Scritto da Roberto Cangioli Lunedì 28 Settembre 2026 00:00 Letto : 202 volte
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Durante il suo percorso artistico ha potuto cimentarsi in diverse soluzioni musicali in cui ha potuto sperimentare le sue composizioni, attorniato da collaboratori provenienti da diversi paesi. Oltre ad un gruppo formato da musicisti di stanza a Parigi, con cui nel 2024 ha realizzato l’album Modular, è co-leader del Nikolov-Ivanovic Undectet, un ensemble di undici elementi; ha inoltre composto musica per il cinema e il teatro. Il suo Blazin’ Quartet riunisce sotto un’unica bandiera virtuale musicisti provenienti da quattro confini europei: oltre a lui ne fanno parte il trombettista greco Andreas Polyzogopoulos, il chitarrista italiano Federico Casagrande e il contrabbassista bulgaro Mihail Ivanov. Cosmogonie, il loro quinto album, è concepito come un’unica suite dedicata al tema della nascita dell’universo, ispirata alla narrazione mitologica di Esiodo. Il disco sviluppa un percorso musicale continuo nel quale il jazz contemporaneo dialoga con elementi elettronici e influenze della musica balcanica, alternando momenti di forte intensità a passaggi più atmosferici e contemplativi. “A parte alcuni miei passaggi”, dice Srdjian, “l’intento è stato quello di lasciare carta bianca alle improvvisazioni dei musicisti che mi hanno accompagnato, pur dando loro una direzione approssimativa”. Prosegue Srdjian :“Guardando un concerto di Nils Petter Molvaer su YouTube a tarda notte, ho avuto un’epifania: volevo realizzare un programma sotto forma di suite, un’opera di 45 minuti o un’ora in cui i brani scorressero naturalmente e continuamente per dare un significato globale, come un film”. Ed è proprio questa l’impressione che ci avvolge ascoltando questo album, pregno di atmosfere rarefatte, in cui tromba, chitarra, programmazione elettronica, giocano tra loro in un susseguirsi di episodi sì musicali, ma anche visivi, in cui rincorrere ricordi e luoghi distanti migliaia di km o semplicemente dietro casa. Questa musica ha difatti il potere di sedurre la mente e di adattarsi perfettamente agli stati d’animo di chi ascolta, evocando flashback del nostro inconscio o della nostra memoria individuale. Se qualcuno suggerisce che alcune soluzioni sonore rimandino alla mente lavori di Bojan Z, Paolo Fresu e Lars Danielson, soprattutto per l’approccio melodico, la libertà improvvisativa e il dialogo tra jazz contemporaneo e diverse tradizioni musicali, per chi scrive (e ha ascoltato diverse volte l’album) ritiene più semplice lasciarsi coinvolgere nel succedere delle scene emotive, perché questa suite richiede per l’appunto un approccio continuativo come lo svolgersi di un film, piuttosto che l’ascolto pragmatico di ogni singola traccia, che risulterebbe limitante. Un consiglio: prendetevi tempo ed ascoltatevelo senza interruzione fino al termine; per poi riprenderlo magari dopo due giorni, comunque dedicandogli tempo. Durante un programmato lungo viaggio in auto? Perché no?
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SRIDIAN IVANOVIC BLAZIN' QUARTET Anno: 2026 tracklist
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