Eduardo, parliamoci chiaro
Roma, Teatro di Villa Lazzaroni, dal 15 al 17 maggio 2026

Un omaggio al teatro di Eduardo ed una storia come tante che accomuna tutti coloro che sperimentano il dubbio e la paura davanti alle prove ed agli esami (quelli che “non finiscono mai”) a cui la vita ci mette di fronte.

Un attore che finalmente ha la sua grande occasione di recitare da protagonista, la paura di non riuscire, la possibile scelta della rinuncia per il timore di fallire, la fragilità umana e la forza della motivazione. Sono questi gli elementi che si ritrovano nel personaggio di Raffaele La Pena e nei dialoghi col suo Maestro: Eduardo de Filippo.
Lo spettacolo inizia con un racconto di vita: il giovane Raffaele che si appassiona al teatro e si industria per farne parte, qualunque sia il ruolo assegnatogli. Ma proprio quando il grande momento del riscatto sembra arrivare e finalmente si presenta il ruolo da protagonista iniziano le perplessità e gli alibi ed il confronto con lo spirito del grande drammaturgo napoletano, idealmente presente in sala. La rappresentazione allora cambia registro e da narrazione individuale diventa un dialogo serrato tra Raffaele ed Eduardo sul coraggio, quello da coltivare nella vita così come sulla scena, per riuscire a realizzare i propri sogni e soddisfare le agognate aspettative.
Nicola Acunzo, da solo sul palco e nel totale abbattimento della quarta parete (compreso un ballo col pubblico) impersona entrambi i soggetti di questo immaginario dialogo, passando da un personaggio all’altro con maestria e naturalezza, utilizzando non solo la parola, ma tutto un vasto repertorio di sguardi, gesti, intonazioni vocali ed una impressionante mimica facciale. "Eduardo, parliamoci chiaro" è un testo cucito su misura su Acuzio, così come ribadito dallo stesso autore Claudio Proietti: una lingua asciutta, resa vibrante dal dialetto napoletano e da quelle espressioni tipicamente partenopee che strappano un sorriso accanto ad una riflessione. La rappresentazione, con l'accurata regia di Giancarlo Sammartano, risulta brillante e coinvolgente, ci si diverte con una comicità diretta ed immediata e si riscopre, attraverso il ricordo dei personaggi delle opere di Eduardo, la vitalità e l’umanità degli scritti del grande Maestro.
Come ricorda Nicola Acunzo “Portare in scena questo testo significa confrontarsi con le proprie fragilità. Raffaele è un uomo che ha paura di fallire proprio quando sta per farcela, e credo che in questo ci riconosciamo un po' tutti. Eduardo, in questo dialogo immaginario, non è solo un Maestro di teatro, ma una guida che ci invita ad avere coraggio, a credere nella verità del nostro percorso”. Un potente messaggio contenuto in un racconto denso di sentimenti che narra, attraverso la finzione scenica, la vita vera e che, con un finale colmo di tenerezza, riesce a sorprendere e regalare agli spettatori un ultimo commovente ricordo di Eduardo.






Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 16 maggio 2026.

NICOLA ACUNZO
in
EDUARDO, PARLIAMOCI CHIARO
di CLAUDIO PROIETTI
regia di GIANCARLO SAMMARTANO

La grande occasione è arrivata! Raffaele Lapena può dimostrare a tutti di non essere soltanto un attore caratterista per piccoli ruoli. Dopo anni spesi a lottare per emergere, interpretando ruoli marginali o addirittura facendo il suggeritore pur di tirare a campare, è arrivata finalmente l’occasione di una vita: da domani un piccolo teatro gli ha affidato il ruolo di protagonista in uno spettacolo costruito intorno a De pretore Vincenzo ed altri testi teatrali di Eduardo De Filippo.
Ma dopo l’istintiva sete di rivalsa arriva inaspettatamente la paura di non farcela e di non essere all’altezza, arriva lo sconcerto e la voglia di mandare “all’inferno il Teatro e chi l’ha inventato”. Ma quando tutto sembra perduto e Raffaele sta per abbandonare il palcoscenico, entra in scena proprio il Maestro: Eduardo de Filippo.
Nasce così un dialogo serrato tra Raffaele ed Eduardo sulla necessità di “pesare” se stessi, di trovare il coraggio nella vita e sulla scena per poter realizzare davvero i propri sogni. Riuscirà Raffaele con l’aiuto ed i suggerimenti del grande Maestro a dimostrare di non essere soltanto un attore comprimario? Lo scoprirà lui stesso in questo racconto tra risate e bombe carta, ironia e provocazioni, insegnamenti sul teatro di Eduardo e sulla vita per riuscire ad abbracciare (forse!) il futuro che Raffaele ha sempre immaginato.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro di Villa Lazzaroni
Via Appia Nuova, 522
Via Tommaso Fortifiocca, 71 (parcheggio gratuito)
Roma
Orario spettacolo:
venerdì ore 21 - sabato ore 19 – domenica ore 17.30
Info e prenotazioni: 392 4406597
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www.teatrovillalazzaroni.com

 


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