Home Recensioni Album Entropia - The Mechanized Mind

Entropia
The Mechanized Mind

Abbiamo più volte parlato dei connazionali Entropia, prolifico gruppo trasversale che percorre un range piuttosto esteso, passando dall'elettronica al minimalismo noise, senza omettere di lambire generi quali il prog, la sperimentazione, l'ambient. La loro ultima uscita discografica è un progetto tenuto nel cassetto per diverso tempo, oggi recuperato dopo un'attenta opera di post produzione ad opera dell'ossatura della band, il chitarrista Amptek e il tastierista Dr. Lops.
Il gruppo, lo abbiamo imparato di persona, passa con disinvoltura da un genere all'altro, mantenendo comunque salda la volontà di collocarsi a latere, in termini di ferrea attitudine non omologata. In tal senso, il combo permane oggi nell'alveo della musica elettronica ma lo fa in termini eterei e rilassanti, come risulta perfettamente in "Parabola", ove predominano le calde suggestioni vocali di Debora Longini, o in "Introspection", ove emerge la profondità del fretless bass di Emiliano Cappelli, giusto per citare un paio di esempi. 
In altri brani (su tutti, "Light Rhythms"), viene citata la magnetica e cupa ascendenza di un gruppo come i Goblin (non ha caso, la band cita apertamente la sonorizzazione di film tra le compagini che hanno ispirato l'opera tutta).
Potremmo gridare alla perfezione se la batteria fosse stata suonata su tutti i brani, invece che essere circoscritta ai soli "Rainshadow", "Optical Poem" e il citato "Light Rhythms" (nei restanti, il ritmo è scandito da una programmazione attenta e misurata). Nei casi di impiego di un vero batterista (ora Davide Pentassuglia, ora Daniele Pomo) il risultato è a dir poco stupefacente, con la conseguenza che la formazione si affranca dall'alveo piuttosto algido, pur efficace, del suono digitale, fornendo invece l'impressione di un ensemble genuino in cui la componente umana, pur nel contesto di minor precisione tipico dell'uomo, costituisce un valore aggiunto inestimabile, come peraltro ha rappresentato in passato un lavoro sublime come "The decline of western civilization" (lo abbiamo recensito QUI).      




Alex Marenga: computer programming, synths, guitar-synths, electric guitars, acoustic guitars
Dr.Marco Lops: synthesizers, keyboards, piano
Emiliano Cappelli: electric bass, fretless bassDebora Longini: vocals
Davide Pentassuglia: drums
Daniele Pomo: drums

Anno: 2020
Label: Eclectic Productions/Feiyr
Genere: Sperimentale, Post-Rock, Ambient

Tracklist:
01. Parabola 8:56
02. Introspection 6:12
03. Meditation of the Water 12:35
04. Bad Burns 5:36
05. Light Rhythms 5:18
06. Rainshadow 7:26
07. Lens 4:24
08. Spirals 3:03
09. Optical Poem 6:17
10. The Skyscrapers Symphonic Party 11:28


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