto 1969, si esibirono per la seconda volta, per un'ora di musica (QUI maggiori dettagli sulla performance del quartetto al noto festival). Dopodiché, nel luglio 1969, il gruppo entrò prima nello Studio C a San Francisco, poi nello Studio 3 a Hollywood, ove permase fino al gennaio del 1970: a marzo dello stesso anno, l'album era nei negozi di dischi. "Dejà Vu" pare l'espressione osmotica di una band assai rodata, in grado di proporre in maniera spontanea e genuina, un esemplare folk di stampo rurale, non di rado macchiato di un rock viscerale. Eppure, le cose stavano in modo diverso: per prima cosa, furono necessarie, a detta di Stills, ben 800 ore in studio per la registrazione. Forse si tratta di una ricostruzione esagerata, ma ogni singola traccia mostra una meticolosa attenzione ai dettagli che fa ipotizzare impegno e dedizione massimo. Inoltre, e soprattutto, i brani furono registrati individualmente da ciascun compositore (due per ciascuno, più uno partorito dalla coppia Stills/Young, con l'intervento successivo degli altri). il canadese non mancò di esprimere la sua scarsa capacità di integrarsi in un gruppo, apparendo soltanto su metà delle tracce e lavorando alle sue in solitaria, a Los Angeles, poi portandole in studio di registrazione per far intervenire gli altri, poi ancora riprendersele per mixarle ancora da solo. L'unica eccezione fu "Woodstock", unica cover del lotto, composta da Joni Mitchell, effettivamente espressione di intenti collettivi. Le tensioni che minavano il quartetto in studio furono altissime: Crosby era fragilissimo, da un punto di vista emotivo, a causa della recente scomparsa della sua ragazza Christine Hinton nel corso di un incidente stradale (dirà in seguito: "Non ero al mio meglio come persona funzionante, completamente incapace di affrontare tutto"). In seguito, Nash confermò: "l'atmosfera era diversa dal primo album, che fu registrato quando i membri della band avevano ciascuno una relazione sentimentale, mentre nel secondo io e Joni [Mitchell] ci eravamo lasciati, così come Stephen e Judy [Collins], mentre Christine era appena deceduta. Era tutto buio". In tutto questo, i membri non andavano d'accordo perché si criticavano a vicenda, causando attriti. Tuttavia - o più verosimilmente - grazie a tutto ciò, il risultato conseguito è straordinario: armonie vocali dal costrutto perfetto si inseriscono in un connubio eccellente in cui slanci energici si alternano a pacate introspezioni. L'apporto di Young, pur a distanza, dona nuovi connotati stilistici all'originario folk-rock prevalentemente acustico di chiara espressioni hippy del trio, vestendo il tutto di una ruvidità a tratti acerba, ma sempre efficace, che colloca questo lavoro ad un crocevia virtuale dove si incontrano rock, folk, country e psichedelia in maniera esemplare. Se il precedente lavoro fu una testimonianza cristallina dei sogni, delle illusioni, dei progetti eterei di quello straordinario periodo, questo rappresentava i tumulti, le disillusioni, il disincanto immediatamente successivo.
1971 - 4 Way Street

Questo album è anche meglio dei suoi predecessori: è un live che vale più di un live perché i brani ivi contenuti vengono rivisitati, in alcuni casi addirittura stravolti, dando all'opera un significato del tutto autonomo. Perfetta l'esecuzione e perfetta la scelta dei brani, estratti dagli shows tenuti nel 1970 al Fillmore East di New York (dal 2 al 7 giugno), al Forum di Los Angeles (il 26 e il 28 dello stesso mese), all'Auditorium Theatre di Chicago (il 5 luglio). L'opera alterna un disco interamente acustico, meravigliosamente intimista, ad uno vigoroso, completamente elettrico (ad eccezione della chiosa finale di "Find The Cost Of Freedom"), che presenta la band votata alla jam, in termini assai dinamici, mai più reiterati in seguito (se si escludono diversi episodi della carriera solista di Neil Young). Il risultato è stupefacente: il doppio lp offre uno scenario completissimo, spaziando dal folk all'hard rock, con punte di spych fine anni '60 e armonie vocali di magnifico costrutto. E' impeccabile anche la falsa partenza di "Right Between The Eyes", testimonianza di una genuina e sincera attitudine che raramente si riscontra quando una band riscuote un successo planetario come quello effettivamente conseguito all'epoca dai quattro. Per gli appassionati della consecutio temporum, si segnala che al momento della sua pubblicazione, nel lontano 1971, "4 Way Street" presentava quattro brani inediti: "Right Between the Eyes" e "Chicago" di Nash (il secondo sarebbe stato pubblicato poco dopo nell'album "Songs for Beginners"), "The Lee Shore" e la discussa "Triad" di Crosby (interpretata dai Jefferson Airplane nel loro album del 1968 "Crown of Creation", in precedenza rifiutata dai Byrds, pubblicata soltanto nel 1997 come bonus track della riedizione di "The Notorious Byrd Brothers"). Quando il doppio 33 giri fu pubblicato (raggiunse in poco tempo la prima posizione nella Billboard 200, il gruppo si era già sciolto, minato da tensioni ed incomprensioni insanabili. Si riformerà 3 anni dopo, nel 1974, per un album in studio che non vedrà mai la luce, sostituito da una antologia che segnerà il secondo massimo successo della band ma che non aggiungerà nulla di nuovo alla discografia (i pezzi che avrebbero dovuto comporre l'album verranno sparpagliati nelle fatiche soliste dei singoli membri). In ogni caso, verrà effettuata una tournée di grande successo ma artisticamente inferiore a quella precedente (alcune date di quel tour verranno pubblicate nel 2014, incluse nel live "CSNY 1974", opera che infatti non regge il confronto con il primo live del quartetto). Nel 1992, viene pubblicata una edizione extended in cd (poi stampata in triplo vinile nel 2019) che comprende 4 brani inediti ("King Midas in Reverse" degli Hollies di Nash, "Laughing" di Crosby, "Black Queen" di Stills e il medley "The Loner/Cinnamon Girl/Down by the River" di Young). Questo album è recensito nel dettaglio QUI.
