Amleto in salsa piccante
Roma, Teatro Tor Bella Monaca, 15 luglio 2026

Il teatro contemporaneo ci ha abituato alle parodie di spettacoli classici e sicuramente le opere di Shakespeare sono le più “sfruttate” e riproposte sotto varie forme brillanti, spaziando dalla letteratura ai fumetti.

Non fa eccezione a questa “abitudine” il celebre dramma “Amleto” che in questa originale scrittura di Aldo Nicolaj (uno dei maggiori commediografi italiani, scomparso oltre venti anni or sono) fa dimenticare la pesante tragedia shakespeariana a favore di una geniale rivisitazione in chiave comico-grottesca, che pone come punto di osservazione delle vicende la cucina del castello di Elsinore ed i suoi vivaci e scaltri abitanti.
Sei attori, interpretando una decina di personaggi, danno vita ad uno spettacolo frizzante che, nei due atti, propone un testo non semplice: un unico ambiente circoscritto – la cucina – (anche se prevista qualche breve escursione fuori dal palco), sapientemente insaporito (per rimanere in tema) da battute, scambi veloci e studiate pause che consentono di mantenere alto il ritmo della trama che, dovendosi ispirare ed attenere alla lunga tragedia shakespeariana, viene comunque rispettata fino al drammatico epilogo finale.
Una commedia di circa due ore che scorre tra pettegolezzi, sesso, ricette culinarie, liti e tradimenti. Tutti i personaggi sono perfetti e studiati, caricature divertenti dei reali protagonisti della tragedia con qualche significativa aggiunta. Accanto al celebre Amleto (un Leonardo Bocci fedele al suo ruolo che fa del suo famoso “essere o non essere” quasi un tormentone, specie quando ogni frase pronunciata si scontra col suo contrario, portando il pubblico addirittura ad anticipare le sue battute), alla regina Geltrude (interpretata con estrema maestria espressiva da Danila Stalteri ), l’impiccione Polonio (mai apparso in scena), Orazio (Walter Del Greco, impegnato anche in altri ruoli, tra cui il capocomico en-travesti che si lamenta perché non si sente apprezzato nella sua bellezza femminea), troviamo la servitù, rappresentata dal cuoco Froggy (Massimiliano Vado) impegnato tra fornelli e gelosia, le due aiuto cuoche (moglie e cognata di Froggy): la loquace Cathy (Claudia Ferri) e la spregiudicata Inge (Veronica Milaneschi, interprete anche in una breve interpretazione dell’eterea Ofelia).
Da elogiare la regia di Vanessa Gasbarri, caratterizzata dalla capacità di miscelare varie forme di genere teatrale spaziando dalla genuina comicità, al teatro dell’assurdo, passando per la satira, il grottesco e la forte caratterizzazione dei personaggi.
Uno spettacolo ricco di sfumature emotive, oscillante tra la serietà del dramma shakespeariano e la leggerezza della commedia. La geniale intuizione del rovesciamento dei ruoli con la servitù che commenta e valuta le debolezze della nobiltà ricorda vagamente il teatro dell’arte, una caratteristica esaltata dalle capacità attoriali dimostrate nel navigare tra diversi registri espressivi capaci di mantenere inalterato il ritmo vivace della rappresentazione.
Nonostante “Amleto in salsa piccante” vada in scena nei teatri italiani da moltissimi anni, riesce perfettamente ancora a mantenere la sua freschezza ed originalità e rimane uno spettacolo assolutamente da vedere.




La nostra precedente recensione: Amleto in salsa piccante


Amleto in salsa piccante
di Aldo Nicolaj
con
Massimiliano Vado
Danila Stalteri,
Claudia Ferri
Leonardo Bocci,
Veronica Milaneschi,
Walter Del Greco
regia Vanessa Gasbarri
StArt Lab

Ambientato nella cucina del castello di Elsinore, questo allestimento offre una visione originale della celebre tragedia shakespeariana, ponendo sotto la lente d’ingrandimento non solo i temi classici dell’opera, ma anche le dinamiche umane che avvengono nei luoghi più intimi e quotidiani. La scelta di spostare l’azione dalla reggia danese ai sotterranei culinari del castello è audace e geniale. In questo modo, lo spettatore è invitato a scoprire il punto di vista della servitù, una prospettiva spesso ignorata nelle versioni tradizionali di “Amleto”. L’ambientazione in cucina diventa una metafora potente: i fornelli ardono, proprio come le passioni e le vendette che si sviluppano tra i nobili. Il privato si mescola al pubblico, creando un intrico di relazioni complesse che riflettono la condizione umana in tutta la sua varietà.
I personaggi che affollano la scena sono il cuore pulsante di questa rivisitazione.
Grazie a un cast di attori talentuosi, ogni figura diventa un pezzo di un puzzle che si compone non solo di ambizione e vendetta, ma anche di ironia e grottesco. Massimiliano Vado, Danila Stalteri e gli altri interpreti portano sul palco una ricchezza di sfumature emotive, contribuendo a creare un’atmosfera che oscilla tra la serietà del dramma shakespeariano e la leggerezza della commedia.
Il rovesciamento dei ruoli sociali, con i servitori che commentano le azioni dei nobili e ne valutano le debolezze, si inserisce in una tradizione teatrale che richiama il teatro dell’assurdo e il teatro dell’arte. La capacità degli attori di navigare tra diversi registri espressivi consente allo spettacolo di mantenere un ritmo vivace e coinvolgente, incantando il pubblico con colpi di scena e battute fulminanti.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro Tor Bella Monaca
Via Bruno Cirino, 5
Roma
Telefono: 06 201 0579
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.