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Dopo il successo di Casalinghi Disperati ritroviamo i quattro amici (portati in scena da Giancarlo Fares, Andrea Catarinozzi, Valerio Giombetti, Stefano Tomassini) di nuovo insieme in una commedia brillante, dal ritmo serrato e dal gusto frizzante, che racconta con intelligente ironia e grande umanità l’amicizia, la solitudine maschile, la necessità di cavarsela e l’eterna presenza – anche se assente sul palco – dell’universo femminile. I quattro protagonisti, dopo aver vissuto insieme un periodo della loro vita in una casa offerta dal comune per uomini indigenti ed aver cominciato una nuova vita, inaspettatamente si ritrovano insieme per la scomparsa della moglie di uno di loro in circostanze misteriose. La storia comincia qui: i nostri amici “disperati” si riuniscono nella casa del presunto e inconsolabile vedovo per portare il loro conforto. Ne deriva una girandola di situazioni paradossali nelle quali la onnipresente ironia riesce a superare le paranoie del politicamente corretto, del bodyshaming, del gender fluide, per restituire al pubblico momenti di pura comicità. Finalmente una commedia dove la figura del gay è rappresentata senza il timore di essere tacciato di omofobia da un ammirevole Giancarlo Fares, l’uomo rude e volgarotto, sempre a caccia di femmine appare in tutta la sua naturalezza nell’interpretazione di Stefano Tommasini, mentre le fragilità maschili rispetto alle donne risultano perfettamente nei ruoli, assolutamente non secondari, di Valerio Giombetti e Andrea Catarinozzi. “Scappati di casa” è uno spettacolo leggero, ma non superficiale, che gioca con gli stereotipi, ironizza sui luoghi comuni utilizzando linguaggi e movenze sicuramente un po’ “coloriti”, ma mai volgari. Una commedia brillante che tra battute, gag, qualche gioco di parole e stacchetti musicali, riesce a rallegrare e soddisfare il pubblico. Il testo brillante di Cinzia Berni e Guido Polito dotato di grande spontaneità e immediatezza, e la regia di Nicola Pistoia, uniti alla grande simpatia che generano gli interpreti, donano alla rappresentazione gradevolezza e disimpegno, aggirando le complicazioni e le sovrastrutture imposte dalla attuale società (non per niente la commedia risale al 2008). Alla fine dello spettacolo, dopo tante risate, rimane la constatazione delle grandi verità raccontate in una celebrazione dell’imperfezione e del fallimento che, forse, non è poi così distante da noi.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 31 luglio 2026. |
Scappati di casa Scappati di casa – Il ritorno dei casalinghi disperati, riprende le disavventure domestiche di quattro Casalinghi disperati di mezza età. Dopo la convivenza forzata del primo capitolo, i quattro protagonisti sembrano aver preso strade diverse o almeno così raccontano per sentirsi adulti e realizzati. La realtà è un disastro più sofisticato. La loro realtà e composta da relazioni sentimentali naufragate prima ancora di salpare, lavori precari e una generale incapacità di gestire la vita quotidiana.
Teatro Tor Bella Monaca |









