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Un adulto che racconta il mondo con gli occhi di un bambino, un percorso disincantato dove i personaggi appaiono nella memoria per poi sparire nell’oblio.
Il nuovo lavoro di Lucio Patanè “Un’altra parte” vuole offrire al pubblico una versione quasi anonima di una guerra: una qualsiasi, senza un tempo ed un luogo specifico, ma pregna di tutti gli orrori che ogni conflitto inevitabilmente porta con se. Una spiaggia, una sedia ed un orsacchiotto e tanti ricordi, racconti di personaggi incontrati, amati ed in parte perduti. Lo spettacolo, di cui Patanè è autore ed interprete, propone un uomo senza nome, una vittima che non capisce (o forse non vuole capire) gli eventi del suo passato e del presente. Brevi scene nelle quali i vari personaggi, tutti interpretati dal protagonista, si insinuano per rappresentare spazi, luoghi e, in alcuni passaggi, drammi. Come sottolinea lo stesso autore “Lo spettacolo, volutamente, non fa riferimento a periodi storici precisi, e il protagonista della storia non ha nome né un contesto preciso in cui collocarsi, perchè tutte le guerre sono atroci e hanno delle conseguenze tremende sulla vita delle persone”, nessun preciso momento eppure tanti riferimenti a quanto ancora avviene nel mondo. Una modalità per stimolare il pubblico ad interrogarsi sul senso delle guerre e su quanto queste incidano sulle nostre vite. “Un’altra parte” è uno spettacolo di impatto e nonostante riesca a strappare qualche sorriso, un leggero senso di angoscia aleggia nella sala per tutta la durata della pièce. Patanè riesce perfettamente ad incarnare il personaggio da lui creato: un uomo disilluso e sgomento, regredito al rango di bambino per evitare di comprendere la triste realtà della sua vita. Indubbiamente caratteristici e molto ben rappresentati i vari personaggi che lo stesso Patanè interpreta sfruttando un gioco di luci per entrare ed uscire dalle varie figure. Un mix narrativo, frutto della raccolta storica effettuata dall’autore su ricordi, aneddoti e racconti di anziani sopravvissuti agli orrori delle guerre, che prende vita nelle movenze, nella voce e nella mimica del protagonista. La rappresentazione propone un tema importante e lancia diversi spunti di riflessione, peccato che la lentezza dei dialoghi appesantisca un testo molto semplice, seppure non superficiale, e la leggera cantilena utilizzata dal protagonista nei suoi dialoghi (interrotta solo dai brevi monologhi in dialetti diversi dei personaggi che riaffiorano nella memoria del narratore) renda mono-tono, pur caratterizzandola, tutta l’evocazione e la recitazione.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 25 settembre 2026. |
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UN’ALTRA PARTE scritto e interpretato da Lucio Patanè luci e direzione tecnica di Ruggero Scambia musiche di Lucio Patanè arrangiamento ed esecuzione di Francesco Marino regia di Mario Pizzuti
Una sedia su una spiaggia, il tempo indefinito della nostalgia, le atrocità di una guerra, l’infanzia rubata, un orsacchiotto, un bar e i suoi avventori, i ricordi scambiati per vita quotidiana. E’ la vita di un uomo qualsiasi, vittima di una guerra qualsiasi. Un uomo senza nome che si racconta abbattendo le barriere temporali. Perchè il passato, per quanto doloroso, non è una pietra da rimuovere, ma si può metabolizzarne le ferite solo lasciandolo confluire nel presente. E’ la “follia” di un adulto che guarda gli altri, le cose, con gli occhi di un bambino : non con rassegnazione, ma con un incantato distacco; “giudice” imparziale delle proprie e altrui debolezze, ma proprio per questo capace di accogliere dentro di sé il policromo mondo che lo circonda con umana compassione e comprensione. Un’altra parte è il luogo di chi si è dovuto sradicare abbandonando luoghi e affetti, Un’altra parte è il luogo interiore di chi è rimasto ma si è visto portare via tutto. Per sua naturale concezione questo atto unico non fa riferimenti precisi a luoghi e periodi storici. Qui, il peso del passato, galleggia e si riverbera nel racconto dell’adulto bambino e nei personaggi da lui evocati. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro Cometa Off Via Luca della Robbia, 47 Roma 06 5728 4637 www.cometaoff.it
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