1971 - Celebration Copy

Non un live, come la copertina farebbe supporre, ma una raccolta, la prima del quartetto, pur meno conosciuta rispetto a "So Far", uscita nel 1974. Sebbene sia privo di inediti e presenti un solo brano in versione alternativa, questo titolo risulta interessante e curioso per più di un motivo. Va innanzitutto premesso che lo stesso anticipa l'usanza di attingere dalle discografie soliste, poi portata avanti (dal trio) con le compilation "Replay", "CSN", "Carry On", "Greatest Hits", "Demos". Nel caso in esame, ogni artista (eccetto Young) fornisce due brani a testa: "Love the One You're With" e "Bluebird Revisited" di Stills, "Military Madness" e "Simple Man" di Nash, "Orleans" e "Music Is Love" di Crosby. Alcuni presentano la particolarità di ospitare altri membri del quartetto: il primo vede la presenza di Crosby e Nash (ai cori) mentre nell'ultimo sono coinvolti Young e Nash, anche co-autori del pezzo (entrambi sono alla voce e alla chitarra, con Young impegnato anche al basso, al vibrafono e alle congas). "Military Madness" è priva del ritornello finale "no more war", chiudendosi in (prematura) dissolvenza, peraltro in maniera fin troppo repentina (non un'alternate take, quindi, ma una semplice edit version). Il secondo lato del disco attinge ex aequo da "Crosby, Stills & Nash" ("Long Time Gone" e "Marrakesh Express"), "Déjà Vu" ("Carry On" e "Woodstock"), "4 Way Street" ("Teach Your Children" e "Ohio"). Tutte le copertine dei dischi sopra citati, compresi quelli solisti, sono riportate nella back cover. Di seguito, le curiosità afferenti a questo 33 giri potenzialmente in grado di stuzzicare l'interesse dei collezionisti più esigenti. Va innanzitutto chiarito che non si tratta di un promozionale ad uso esclusivo delle stazioni radio, come da alcuni erroneamente ritenuto: è vero che lo stesso è stato distribuito soltanto in tale formato negli USA e in Canada, ma altrove è stato regolarmente pubblicato nella versione normale, peraltro in tirature considerevoli (in Australia, Singapore e Malaysia è uscito in entrambi i modi), addirittura anche in musicassetta (Australia, Giappone, Spagna e, sempre come promo, in USA); in alcuni paesi, il titolo è diverso ("Lo Mejor De" in Spagna, "All Together" in Giappone, "Celebration Record" in Germania e Scandinavia), mentre in altri, l'enigmatico suffisso "Month" accompagna il nome del gruppo (ovunque, tranne in Australia, Nuova Zelanda e nei paesi ove il titolo appare modificato); infine, l'edizione giapponese di quest'antologia riporta una copertina diversa, peraltro gatefold, mentre quella tedesca è l'unica sublimata dalla presenza di un meraviglioso poster gigante che riproduce una foto scattata durante la session fotografiche di "Déjà Vu" (per complicare le cose, si tratta di un poster-copertina nella prima stampa, poster interno nella ristampa).
1974 - So Far

Spacciato come terzo album di CSNY, è in realtà una compilation che attinge anche dall'esordio del trio. Tuttavia, a posteriori, l'opera ha due meriti: innanzitutto rappresenta l'unica occasione di ascoltare due pezzi in studio fino a quel momento inediti su lp, e cioè "Ohio" e "Find the Cost of Freedom", usciti soltanto in singolo (entrambi erano presenti in versione live nel doppio "4 Way Street"). La prima, scritta nel 1970 da Neil Young (ed interpretata dal quartetto), si ispira alla morte di alcuni giovani avvenuta durante gli scontri verificatisi tra manifestanti e polizia il 4 maggio 1970, nei pressi della Kent State University, in Ohio. La seconda, invece, composta da Stills e uscita come b-side dell'altra, è un pezzo a cappella di struggente intimismo valorizzato dal perfetto incastro delle armonie vocali del quartetto. Per il resto, la tracklist - che include 5 dei 6 singoli della band (è omesso soltanto "Marrakesh Express"), ciascuno entrato nella Top 40 - attinge dagli album "Déjà Vu" (da cui sono estratti l'omonimo pezzo, "Teach Your Children", "Woodstock", "Our House", "Helpless") e "Crosby, Stills, Nash" (rappresentato da "Helplessly Hoping", "Wooden Ships", "Guinnevere" e "Suite: Judy Blue Eyes"). Certificato sei volte disco di platino dalla RIAA, è oggi il secondo album, dopo "Déjà Vu", più venduto di qualsiasi combinazione del gruppo. Un secondo merito attribuibile a questo titolo, è da individuare nella magnifica copertina disegnata da Joni MItchell in termini minimalisti ma oltremodo efficaci.
