Il giocattolaio
Roma, Pignetoff, dal 22 al 24 maggio 2026

Un testo complesso ed una azione drammaturgica spostata indietro nel tempo caratterizzano “Il giocattolaio”, opera di Gardner McKay che si propone di indagare a fondo la natura umana e le dinamiche relazionali dei due protagonisti.

Roma, primi anni novanta, quartiere chic, campi da tennis, professione psichiatra: questo è il ritratto di Maude Cristoforo (Cristina Cappelli). In contrapposizione, Rocco (Massimiliano Caiazzo), ragazzo incontrato per caso che bussa alla porta della giovane donna per poter fare una telefonata. Questo incontro, apparentemente banale, origina la complessa vicenda che i due si trovano a vivere in una notte dove la tensione diventa palpabile e la paura si intreccia con desideri viscerali.
Il testo di Gardner McKay fedelmente rispettato nella messa in scena, si propone di indagare il pericoloso rapporto che si crea tra i due protagonisti, un insieme di rivelazione di segreti, sotterfugi, bugie e provocazioni. Lo spettacolo propone un continuo cambio di prospettiva analizzando i comportamenti dei due personaggi da presupposti diversi, utilizzando la formula del fraintendimento per originare paure e poi smorzarle, creare aspettative miseramente deluse, in un continuo rincorrersi per affermare l’alternata supremazia dell’uno sull’altro.
A dare volto e corpo ai complessi protagonisti due talentuosi interpreti in ascesa: Massimiliano Caiazzo, attore partenopeo classe 1996, già conosciuto al grande pubblico per le sue apparizioni televisive e Cristina Cappelli, attrice nata a Sala Consilina nel 1993, entrambi reduci da studi di perfezionamento a New York. I loro personaggi sono caratterizzati all’estremo, studiati nei minimi particolari e proposti con una recitazione incentrata fortemente sul lavoro fisico e, nel caso specifico, ispirata e legata al mondo animale. Come sottolinea le regista della rappresentazione Michèle Lonsdale Smith, fondatrice della della Gracemoon Arts Company con sede a New York e a Roma, dotata di un bagaglio pluridecennale di esperienza nello sviluppo di tecniche recitative basate sugli insegnamenti di Lee Strasberg, per questo specifico spettacolo, ha sottoposto il cast ad un peculiare percorso nel quale il lavoro fisico e quello mentale è stato centrato sullo studio delle movenze di due animali precisi, il gatto ed il coccodrillo, elementi utilizzati come strumenti per riprodurre i tratti psicologici di Maude e Rocco.
“Il giocattolaio” è una rappresentazione di non facile comprensione, un’opera di impatto psicologico basata su una ricerca introspettiva nella quale le figure della vittima e del carnefice non rimangono in determinati e predefiniti confini. Le implicazioni personali e relazionali tra le due figure in scena restituiscono immagini e sensazioni quasi claustrofobiche, anche se a tratti surreali. L'opera, che si configura come thriller psicologico, seppure risultando poco credibile, è resa realistica dalla potente interpretazione degli attori capaci di restituire al pubblico in sala personaggi pregni di energia ed aggressività, eppure apparentemente innocui. Inevitabile una riflessione sulla capacità di controllo, sul concetto di manipolazione e sulla fragilità umana. Una inquietante valutazione su come la più esecrabile violenza possa essere esercitata non con la forza fisica, ma mediante sottili strategie mentali capaci di operare  condizionamenti anche nelle personalità fortemente strutturate (come quella della psichiatra).
Finale d’impatto, anche se non liberatorio della tensione accumulata, in linea con tutta la rappresentazione che, seppure nel suo un po’ lento andamento (lo spazio carico di pause richiede allo spettatore un particolare sforzo attentivo), non ammette distrazioni.
“Il Giocattolaio” più che uno spettacolo teatrale è un’esperienza intellettuale che costringe lo spettatore a prendere coscienza delle proprie paure e dell’immenso potere dell’arte manipolatoria: un pensiero che si insinua e accompagna anche oltre il catartico applauso finale.



Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 22 maggio 2026.

Gracemoon Arts & Pigneto Off
presentano

IL GIOCATTOLAIO
Di Gardner McKay
Con
MASSIMILIANO CAIAZZO
e
CRISTINA CAPPELLI
Regia
Michèle Lonsdale Smith

Dal 22 al 24 maggio al PignetOff di Roma va in scena “Il giocattolaio” di Gardner McKay, diretto dalla regista newyorkese Michèle Lonsdale Smith con Massimiliano Caiazzo e Cristina Cappelli.
Nel maggio del 1994, nella splendida zona di Ponte Milvio a Roma, tra campi da tennis e strade tranquille, vive e lavora la psichiatra Maude Cristoforo.
Una notte, il ragazzo che poco prima l’ha aiutata a far ripartire l’auto, bussa alla porta e chiede di entrare per fare una telefonata.
Quello che sembra un incontro casuale darà inizio a una notte imprevedibile che cambierà il corso degli eventi e le loro vite per sempre.
Massimiliano Caiazzo e Cristina Cappelli fanno parte della compagnia internazionale Gracemoon Arts, costruita attorno ai due poli di New York e Roma e diretta da Michèle Lonsdale Smith.
Prima del debutto romano, gli attori hanno preso parte a un periodo di lavoro a New York insieme alla compagnia, dedicato all’esplorazione e allo sviluppo dei personaggi.
“Al centro del processo di costruzione dei personaggi resta la ricerca di una verità umana comune, capace di emergere attraverso il corpo, la voce e la relazione tra gli attori in scena. Ho guidato gli attori in un percorso basato su un lavoro fisico e immaginativo legato agli animali utilizzandoli come chiave per esplorare movimenti, energie e tratti psicologici dei protagonisti. Lo spettacolo è in sé una continua esplorazione del rapporto tra questi due personaggi. Attraverso il testo, rispettato in maniera ferrea, continueranno ad indagare la natura e il comportamento dei personaggi”, dichiara la regista Michèle Lonsdale Smith.
(Fonte: comunicato stampa)

PIGNETOFF
Via Carlo Errera n.44
Roma
Info e Prenotazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.