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A cosa si è disposti a rinunciare per un corpo perfetto, per trovare la formula dell’eterna giovinezza? In un grottesco, ironico ed interessantissimo monologo Lavinia Savignoni ci ricorda che nonostante tutti i nostri sforzi inesorabilmente la vecchiaia arriva.
L’opera scritta, diretta ed interpretata da una vulcanica ed inarrestabile Savignoni, racconta, senza troppi giri di parole e con sferzante realismo, l’ossessione di volere un corpo sano, perfetto, efficiente e soprattutto da postare sui social. In uno spettacolo esilarante e tragicomico la protagonista, alle prese con l’ultima prova prima di proporre in un programma televisivo il suo stile di vita salutistico, si lascia andare in ricordi e riflessioni (senza tralasciare qualche ironica divagazione) sul ciclo della vita e sugli aspetti paradossali del mondo contemporaneo che impone modelli utopici: tutti belli, in forma, giovani, vegetariani, controllati e soprattutto con moltissimi follower. Lavinia Savignoni, da sola sul palco, è insuperabile nell’affrontare lo scottante argomento senza cadere nella tentazione di impreziosirlo, anzi abbandonandosi a crude considerazioni certamente poco chic (si parla molto di bisogni corporali e “pulizia interiore”) e con una cifra stilistica che oscilla tra la stand up e la lezione di wellness. Il racconto è veloce e certamente di impatto, la fortissima gestualità, accompagnata da una sorprendente mimica facciale, fanno da sponda ad un linguaggio volutamente estremamente forbito e scientifico in alcuni passaggi e spontaneo e quasi “borgataro” in altri. Lavinia Savignoni è un fiume in piena. Parla, si dimena, accenna passi di danza, si sdoppia in altri personaggi e fa emergere, man mano che lo spettacolo progredisce, tutta la rabbia repressa della protagonista e la frustrazione di una vita (al traguardo dei quarant’anni) vissuta, ma non desiderata e auspicata. “Il corpo perfetto” è uno spettacolo coinvolgente, divertente e con un notevolissimo ed attento sguardo ad una delle più grandi nevrosi odierne. Tanti i temi affrontati con leggerezza ed ironia senza mai svilirne l’importanza: non solo il desiderio della perfezione fisica, anche la fissazione per l’apparire sui social, il successo misurato con i numeri dei follower, il salutismo a tutti i costi che, magari allunga la vita, ma non riduce certo la vecchiaia. E proprio un corpo ormai segnato dagli anni, corona, in chiusura, uno spettacolo perfettamente costruito nei tempi e nella struttura, applaudito molto dal pubblico femminile (forse perché particolarmente coinvolto e rappresentato) e apprezzato dal genere maschile che, oramai, sta diventando anch’esso preda delle nevrosi derivanti dalla esasperata rincorsa di una condotta ed uno stile di vita improntato a conferire grande attenzione e cura a tutto ciò che possa contribuire al pieno mantenimento della salute, dimenticando che la vita intanto scorre e che, sani o malati, si muore tutti. Spettacolo da non perdere.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 20 ottobre 2026. |
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IL CORPO PERFETTO Testo e regia: Lavinia Savignoni Protagonista: Lavinia Savignoni Disegno luci: Maurizio Fabretti Supervisione costumi: Fabrizia Migliarotti Allestimento scena: Rita Coleine Produzione: La Loba Production
Il corpo perfetto è l’imperativo categorico della società contemporanea. È pure il titolo del monologo scritto, diretto e interpretato da Lavinia Savignoni. Il testo si concentra sulla ossessione del corpo e su tutto quello che -direttamente o indirettamente- gira intorno al pensiero della sua perfezione, fino al paradosso delle sue distorsioni: mangiare sano, essere in salute, scattanti, magari vegani o seguaci di regimi alimentari severissimi e alla moda, perfettamente funzionanti e “belli”, soprattutto belli da vedersi e potersi fotografare e postare sui social, perché l’ultima certificazione al nostro valore, passa ormai inevitabilmente dal gradimento del mondo della rete.Così la nostra protagonista, una donna di quarant’anni mite e di bell’aspetto è intenta a provare in casa sua la scaletta del programma “Il Corpo Perfetto” che andrà in onda in diretta tv l’indomani e che illustra anche l’omonimo metodo da lei brevettato per vivere in salute.La prova di memoria si trasforma ben presto in un flusso di coscienza che spazia su come siamo fatti e su come possiamo raggiungere la perfetta funzionalità del corpo.Alcuni ricordi di bambina irrompono all’improvviso prepotenti, svelando il precario equilibrio emotivo della donna e mostrando suoi lati fino ad allora erano repressi, ribaltando l’immagine di persona risolta che invece tenta con ogni forza di promuovere.Il suo racconto, a tratti grottesco, altre volte drammatico, assai spesso comico, rivela le irrequietezze e gli aspetti “disturbati” che spesso si celano dietro la filosofia del wellness e che tradiscono le fragilità più profonde del nostro mondo contemporaneo.Uno spettacolo sul conflitto aperto e tutt’altro che risolto, tra il bisogno di un corpo perfettamente funzionante, i modi per ottenerlo, e il tentativo di non perdere la nostra profondità e lucidità pur essendo subissati da messaggi di un universo inquinato e artificiale, non solo per i prodotti che consumiamo abitualmente. La corsa alla ricerca dell’elisir di eterna giovinezza si scontra con l’incedere inesorabile della vecchiaia che ci riguarda indistintamente tutti, indipendentemente dagli sforzi fatti per contrastarla e ritardarne l’avvento.
(Fonte: comunicato stampa)

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