1988 - American Dream

Dopo 18 anni, i quattro si riuniscono. Come detto, avevano già collaborato assieme nel 1974 per un tour che avrebbe dovuto partorire un nuovo lavoro in studio, poi abortito (i pezzi che avrebbero dovuto comporlo confluirono nelle discografie soliste), al posto del quale venne pubblicata la raccolta "So Far". Lontanissimo dai capolavori degli anni '70, l'album ha una minima valenza, se si considerano i livelli molto scarsi dei lavori pubblicati negli anni '80, in gruppo o da solisti (eccetto Crosby, che non avrebbe pubblicato nulla a suo nome fino al 1989): Young usciva da un periodo travagliato nel corso del quale aveva mutato stili, abbracciando sonorità variegate, spesso agli antipodi (dall'elettronica di "Trans", al country di "Old Ways", passando per il rockabilly di "Everybody's Rockin' ", il synth pop di "Landing on Water", il soul di "This Note's for You"); nei loro due album solisti "Right by You" e "Innocent Eyes" (pubblicati rispettivamente nel 1984 e nel 1986), Stills e Nash avevano cercato di ammodernarsi proponendo pezzi piuttosto validi ma devastati dai suoni plastici di quel decennio, che scontentarono i vecchi fans e non riuscirono a portarne di nuovi. In primis, l'album è privo della magia dei suoi predecessori; inoltre, e soprattutto, quando non ridondanti, tutti i pezzi appaiono inadeguati ed incongrui: giusto per fornire qualche esempio, "Name Of Love" è una ballad prevedibile, "Soldier Of Peace" è prolissa ed eccessivamente enfatica, "Shadowland" è penalizzata da una ritmica artificiale, "Clear Blue Skyes" pare più vicina all'eredità pop degli Hollies, piuttosto che a quella psych e folk del quartetto, "That Girl" è rovinata da fiati inadeguati, mentre le incursioni hard di "Nightime For The Generals" e "American Dream" sono totalmente fuori luogo, "Night Song" ha delle assurde connotazioni sintetiche, "Got It Made" è sempliciotta. Fanno eccezione "This Old House", "Feel Your Love", "Don't Say Goodbye" e "Compass", brani intimisti e rarefatti che paiono pescati direttamente dai primi anni '70, ai quali si aggiunge la efficace "Drivin' Thunder", pur concretizzandosi quale brano a forte contaminazione southern rock. In sintesi, si tratta di un disco poco omogeneo, ondivago, comunque figlio del suo tempo che, per questo motivo, oggi suona terribilmente datato: in tal senso, può essere considerato una peculiarità degli anni '80, ma è scarsamente rappresentativo del sound plasmato per tutti gli anni '70 dai 4 musicisti (i quali, per informazione, non credono al progetto, omettendo infatti di supportarlo in tour).
1999 - Looking Forward

Crosby, Stills, Nash & Young tornano a fare quello che sanno fare meglio, pur con qualche riserva. Il disco pare effettivamente offrire una rinnovata formula di quel folk rock tanto caro, forgiato nei primi anni '70, con molti momenti riflessivi e delicati, ai quali vengono aggiunti rari ma pregevoli momenti di decisa determinazione. Cinque, a parere di chi scrive, sono le perle assolute ivi contenute: "Looking Forward", "Slowpoke", "Heartland", "Dream for Him" sono ottimi episodi intimisti (i primi due a firma di Young, gli altri rispettivamente di Nash e Crosby), che si collocano perfettamente nella compagne più riflessiva degli anni '70; "No Tears Left", anch'essa pregevole, è energica, e non di poco, e si evidenzia anche per le azzeccatissime stratificazioni vocali. C'è anche "Sanibel", altra ottima incursione riflessiva che rinverdisce i tempi passati, pur non firmata da alcuno dei nostri (bensì da Denny Sarokin, uno dei turnisti di supporto al quartetto). Due i pezzi comunque dignitosi, pur non miracolosi: "Seen Enough", un blues accattivante, sebbene macchiato da qualcosa di già sentito, e "Stand and Be Counted", altra interessante incursione a vocazione dura, pur infarcita di cori fin troppo ruffiani. Non mancano svariati episodi non proprio azzeccati, se non del tutto fallimentari: "Out of Control" è una profusione noiosa, in bilico tra nenia e cantilena; "Someday Soon" è anch'essa incentrata sulla compenetrazione di più voci, ma pare priva di reale consistenza; "Faith in Me" ha connotazioni caraibiche, che sono sempre apprezzabilissime quando si parla di Stills solista, ma appaiono non del tutto contestualizzate nella discografia del quartetto e del terzetto (il brano è peraltro infelicemente collocato in apertura della tracklist); "Queen of Them All" sarebbe un episodio meravigliosamente delicato se non fosse rovinato da una chitarra assurdamente distorta, un ritornello piuttosto banale e una ritmica poco lineare. In conclusione, questo (terzo) capitolo in studio risulta nettamente superiore al precedente, privo, come è, di sonorità plastiche e arrangiamenti sintetici, ma appare lontanissimo dalla magia di un tempo, che lambisce soltanto occasionalmente e sempre in forma derivativa. A differenza del suo precedessore, "Looking Forward" avrebbe meritato di essere celebrato dal vivo ma, anche stavolta, non viene organizzato alcun tour a supporto.
2008 - Déjà Vu Live

Nessuna reale celebrazione dello storico album, come il titolo pare far intendere con ruffiana e sfacciata attitudine. Si tratta, piuttosto, di un progetto voluto da Neil Young, reduce dalla pubblicazione del suo album solista "Living With The War", assai critico nei confronti dell'allora Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, e della sua condotta bellica nei confronti dell'Iraq. Preparandosi per andare in tour a sostegno della sua fatica discografica, invita all'ultimo momento i suoi partner Crosby, Stills, Nash. Il tour produce sia un film, sia il presente album, che funge anche da colonna sonora del lungometraggio, raggiungendo la posizione #153 nella Billboard 200. Tutte le canzoni a firma di Young sono saccheggiate dal citato "Living with War", comprese tre versioni della title track. E' evidente la predominanza del chitarrista, in questo capitolo infelice, capace di imporre la label (la Reprise) e di influenzare non poco gli arrangiamenti dei brani (e il sound del gruppo), assoldando tutti i membri coinvolti nel suo disco, compreso un trombettista totalmente decontestualizzato. Cosa c'entri, questo titolo, con la band, nessuno lo ha ancora capito.
