Home Recensioni Album Sir Rick Bowman - Shades Of The Queue

Sir Rick Bowman
Shades Of The Queue

Sir Rick Bowman sembra il nome di un lord inglese, ma come ben si sa le apparenze possono ingannare: si tratta, infatti, di un italiano doc, Riccardo Caliandro, che con questo monicker calca la scena rock con la voglia di emozionare il pubblico con la sua chitarra e le sue canzoni.

La sua carriera, inizialmente solista, vede l’aggiungersi di altri artisti con cui concepisce il suo primo disco autoprodotto, intitolato Shades Of The Queue. A questo titolo si possono attribuire diversi significati che anticipano in qualche modo la caratteristica principale del sound di Sir Rick Bowman, ricco di sfumature e in continua trasformazione. Le undici tracce che compongono l’album rappresentano un po’ le tappe che compongono l’attività creativa di Caliandro e dei suoi compagni.

La prima song, “Changes”, presenta subito il motivo del cambiamento sia nel testo con la “grande città”, ormai oggetto di continui mutamenti, sia negli effetti vocali che rendono il tutto indefinito e di passaggio entro lo scandire del tempo rappresentato dal drumming ripetitivo. In “Street Where I Belong” il tema della città si lega con quello della vita che offre ai suoi passanti una miriade di strade, come sono i riff tra loro sinergici che caratterizzano il brano. L’atmosfera si fa più accattivante con le sonorità leggere ed eleganti di “Watch Those Feet Folks”, mentre con “Over Borders’ ground” emerge la componente elettronica che accompagna il drumming energico per tutto il brano. Il synth ricompare nella successiva “Tied Down” lasciando pià spazio stavolta ai riff che dominano anche in “Bloody Mary”, dal testo molto controverso. Profonde sono le riflessioni nella canzone “The Tails Collector” che possiede un sound più rockeggiante, al contrario di “Dear Mr. Time” con il suo ritmo in crescendo che ricorda per i suoi effetti sonori, soprattutto nella prima parte, la famosa “Lemon Tree”.

Un’atmosfera quasi psichedelica si crea in “Stop”, mentre le ricche percussioni che danno corpo a “Maws/The Jug”. L’ultima song è strumentale e si intitola “Ghost”: i fantasmi della vita appaiono sottoforma di riff distorti e suoni che si intrecciano tra loro. Sir Rick Bowman ha indubbiamente realizzato un album molto valido, esprimendo sensazioni diverse anche nello stesso brano e creando un sound del tutto personale e autentico.

78/100


Riccardo Caliandro: Voce e chitarra
Andrea Fattori:
Chitarra
Francesco Battaglia:
Basso e cori
Giacomo Di Filippo:
Tastiera e synth
Simone Di Blasio:
Batteria

Anno: 2012
Label: Autoprodotto
Genere: Folk Rock

Tracklist:
01. Changes
02. Street Where I Belong
03. Watch Those Feet Folks
04. Over Borders’ Ground
05. Tied Down
06. Bloody Mary
07. The Tails Collector
08. Dear Mr. Time
09. Stop
10. Maws/The Jug
11. Ghost

1. Changes

2. Street where I belong

3. Watch those feet folks

4. Over borders’ ground

5. Tied down

6. Bloody Mary

7. The tails collector

8. Dear Mr. Time

9. Stop

10. Maws/The Jug

11. Ghost

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