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Dopo il successo riscosso al Teatro Nino Manfredi, Felice Della Corte, incarnando il triplice ruolo di autore del testo, regista dell’opera e interprete unico sulla scena, torna in scena con Miti una rappresentazione che indagando il rapporto tra grandezza ed umiltà e giocando con parole analoghe, ma spesso percepite come potenzialmente molto distanti – mito e mite – ricorda uomini e donne che con le loro gesta (a volte conosciute, altre perse nel dimenticatoio) hanno inciso sugli eventi storici ed a volte, addirittura, cambiato il mondo. In un monologo che somiglia più ad una chiacchierate densa di ricordi con il pubblico in sala (alla quale si può perdonare qualche inciampo linguistico), invece che un testo recitato, Della Corte inizia il suo viaggio narrativo ricordando personaggi famosi della politica (Michail Gorbačëv), dello spettacolo (Marcello Mastroianni) e dello sport (Věra Čáslavská e Lutz Long) che, per lui, rappresentano dei miti, le cui gesta, per quanto clamorose, sono state spesso offuscate. Citazioni di opere letterarie, episodi (soldi "rubati" nella tasca della giacca da camera), immagini di repertorio e brevi stacchetti musicali accompagnano la narrazione fino a giungere al suo core quando si sposta su un altro registro, diverso ma complementare: il contrasto e al contempo l’unione tra la grandezza del mito e la mitezza, ovvero quel comportamento pacato, gentile e paziente, che evita la violenza e l’eccesso, promuovendo la virtù etica in ogni sua espressione o comportamento. Lo spettacolo diventa allora introspezione narrativa e lucida considerazione sui valori autentici. In un’epoca storica pervasa dall’apparire, l’idea che un mito possa coincidere con un temperamento silenzioso e schivo potrebbe sembrare anacronistica. Eppure, la raffinata drammaturgia dell’opera invita esattamente a rovesciare la comune ideologia, addentrandosi in interessanti ipotesi secondo cui la vera grandezza non si riscontra nel clamore, ma nella forza dirompente dell’umiltà che, lungi dall’identificarsi con la debolezza o la remissività, rappresenta l’invisibile, ma potente, motore dei cambiamenti sociali.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 14 maggio 2026. |
MITI Scritto Diretto e Interpretato da Felice Della Corte Mito. Mite. Possono essere la stessa parola? “Miti” è un emozionante viaggio attraverso il passato per rievocare uomini e donne che hanno inciso sulle vicissitudini e i mutamenti del mondo, anche quando forse, clamorosamente, non ce ne ricordiamo più. Ripercorrendo la storia di un tempo appena andato, ci abbandoneremo a una divertente ma profonda riflessione su valori e virtù che caratterizzano uomini e donne che vivono la vita con autenticità e integrità. Alla fine rimarrà nell'aria, il ricordo di un viaggio che ci ha fatto sorridere, riflettere e commuovere.
Teatro Marconi
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