2014 - CSNY 1974

Nel 1974 il gruppo si riforma con la prospettiva di pubblicare un album in studio ed intraprende una tournée che genera grandi aspettative. L'album in studio non vedrà mai la luce (i brani verranno spalmati tra le discografie soliste) e neanche un eventuale album dal vivo (due live, uno di seguito all'altro, oggi sono cosa ordinaria, all'epoca erano del tutto proibitivi), al posto dei quali si preferisce una più rassicurante antologia ("So Far", già trattata poco sopra). Nel 2014, qualcuno decide che i tempi sono maturi per riesumare il materiale live di quel tour e pubblica questo cofanetto che in vinile è a dir poco magniloquente: una deluxe edition limitata in sole 1000 copie, comprendente Blu-Ray, DVD, sei vinili da 180 grammi alloggiati in una custodia in acero inciso a laser, booklet di betulla in formato "Coffee Table" con foto inedite del tour 1974, una stampa fotografica firmata di Nash. Tutto bellissimo, d'accordo, ma il prodotto, nel merito, come suona? Pregi e difetti: le registrazioni provengono dagli archivi della band, tutte catturate nel corso di dieci concerti nel 1974; si tratta di esecuzioni oggettivamente molto valide, non fosse altro perchè provengono dagli anni '70, che hanno anche il pregio di celebrare i dischi solisti degli artisti coinvolti, nel frattempo assurti agli onori del successo. Ciò è testimoniato dall'inclusione in scaletta di un numero impressionante di brani mai pubblicati sotto le sigle CSN o CSN&Y: "Immigration Man", "Grave Concern", "Prison Song" di Nash, "On the Beach", "Only Love Can Break Your Heart" di Young, "Black Queen", "Johnny's Garden", "Change Partners" e "Love the One You're With" di Stills. All'epoca della pubblicazione, inoltre, i brani "Carry Me" e "Time After Time" di Crosby, "Fieldworker" di Nash, "Long May You Run" e "Mellow My Mind" di Young, "Myth of Sisyphus" di Stills e la cover di "Blackbird" di John Lennon e Paul McCartney (verosimilmente destinati al pluricitato album in studio mai realizzato, sarebbero poi apparsi nel giro di un biennio nei rispettivi album solisti, eccetto l'ultimo brano, poi incluso in "Allies" e il box set "CSN", entrambi accreditati al terzetto). Infine, quattro brani di Neil Young risultavano inediti fino al momento della pubblicazione (chiaramente rintracciabili nella discografia pirata): "Traces", "Goodbye Dick", "Love Art Blues", "Hawaiian Sunrise" (nelle biografie, viene incluso tra gli inediti anche "Pushed It Over the End", sempre del canadese, in realtà pubblicato nel 1981 in un rarissimo 12 pollici a nome dei quattro, stampato soltanto in Italia). Il tour fu trionfale ma la magia dei primi anni si era persa già da tempo: la band non era al suo meglio, minata da forti tensioni interne e dall'uso di stupefacenti (soprattutto da parte di Crosby), e per questo il risultato finale appare, oggi come allora, assai disorganico. La folle oceaniche accorse a vedere i quattro, inoltre, testimoniano che l'operazione era diventata più un business che un progetto connotato da retaggi hippie improntati al pacifismo e alla fratellanza. In conclusione, il primo live è consigliato a tutti, indistintamente, rientrando tra i 20 album da portare su un'isola deserta, questo cofanetto può essere apprezzato soltanto dai completisti.
2021 - Déjà Vu Alternates

A detta degli stessi membri, "Déjà Vu" fu assai difficile da realizzare. Già nel 1971, Stills dichiarò ad Hit Parader: "tirare fuori da noi quel secondo album fu come strapparci i denti; molte canzoni non ce la fecero e la sola traccia omonima fu realizzata dopo circa 100 interventi in studio, mentre "Carry On" fu il risultato di ben otto ore di lavorazione". In un'altra intervista, il polistrumentista dichiarò che furono necessarie ben 800 ore in studio per registrare l'album. Durante queste sessioni, Crosby manifestò parecchie fragilità a causa della morte della sua ragazza Christine Hinton e Nash confermò che lui e Stills erano un tantino provati dalla fine delle relazioni avute rispettivamente con Joni Mitchell e Judy Collins. In tutto ciò, i membri non andavano d'accordo e si ostacolavano a vicenda, criticando i rispettivi contributi. Crosby affermò poi a Rolling Stone: "ho vigilato su "Almost Cut My Hair" perché Stephen non lo voleva, pensando che la mia voce fosse pessima". Stills insistette per portare "Woodstock", di cui aveva elaborato l'arrangiamento suonandola con Jimi Hendrix nel settembre 1969 (sul cui album postumo intitolato "Both Sides of the Sky", del 2018, fu poi pubblicata una versione alternativa). Eppure, la voce di Stills in questo brano fu in gran parte sostituita, da lui registrata ex novo giacché, così disse, "Ho sostituito una strofa e mezzo che mi sembravano terribilmente stonate". Young dissentiva, ritenendo che "la traccia era magica. Poi più tardi erano tutti in studio a fare i pignoli e Stephen incise una nuova voce che non era altrettanto buona". Stills impose a Nash di cambiare "Teach Your Children" che, asseritamente, passò dall'essere una "canzone in stile Enrico VIII, ad un pezzo di successo di swing-country". Da tutto ciò si evince che, in studio, fu registrato tantissimo materiale, poi rimasto inutilizzato: non stupisce, quindi, che parte di quel lavoro trovasse posto in un titolo postumo, anzi, ci si chiede perché sia stato necessario aspettare così tanto per vederlo pubblicato (in realtà, alcune cose di quelle sessions furono incluse già in progetti antologici attribuiti al terzetto o ai singoli artisti). Va detto che, nella versione digitale, l'opera comprende ben 4 cd - oltre al titolo originale, sono presenti tre cd, rispettivamente dedicati ai "Demos", alle "Outtakes" e alle versioni "Alternates" - mentre per ciò che concerne il vinile, la scelta è stata quella di ridurre ad un solo 33 giri, comprendente i soli pezzi alternativi. La tracklist coincide per 8/10 con quella del titolo originale, pur in versioni assai differenti: più nel dettaglio, l'opera contiene le prime stesure di "Carry On", "Teach Your Children", "Almost Cut My Hair", "Déjà Vu", "Our House", una versione con l'armonica di "Helpless", la cover "Woodstock" forte del cantato originale, una take alternativa di "4 + 20" e (l'allora) inedito "Know You Got to Run", poi apparso sul secondo album solista di Stills. E' un titolo straordinario, giacché offre l'opportunità di cogliere differenze, non sempre minime, con i pezzi divenuti famosi e, proprio per questo, caldamente consigliato soltanto ai completisti del quartetto.
