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Il sesto e ultimo album in studio di David Lee Roth da solista, uscito originariamente nel 2003 per la Magna Carta soltanto in cd, viene oggi ristampato dalla Cleopatra Records in una accattivante edizione in vinile gatefold, tirata in sole 500 copie, cosa che ci fornisce il pretesto di recensirlo a 18 anni dalla sua uscita.
Nonostante la presenza di un cast stellare (tra cui Nile Rodgers, Edgar Winter, Omar Hakim, James Lomenzo e i vecchi compagni di avventure Greg Bissonette e Brett Tuggle), si tratta dell'album meno accattivante del singer americano, qui dedito a reintepretazioni di pezzi altrui di stampo pop, blues, soul e funky, nella maggior parte dei casi, peraltro, non sempre riuscite ed inspiegabilmente titolate ex novo (così, ad esempio, "You Got The Blues, Not Me..." e "That Beatles Tune" sono rispettivamente le cover di "I'm Tired" dei Savoy Brown, e di "Tomorrow Never Knows" dei Beatles). Quanto ai brani inediti, i credits mentono indicandone tre, giacché "Medicine Man" e "Act One", a firma del solo David Lee Roth, sono brevi (ed inutili) ritornelli demandati alla sola voce; discorso diverso merita "Thug Pop", pezzo che da solo vale l'acquisto dell'intero album: si tratta dell'unica performance a vocazione hard rock, con un eccelso David Lee Roth nell'apprezzatissimo ruolo di instancabile ed istrionico mattatore, che emerge su un tappeto di chitarre sbalorditive, non importa se in termini di assoli o di riff. Vanno inoltre segnalate le apprezzabili versioni di "Bad Habits" di Billy Field (di cui il frontman aveva già coverizzato "Baby I'm Easy", presente nell'acclamato "Eat 'Em And Smile" del 1986), e della nota "Ice Cream Man" di John Brim, qui presente in una rivisitazione credibile (non meno efficace di quella, assai più conosciuta, portata al successo dai Van Halen), pur in chiave meno dura, con una efficace sezione fiati in evidenza (si noti, e forse è per questo che spiccano in meglio rispetto agli altri, che entrambi i pezzi furono pescati da sessions risalenti al 1996). A questo punto, purtroppo, manca soltanto la ristampa in vinile di "DLR Band", da chi scrive fortemente auspicata considerando che quel titolo rimane tutt'ora una prova a dir poco eccellente (e anche la più dura della sua intera discografia). |
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David Lee Roth - vocals, harmonica (tracks 2, 9) Brian Young - guitar (tracks 1 - 6, 8, 11) Jeremy Zuckerman - guitar (tracks 2 - 4, 7, 8, 10, 11), accordion, Fender Rhodes piano (track 5), Hammond B-3 organ (tracks 2, 4, 7), percussion, programming, engineer, producer, digital editing, sound design Toshi Hiketa - guitar (tracks 5, 8) Nile Rodgers - guitar (track 13) Ron Richotte - guitar (track 14) James Lomenzo - bass (tracks 1 - 8, 11) Tracy Wormworth - bass (track 13) James Hunting - bass (track 14) Ray Luzier - drums (tracks 1 - 8, 11), backing vocals Omar Hakim - drums (track 13) Greg Bissonette - drums (track 14) Alex Gibson - percussion (tracks 3, 8), accordion (track 3), mellotron (track 8), guitar (track 10), backing vocals, producer, engineer, mixing Zac Rae - keyboards (track 6) Greg Phillinganes - piano (track 13) Brett Tuggle - keyboards (track 14) Scott Page - alto saxophone, baritone saxophone (tracks 1, 5) Edgar Winter - saxophone (tracks 13, 14) Lee Thornburg - trumpet, trombone (track 1) Jaime Sickora - cowbell (track 1) Nathan Jenkins - programming (track 10) The Crowell Sisters - backing vocals (track 13)
Label: Cleopatra Anno: 2021/2003 Genere: blues, funk, soul, hard rock
Tracklist 01. You Got The Blues, Not Me... 02. Made Up My Mind 03. Stay While the Night is Young 04. Shoo Bop 05. She's Looking Good 06. Soul Kitchen 07. If 6 Was 9 08.That Beatles Tune 09. Medicine Man 10. Let It All Hang Out 11. Thug Pop 12. Act One 13. Ice Cream Man 14. Bad Habits

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