Opeth

Gli Opeth nascono a Stoccolma in Svezia alla fine degli anni '80 con Michael Akerfeld alla voce e chitarra, Andres Nordin alla batteria, Nick Döring alla chitarra, e Jocke Horney al basso.

Il neonato gruppo suona prevalentemente cover dei Death dei Bathory dei Misfits e dei Black Sabbath, in realtà ancora il nome non è Opeth ma Eruption.
L'incontro tra Michael Akerfeldt e David Isberg segna la fine degli Eruption e la nascita degli
Opeth all'inizio come 2 man band ma subito si accoda nuovamente Andres Nordin ed un secondo chitarrista viene trovato in Anderas Dimeo.
La line-up del periodo è a dir poco instabile, infatti si susseguono vari cambi con l'ingresso anche di Kim Pettersson e Johan DeFarfalla.
Finalmente agli inizi degli anni '90 con l'arrivo del chitarrista Peter Lindgren la band assume una composizione quasi stabile, con Michael Akerfeldt alla voce e chitarra, Peter Lindgren alla chitarra, Andres Nordin alla batteria e Johan DeFarfalla al basso. Michael e Peter iniziano a scrivere del materiale che nel 1995 porterà alla pubblicazione da parte della Candlelight Records del primo album degli
Opeth:

Orchid

01. In Mist She Was Standing 00:14:09
02. Under the Weeping Moon 00:09:52
03. Silhouette 00:03:07
04. Forest of October 00:13:04
05. The Twilight Is My Robe 00:11:01
06. Requiem 00:01:11
07. The Apostle in Triumph 00:13:01


Il genere è un incredibile ed innovativo mix di death, doom e progressive con un alternarsi di voce growl e clean insieme a riff potenti e arpeggi decisamente classici.
Su tutte spiccano Forest of October e The Apostle in triumph e già da questo primo album compare una delle caratteristiche peculiari delle opere degli
Opeth la durata media delle song decisamente superiore ai 5 minuti.

Il 1996 con Dan Swano ( Edge of Sanity ) come produttore porta all'uscita del secondo album:

Morningrise

01. Advent 00:13:46
02. The Night and the Silent Water 00:11:00
03. Nectar 00:10:09
04. Black Rose Immortal 00:20:14
05. To Bid You Farewell 00:10:57


Da molti considerato come il capolavoro degli Opeth Morningrise porta finalmente la band svedese ad essere conosciuta al grande pubblico metal, i tour con i Morbid Angel e con i Cradle of Filth li portano in giro per l'Europa: Inghilterra, Scandinavia, Spagna ed ovviamente l'Italia.
Questo il commento di Mickael Akerfeldt dopo il loro primo concerto italiano a Roma:
"It was fucking marvellous to be honest! The reception we got in Rome was far fucking out! They were fucking crazy those nutters! We loved it of course!! "

A seguito dell'ultimo cambio di line-up che vede entrare Martin Mendez al basso e Martin Lopez alla batteria nel 1998 vede la luce:


My arms your hearse

01. Prologue 00:00:59
02. April Ethereal 00:08:41
03. When 00:09:14
04. Madrigal 00:01:25
05. The Amen Corner 00:08:43
06. Demon of the Fall 00:06:13
07. Credence 00:05:26
08. Karma 00:07:52
09. Epilogue 00:03:59


Il 1999 è l'anno del passaggio alla Peaceville Recors.

ed anche quello dell'uscita del quarto album del gruppo:


Still life

01. The Moor 00:11:26
02. Godhead's Lament 00:09:47
03. Benighted 00:05:00
04. Moonlapse Vertigo 00:09:00
05. Face of Melinda 00:07:58
06. Serenity Painted Death 00:09:13
07. White Cluster 00:10:02


L'album segna una piccola svolta, con la presenza di atmosfere più progressive e meno death, pur mantenendo la solita carica e la solita grande voce growl di Akerfeldt.

L'anno seguente la band si occupò solamente del tour americano, trascurando la composizione di nuovi dischi. Ma il 2001 vede la luce l'album che attirò l'attenzione degli amanti di prog e di death in tutto il mondo e che rese veramente famoso il gruppo, quello che a mio avviso è il miglior album degli
Opeth:

Blackwater park

01. The Leper Affinity 00:10:23
02. Bleak 00:09:15
03. Harvest 00:06:01
04. The Drapery Falls 00:10:53
05. Dirge for November 00:07:53
06. The Funeral Portrait 00:08:44
07. Patterns in the Ivy 00:01:52
08. Blackwater Park 00:12:08


Un disco basato sulla ricercatezza di suoni ed atmosfere, che di diretto a poco o nulla, con i soliti continui e sorprendenti cambi di ritmo il solito alternarsi di elettrico e acustico ed i soliti cambi di voce da growl a clean, per me un vero capolavoro. Una piccola menzione per The drapery falls un vero piccolo grande concentrato del suono e della musica secondo gli Opeth.

Il 2002 è l'anno di un'altra piccola svolta, pur mantenedo la solita impostazione di base death/prog Deliverance tende ad essere un poco più duro, più metal nel senso stretto della parola.


Deliverance

01. Wreath 00:11:10
02. Deliverance 00:13:36
03. A Fair Judgement 00:10:23
04. For Absent Friends 00:02:17
05. Master's Apprentices 00:10:32
06. By the Pain I See in Others 00:13:50


L'inizio della title-track con chitarra basso e batteria a martello e cantato in growl a segnare un incedere frenetico subito smorzato da un arpeggio acustico e cantato pulito sono è l'emblema di questa band.
Da segnalare anche la lenta e melodica A fair judgment.


Nel 2003 l'ultima sorpresa degli svedesi, con la collaborazione di Steve Wilson dei Porcupine Tree esce Damnation un album che apparentemente con gli
Opeth non ha nulla a che vedere, infatti il disco è interamente con voce pulita ed interamente progressive.

Damnation

01. Windowpane 00:07:45
02. In My Time of Need 00:05:49
03. Death Whispered a Lullaby 00:05:49
04. Closure 00:05:15
05. Hope Leaves 00:04:30
06. To Rid the Disease 00:06:21
07. Ending Credits 00:03:39
08. Weakness 00:04:10


Un ottimo esperimento che prova la grande capacità compositiva di Akerfeldt e soci ed il loro grande eclettismo musicale in cui il lato soft degli Opeth sale prepotentemente alla ribalta.

Personal playlist
L'ordine dei brani è casuale


01 - Forest of October
02 - The apostle in triumph
03 - Black rose immortal
04 - Face of Melinda
05 - The drapery falls
06 - Deliverance
07 - A fair judgement
08 - The night and the silent water
09 - Dirge for November
10 - Bleak


Fonti:
www.opeth.com
http://opeth.mzk.it/
http://www.metalmaniacs.it/

 

 

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