2024 - Live At The Fillmore East, 1969 recensione aggiunta l'11.11.2024

L'ultima pubblicazione ufficiale a nome Crosby, Stills, Nash & Young riporta il concerto tenuto il 20 settembre 1969 allo storico locale Fillmore East di New York, quarto spettacolo della band nella due giorni tenuta al Fillmore East nel 1969, a distanza di un solo mese dal concerto di Woodstock (il secondo del gruppo dalla sua costituzione). La scaletta è a dir poco accattivante: concentrata maggiormente sul debutto "Crosby, Stills & Nash", pubblicato appena 4 mesi prima (mancano soltanto i brani "Marrakesh Express", "49 Bye-Byes" e "Pre-Road Downs"), include anche “On The Way Home” dei Buffalo Springfield, nonché brani attinti dalle carriere soliste di Stills e Young ("Go Back Home" e "Bluebuird revisisted" del primo, "I've Loved Her So Long" e "Down By The River", del canadese (si noti che il secondo brano è impreziosito da una lunga jam dal sapore catartico che dilata la sua durata ad oltre 16 minuti), estratti rispettivamente da ciascuno degli album pubblicati da entrambi fino a quel momento. Cinque le canzoni (all'epoca) inedite: "4 + 20" e "Our House", poi incluse nel citato "Déjà Vu"; la cover dei Beatles "Blackbird", che in studio apparirà per la prima volta soltanto nell'album "Allies" del 1983; "Find The Cost Of Freedom", poi inclusa come b-side del singolo "Ohio"; "Sea Of Madness", a firma di Young, già suonata a Woodstock, che rimarrà inedita fino alla pubblicazione di "The Neil Young Archives, vol.1". Appare doveroso confrontare la tracklist di questo album con quella di "4 Way Street": i due lavori condividono la struttura bicefala acoustic/electric set e tre (soli) brani: “On The Way Home”, "Long Time Gone", “Find The Cost Of Freedom” (quattro, se si considera anche “Down By The River”, presente nella sola versione expanded del più noto live). “Suite: Judy Blue Eyes”, che all'interno del secondo appariva in forma di brevissimo estratto, è qui presente integralmente. Vanno poi considerate le stesure embrionali dei due brani che appariranno in "Déjà Vu", nonché il pezzo dei Buffalo Springfield e alcuni degli episodi solisti sopra citati, non usualmente riscontrabili nelle tracklist dei concerti del quartetto. Alla luce di queste considerazioni, questo "Live At The Fillmore East, 1969" si evidenzia quale uscita discografica preziosissima, non soltanto nettamente superiore a "CSNY 1974", disco interessante ma privo della magia dei primi anni (ne abbiamo largamente parlato nella monografia "Crosby, Stills, Nash & Young - A short legend"), ma addirittura di competere con il largamente citato "4 Way Street". Soccorre, al riguardo, lo stesso Stephen Stills, che, recentemente intervistato da Variety & The Globe And Mail, ha asserito: «Ho sempre odiato "4 Way Street" e adoro questo disco ("Live At Fillmore East, 1969"). Il canto in "4 Way Street" è orribile. Tutti si rifiutavano di doppiare le voci, che a volte diventavano spettacolarmente stonate. Eravamo nuovi di zecca (nel 1969) e tutto quell'entusiasmo e quel calore sono evidenti. "4 Way Street" è più "Okay, ora siamo un grande affare", e si vedeva. Le voci erano davvero compatte (in "Live At Fillmore East, 1969"). Più tardi, quando abbiamo smesso di cantare con un microfono, il mix ne ha sofferto un po'... cantando a distanza e di fronte ad amplificatori molto rumorosi, in posti molto grandi». Il disco è dedicato a David Crosby (e non poteva essere diversamente). Questo titolo è recensito nel dettaglio QUI.
