Terzo Tempo
Milano, Teatro Franco Parenti, dal 20 maggio al 7 giugno 2026

Un’autentica e arguta disanima dell'esistenza si dispiega sul palcoscenico, traendo linfa vitale dall'opera letteraria edita da Bompiani per tramutarsi in una partitura scenica di rara finezza. L’incipit si ancora alle vicende del testo originale: la cronaca di un legame che sfida le convenzioni del tempo e i fili della memoria, trovando nella dimensione teatrale una cassa di risonanza formidabile.
A dare corpo e voce a questa parabola provvede un binomio interpretativo di assoluta eccellenza, composto da Paolo Hendel e Lucia Vasini, sostenuto con encomiabile vigore da una coppia di magnetici comprimari. I due protagonisti infondono nei rispettivi ruoli una vibrante intensità, dipanando un fitto ordito di battute che trascende la rigidità della pagina scritta; la recitazione si tramuta così in un canovaccio da plasmare e stropicciare con la disinvoltura e l'enfasi proprie di una consumata sapienza attoriale, offrendo alla platea una naturalezza espressiva che ammalia. Tale messinscena si colloca idealmente nel solco di una progettualità illuminata, eloquente testimonianza della costante sensibilità del Teatro Franco Parenti verso le declinazioni della terza età, qui celebrata non già quale crepuscolo dell'esistenza, bensì come stagione d'audaci e feconde riscritture personali. Il testo esplora con acume filosofico e sociologico i nodi cruciali della contemporaneità, muovendo dalle istanze del cohousing e della condivisione, laddove l’idea di abitare lo spazio comune si erge ad autentico antidoto contro la solitudine; la coabitazione solidale si transustanzia in un manifesto politico ed esistenziale, configurando una scelta rivoluzionaria volta a ridefinire i legami affettivi al di fuori dei tradizionali vincoli nucleari. Un ulteriore e fulgido baricentro risiede nell'identità femminile: al centro della narrazione pulsa l'universo muliebre, colto nella sua fiera rivendicazione di autonomia e declinato attraverso una riflessione profonda sul diritto delle donne a non essere invisibilizzate dallo scorrere degli anni, preservando intatti desideri, passioni e slanci progettuali. Parimenti centrale si rivela il confronto con il passato, entro il quale il bilancio di ciò che è stato non indulge mai al patetismo, poiché la dimensione retrospettiva si converte in trampolino di lancio per il presente, facendosi setaccio indispensabile per mondare l'esistenza dai fardelli superflui e trattenerne l'essenza ancora meritevole di essere vissuta. La drammaturgia, orchestrata a quattro mani dalla scrittrice d'origine e dalla direttrice dell'allestimento, compie il prodigio di trasfigurare la parola stampata in un serrato, brillante dialogo polifonico. La tessitura verbale si palesa come un'impeccabile macchina ad orologeria, entro la quale la regia calibra i movimenti e l'apporto illuminotecnico per valorizzare ogni minima sfumatura emotiva; al contempo, l’apparato visivo dei costumi – pregevole frutto delle maestranze artigianali interne alla fondazione milanese – e le geometriche soluzioni scenografiche incorniciano l'azione con sobria, aristocratica eleganza, mentre il commento sonoro impreziosisce i passaggi più lirici senza mai sovrastarli. Il recesso della rappresentazione consegna allo spettatore un'opera corale in cui si ride di gusto ma, simultaneamente, si medita con straordinaria profondità sul valore del domani, affinché l'orizzonte del futuro sia restituito alla sua legittima dignità, a perenne dimostrazione che il diritto al divenire non conosce scadenze anagrafiche.

La seguente recensione si riferisce alla rappresentazione del 26 maggio 2026.

Terzo tempo

di Lidia Ravera
liberamente ispirato all’omonimo romanzo Ed. Bompiani
drammaturgia Lidia Ravera e Emanuela Giordano
regia e luci Emanuela Giordano
con Lucia Vasini, Paolo Hendel, Viola Lucio, Marco Mavaracchio
scene Stefano Zullo
costumi realizzati da Simona Dondoni – sartoria del Teatro Franco Parenti
musiche Tommaso di Giulio e Leonardo Ceccarelli
produzione Teatro Franco Parenti
in coproduzione con Agidi
in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi
Rassegna La Grande Età, insieme al partener culturale Ravasi Garzanti e Fondazione Monte di Lombardia

Domenico e Costanza, marito e moglie “separati ma vicini”, affrontano con spirito opposto il passaggio alla grande età: lei, impulsiva e visionaria, vuole trasformarlo nel tempo più prezioso della vita; lui, più posato e ironico, cerca di starle dietro, tra slanci vitali e colpi di scena. In un gioco comico e affettuoso di ribaltamenti, i due mettono in discussione convenzioni, ruoli e certezze, sostenuti da un figlio incredulo e una giovane spettatrice partecipe.
Un’esplosione di battute e umanità, dove l’umorismo non banalizza ma illumina. Non la solita storia di una coppia borghese in crisi, ma un inno disarmato e ironico all’arte di invecchiare con desideri intatti e lo sguardo rivolto avanti. A interpretare questa coppia affatto convenzionale, due fuoriclasse del teatro comico italiano, Lucia Vasini e Paolo Hendel, qui diretti da Emanuela Giordano.
Dal romanzo di Lidia Ravera, una commedia tenera e spiazzante sul tempo che resta e quello che si decide di farne, su ciò che si può ancora rimettere in circolo quando sembrerebbe tardi: energie, affetti, desideri, ostinazioni. Le battute arrivano di traverso e da una malinconia vitale, affidata a interpreti capaci di tenere insieme ironia e fragilità, poesia e goffaggine e di restituirci personaggi profondamente umani, contraddittori, riconoscibili (fonte: comunicato stampa).



Teatro Franco Parenti

Via Pier Lombardo, 14
20135 Milano
Tel:02 59995206
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ORARIO SPETACOLI:

mercoledì, venerdì, sabato ore 19:45
giovedì ore 21:00
domenica ore 18:00


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