Woodstock (appendice)
Sempre parlando di discografia ufficiale, tre dei quattro volumi dedicati al festival di Woodstock riportano stralci della esibizione ivi tenuta dai quattro. Il primo capitolo è costituito dall'album "Woodstock - Music From The Original Soundtrack And More", pubblicato nel 1970, a cui fece seguito, l'anno successivo, "Woodstock Two", spalmato su due lp. Nel 2019, a distanza di 50 anni esatti dall'evento, vengono pubblicati altri due volumi, "Woodstock Three" e "Woodstock Four", rispettivamente triplo e doppio, che aggiungeranno un solo brano alla limitata tracklist già edita. In sintesi, i brani pubblicati lo stesso anno furono "Suite: Judy Blue Eyes", "Sea Of Madness" (accreditati ai soli Crosby, Stills, Nash) e "Wooden Ships", ai quali poco dopo si aggiunsero "Guinnevere", "4 + 20", "Marrakesh Express" e, a distanza di mezzo secolo, "49 Bye-Byes" (presente nel solo terzo volume, giacché il quarto della serie era privo di brani suonati dal gruppo, pur presentando una versione di "Wooden Ships" proposta dai Jefferson Airplane). Tralasciando considerazioni sull'approssimazione manifestata compilando le note (Young venne accreditato anche in "Guinnevere" e "4 + 20" che invece furono eseguite dal trio), va innanzitutto evidenziato che, di 16 brani effettivamente eseguiti, soltanto 7 presero posto nella discografia ufficiale; inoltre, "Sea Of Madness" non era presente nella versione suonata quella notte, bensì in quella eseguita al Fillmore East, non è chiaro se il 19 o il 20 settembre dello stesso anno (non era l'unico inganno poiché anche "Coming into Los Angeles" di Arlo Guthrie era attinta da un altro concerto). La pubblicazione, sempre nel 2019, del mastodontico box set "Woodstock - Back To The Garden 50th Anniversary Experience", costituito da ben 38 cd documentanti i 3 giorni di musica al completo, ha di fatto restituito integrità all'esecuzione di CSNY, come di tutti gli altri artisti coinvolti, presentando finalmente la traklist integrale, sublimata anche da brevi introduzioni vocali (un doppio vinile non ufficiale intitolato "Woodstock '69" contenente l'intera esibizione dei quattro è stato pubblicato recentemente dalla label Parachute Recording Company, recensito QUI, sempre da chi scrive).
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1970 - Déjà Vu tracklist Carry On – 4:25 Teach Your Children – 2:53 Almost Cut My Hair – 4:25 Helpless – 3:30 Woodstock – 3:52 Déjà vu – 4:10 Our House – 2:59 4 + 20 – 1:55 Country Girl – 5:05 a) Whiskey Boot Hill b) Down, Down, Down c) Country Girl (I Think You're Pretty) Everybody I Love You – 2:20 musicians David Crosby: vocals all tracks except "4+20"; rhythm guitar on "Almost Cut My Hair," "Woodstock," "Déjà Vu," and "Country Girl" Stephen Stills: vocals all tracks except "Almost Cut My Hair"; guitars all tracks except "Our House"; bass on "Carry On," "Teach Your Children," and "Déjà Vu"; keyboards on "Déjà Vu" and "Everybody I Love You"; organ on "Carry On" and "Woodstock"; piano on "Helpless"; percussion on "Carry On" Graham Nash: vocals all tracks except "Almost Cut My Hair" and "4+20"; piano on "Woodstock" and "Our House"; organ on "Almost Cut My Hair"; rhythm guitar on "Teach Your Children"; percussion on "Carry On" and "Country Girl"; tambourine on "Teach Your Children" Neil Young: vocals on "Helpless" and "Country Girl"; guitars on "Almost Cut My Hair," "Helpless," "Woodstock," "Country Girl" and "Everybody I Love You"; keyboards, harmonica on "Country Girl" Greg Reeves: bass on "Almost Cut My Hair," "Helpless," "Woodstock," "Our House," "Country Girl" and "Everybody I Love You" Dallas Taylor: drums all tracks except "Teach Your Children" and "4+20"; tambourine on "Teach Your Children" Jerry Garcia: pedal steel guitar on "Teach Your Children" John Sebastian: harmonica on "Déjà Vu"
1971 - 4 Way Street tracklist Suite: Judy Blue Eyes (coda) - 0:33 On the Way Home" - 3:47 Teach Your Children - 3:02 Triad - 6:54 The Lee Shore - 4:28 Chicago - 3:10 Right Between the Eyes - 3:36 Cowgirl in the Sand - 3:58 Don't Let It Bring You Down - 3:30 49 Bye-Byes/America's Children - 6:35 Love the One You're With - 3:25 King Midas In Reverse" - 3:43 (bonus track) Laughing - 3:36 (bonus track) Black Queen - 6:45 (bonus track) Medley - 9:41 (bonus track) a) The Loner b) Cinnamon Girl c) Down by the River Pre-Road Downs - 3:04 Long Time Gone - 5:58 Southern Man - 13:45 Ohio - 3:34 Carry On - 14:19 Find the Cost of Freedom - 2:21 musicians David Crosby – vocals, guitar Stephen Stills – vocals, guitar, piano, organ Graham Nash – vocals, guitar, piano, organ Neil Young – vocals, guitar Calvin "Fuzzy" Samuels – bass Johnny Barbata – drums
1971 - Celebration Copy tracklist Love The One You're With - 3:03 Music Is Love - 3:16 Military Madness - 2:05 Bluebird Revisited - 5:23 Simple Man - 2:05 Orleans - 1:56 Long Time Gone - 4:15 Marrakesh Express - 2:36 Carry On - 4:25 Woodstock - 3:52 Teach Your Children - 2:36 Ohio - 3:24 musicians Graham Nash - "Military Madness" and "Simple Man" Stephen Stills with David Crosby & Graham Nash - "Love the One You're With" Stephen Stills - "Bluebird Revisited" David Crosby with Neil Young & Graham Nash: "Music Is Love" David Crosby - "Orleans" Crosby, Stills & Nash - "Long Time Gone" and "Marrakesh Express" Crosby, Stills, Nash & Young - "Carry On", "Woodstock", "Teach Your Children", "Ohio" Dave Mason, Rita Coolidge, Joel Bernstein, Calvin "Fuzzy" Samuel, John Barbata, P.P. Arnold on "Military Madness" Jerry Garcia, Phil Lesh, John Barbata on "I Used to Be a King" Calvin "Fuzzy" Samuel, Jeff Whittaker, Rita Coolidge, Priscilla Jones, John Sebastian on "Love the One You're With" Nils Lofgren, Paul Harris, Billy Preston, Dr. John, Calvin "Fuzzy" Samuel, Conrad Isidore, Dallas Taylor, Gasper Lawal, Rocky Dijon, Henry Diltz, Fred Neil (as "Fearless Freddy"), The Memphis Horns on "Bluebird Revisited" Dallas Taylor on "Long Time Gone" Jim Gordon on "Marrakesh Express" Greg Reeves on "Woodstock" Dallas Taylor on "Woodstock" and "Carry On" Calvin "Fuzzy" Samuels, Johnny Barbata on "Ohio"
1974 - So Far tracklist Déjà Vu- 4:10 Helplessly Hoping - 2:38 Wooden Ships - 5:26 Teach Your Children - 2:53 Ohio - 3:00 Find the Cost of Freedom - 2:01 Woodstock - 3:52 Our House - 2:58 Helpless - 3:34 Guinnevere - 4:38 Suite: Judy Blue Eyes - 7:24 musicians David Crosby – vocals all tracks; rhythm guitar on "Déjà Vu", "Wooden Ships", "Ohio" and "Woodstock"; acoustic guitar on "Guinnevere" Stephen Stills – vocals all tracks except "Guinnevere"; acoustic and electric guitars all tracks except "Our House" and "Guinnevere"; piano on "Déjà Vu" and "Helpless"; organ on "Wooden Ships", "Woodstock", and "Suite: Judy Blue Eyes"; bass on "Déjà Vu", "Wooden Ships", "Teach Your Children" and "Suite: Judy Blue Eyes" Graham Nash – vocals all tracks; piano on "Woodstock" and "Our House"; acoustic guitar, tambourine on "Teach Your Children"; harpsichord on "Our House" Neil Young – vocals on "Ohio", "Find the Cost of Freedom" and "Helpless"; acoustic guitar on "Find the Cost of Freedom" and "Helpless"; electric guitar on "Ohio" and "Woodstock"; Greg Reeves – bass on "Woodstock", "Our House", and "Helpless" Calvin "Fuzzy" Samuels – bass on "Ohio" Dallas Taylor – drums on "Déjà Vu", "Wooden Ships", "Woodstock", "Our House", "Helpless" and "Suite: Judy Blue Eyes"; tambourine on "Teach Your Children" Johnny Barbata – drums on "Ohio" John Sebastian – harmonica on "Déjà Vu" Jerry Garcia – pedal steel guitar on "Teach Your Children"
1988 - American Dream tracklist American Dream 3:15 Got It Made 4:36 Name Of Love 4:28 Don't Say Goodbye 4:23 This Old House 4:44 Nighttime For The Generals 4:20 Shadowland 4:33 Drivin' Thunder 3:12 Clear Blue Skies 3:05 That Girl 3:27 Compass 5:19 Soldiers Of Peace 3:43 Feel Your Love 4:09 Night Song 4:17 musicians David Crosby – backing vocals, lead vocals (6, 11), acoustic guitar (9, 11) Stephen Stills – backing vocals, keyboards (1, 2), lead vocals (2, 8, 10, 14), electric guitar (3, 4, 6, 8-10, 14), synth bass (4), guitar solo (6), percussion (8), acoustic guitar (12), synthesizers (14), bass (14), handclaps (14) Graham Nash – backing vocals, lead vocals (4, 7, 9, 12), acoustic piano (4), electric guitar (6), keyboards (9) Neil Young – backing vocals, lead vocals (1, 3, 5, 8, 13, 14), electric guitar (1-10, 12, 14), percussion (3, 13), additional acoustic piano (4), all instruments (5), harmonica (11), acoustic guitar (13) Additional personnel Brian Bell – synthesizer programming (5) Mike Finnigan – Hammond B3 organ (6), keyboards (12), additional vocals (12) Rhett Lawrence – synthesizer programming (12) Bob Glaub – bass (1-3, 6, 8-10, 12) Joe Vitale – drums (1-4, 6, 8, 9, 14), synthesizers (4), all instruments (7), additional vocals (7), percussion (8, 13), keyboards (9-12), vibraphone (13) Chad Cromwell – drums (10) Joe Lala – percussion (2, 7, 9, 10), drums (12) The Bluenotes – horns (10): Larry Cragg – saxophones Steve Lawrence – saxophones Claude Callilet – trombone Tommy Bray – trumpet John Fumo – trumpet Niko Bolas, Tim Mulligan, Tim Foster and Brentley Walton - Handclaps on "American Dream" Bill Boydston, Don Gooch, Bill Lazerus, Graham Nash and Joe Vitale - Sound effects on "Shadowland" Kelly Ashmore, Betsy Aubrey, Tom Banghart, Cha Blevins, Niko Bolas, Craig Doerge, Scott Gordon, R. Mac Holbert, Stanley Johnston, Bill Krause, Debbie Meister, Tim Mulligan, Susan Nash, Jay Parti, Steve Perry, Vince Slaughter, Joe Vitale, Paul Williamson - The Volume Dealers Choir on "Soldiers of Peace"
1999 - Looking Forward tracklist Faith in Me – 4:21 Looking Forward – 3:07 Stand and Be Counted – 4:52 Heartland – 4:28 Seen Enough – 5:14 Slowpoke – 4:31 Dream for Him – 5:03 No Tears Left – 5:06 Out of Control – 4:09 Someday Soon – 3:43 Queen of Them All – 4:23 Sanibel – 4:20 musicians David Crosby – vocals, electric guitar (3), acoustic guitar (7) Stephen Stills – vocals, Hammond B3 organ (1), acoustic guitar (1, 2, 5, 8, 10), electric guitar (1, 3, 4, 7, 8, 11), bass guitar (1), batá drum (1), cowbell (1), cymbals (1), maracas (1, 8), timbales (1), double bass (8), percussion (11) Graham Nash – vocals, acoustic guitar (10) Neil Young – vocals (all tracks), electric guitar (1, 3–5, 7, 8, 11), acoustic guitar (2, 6, 10), piano (9), harmonica (6), tiple (9), celesta (11) Joe Vitale – additional Hammond B3 organ (1), batá drum (1), bateria (1), drums (3–5, 7, 8, 10–12) Spooner Oldham – pump organ (2), keyboards (6, 9) Mike Finnigan – Hammond B3 organ (3, 4, 8, 11) James Raymond – acoustic piano (4, 7) Craig Doerge – keyboards (12) Ben Keith – Dobro (2), pedal steel guitar (2, 6, 9) Snuffy Garrett – guitar (12) Denny Sarokin – guitar (12) Donald Dunn – bass guitar (2, 3, 5, 6, 9–11) Gerald Johnson – bass guitar (4) James "Hutch" Hutchinson – bass guitar (7) Bob Glaub – bass guitar (12) Jim Keltner – drums (2, 6, 9) Luis Conte – bass drum (1), batá drum (1), congas (1), percussion (7) Alex Acuña – additional timbales (1) Joe Lala – additional congas (1) Lenny Castro – percussion (4) Vince Charles – percussion (12)
2008 - Déjà Vu Live tracklist What Are Their Names? - 2:28 Living with War - 3:25 After the Garden - 3:41 Military Madness - 4:02 Let's Impeach the President - 5:43 Déjà Vu - 7:15 Shock and Awe - 5:08 Families - 2:58 Wooden Ships - 8:18 Looking for a Leader - 3:55 For What It's Worth - 4:50 Living with War - 5:24 Roger and Out - 3:55 Find the Cost of Freedom - 3:55 Teach Your Children - 3:20 Living with War - 3:01 The Restless Consumer - 6:23 (iTunes Store bonus track) musicians David Crosby - vocals, rhythm guitar Stephen Stills - vocals, guitars, keyboards Graham Nash - vocals, rhythm guitar, piano Neil Young - vocals, guitars, piano Ben Keith - pedal steel guitar Spooner Oldham - keyboards Rick Rosas - bass Chad Cromwell - drums Tommy Bray - trumpet
2014 - CSNY 1974 tracklist cd Love the One You're With - 6:05 Wooden Ships - 6:36 Immigration Man - 3:47 Helpless - 4:45 Carry Me - 4:41 Johnny's Garden - 5:20 Traces - 3:17 Grave Concern - 3:11 On the Beach - 7:40 Black Queen - 8:25 Almost Cut My Hair - 7:07 Change Partners - 3:51 The Lee Shore - 4:48 Only Love Can Break Your Heart - 3:28 Our House - 3:38 Fieldworker - 3:07 Guinevere - 6:14 Time After Time - 3:48 Prison Song - 4:02 Long May You Run - 4:13 Goodbye Dick - 1:40 Mellow My Mind - 2:33 Old Man - 4:23 Word Game - 6:16 Myth of Sisyphus - 4:44 Blackbird - 2:48 Love Art Blues - 2:57 Hawaiian Sunrise - 2:56 Teach Your Children - 3:16 Suite: Judy Blue Eyes - 9:25 Déjà Vu - 8:29 My Angel - 4:35 Pre-Road Downs - 3:30 Don't Be Denied - 6:40 Revolution Blues - 4:21 Military Madness - 5:04 Long Time Gone - 6:05 Pushed It Over the End - 7:52 Chicago - 4:43 Ohio - 6:00 dvd Only Love Can Break Your Heart Almost Cut My Hair Grave Concern Old Man Johnny's Garden Our House Déjà Vu Pushed It Over the End musicians David Crosby - vocals, guitars, tambourine Stephen Stills - vocals, guitars, keyboards, acoustic bass guitar Graham Nash - vocals, keyboards, guitars, harmonica Neil Young - vocals, guitars, keyboards, harmonica, banjo guitar Tim Drummond - electric bass guitar Russ Kunkel - drums Joe Lala - percussion
2021 - Déjà Vu Alternates tracklist Carry On (Early Alternate Mix) - 4:31 Teach Your Children (Early Version) - 3:00 Almost Cut My Hair (Early Version) - 10:13 Helpless (Harmonica Version) - 3:47 Woodstock (Alternate Version) - 5:00 Déjà Vu (Early Alternate Mix) - 3:41 Our House (Early Version) - 2:57 4 + 20 (Alternate Take 2) - 2:15 Know You Got To Run - 6:47 musicians David Crosby - Vocals, Acoustic Guitar, 12-String Acoustic Guitar, Electric Guitar Stephen Stills - Vocals, Acoustic Guitar, Electric Guitar, Bass, Piano, Organ, Drums Graham Nash - Vocals, Acoustic Guitar, Piano, Organ, Harpsichord Neil Young - Vocals, Acoustic Guitar, Electric Guitar, Organ, Harmonica Greg Reeves: bass Dallas Taylor: drums John Sebastian: harmonica
2024 - Live At The Fillmore East, 1969 tracklist Suite: Judy Blue Eyes - 8:42 Blackbird - 2:30 Helplessly Hoping - 2:46 Guinnevere - 5:33 Lady of the Island - 2:50 Go Back Home - 4:08 On the Way Home - 3:11 4 + 20 - 2:29 Our House - 3:07 I've Loved Her So Long - 2:54 You Don't Have to Cry - 3:02 Long Time Gone - 5:18 Wooden Ships - 5:25 Bluebird Revisited - 3:38 Sea of Madness - 3:33 Down by the River - 16:19 Find the Cost of Freedom - 1:55 musicians David Crosby: vocals, guitar Stephen Stills: vocals, guitar, piano, organ Graham Nash: vocals, guitar, piano, organ Neil Young: vocals, guitar Greg Reeves: bass Dallas Taylor: drums
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