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La distanza che intercorre tra l’archetipo letterario di Mary Shelley e la pellicola del 1974 diretta da Mel Brooks delinea un fil rouge indissolubile, capace di congiungere il sublime orrore del romanticismo gotico all'iconica interpretazione di Gene Wilder, autentica pietra miliare e magistero attoriale nel solco della parodia affettuosa. Questo legame estetico e concettuale si riverbera oggi sul proscenio del Teatro Nazionale di Milano, ove la trasposizione in musical di Frankenstein Junior dimora, in una parentesi di fulgida memoria, dal 6 all’8 maggio 2026.
L’appuntamento meneghino riveste un'importanza che trascende l'effimera rappresentazione scenica. Se il 2025 ha celebrato il cinquantenario della première nelle sale italiane, il 2026 si ammanta di una solennità quasi augurale: il centesimo genetliaco di Mel Brooks, nato il 28 giugno 1926. Lo spettacolo si configura dunque come un tributo vivente alla mente che, in osmosi con Wilder, seppe trasfigurare l’angoscia della creatura in un congegno comico d'inaudita precisione, preservando il chiaroscuro espressionista dei classici Universal pur volgendolo al parossismo dell'assurdo. La diegesi ricalca con reverenziale fedeltà l’odissea del Dottor "Frankenstin", richiamato nelle terre di Transilvania per rivendicare il retaggio avito. In questo contesto, tra laboratori lambiti dalla nebbia e assistenti dalle schiene sinuose, la narrazione dialoga costantemente con il materiale d'origine. Un plauso d’eccezione spetta alla versione italiana curata da Franco Travaglio: le sue liriche e il sofisticato apparato di adattamento compiono il miracolo di trasporre l'acume dei calembour originali in una nuova veste linguistica. Attraverso una meticolosa riscrittura semantica e ritmica, Travaglio preserva l'irriverenza del nonsense di Mel Brooks, infondendovi una fluidità melodica che sposa perfettamente la metrica italiana e incanta il pubblico nostrano per naturalezza e brio. Rispetto all'opera cinematografica, il musical accentua la componente erotica con una consapevolezza più marcata. Laddove nella pellicola le allusioni apparivano velate da un’eleganza d’altri tempi, qui l'ironia si spoglia di ogni reticenza. L’invito a un "roll in the hay" travalica la timidezza, mutandosi in quadri coreutici vibranti in cui l'allusione sessuale diviene il motore di una comicità sapidamente licenziosa, espressione di quella sfrontatezza tipica del grande varietà internazionale. Accostarsi a un simulacro di tale magnitudo richiede un ardimento non comune, e la Compagnia Teatrale I Saltafoss palesa un impegno tangibile nel governare un’eredità tanto ponderosa. Il loro approccio si rivela rispettoso, quasi devozionale, capace di restituire quell'armonia collettiva che una macchina teatrale di tale complessità imperativamente esige. L'ensemble rifulge segnatamente nelle architetture corali e nell'estensione dei solisti. Il comparto canoro rappresenta, senza tema di smentita, l'apice qualitativo della produzione, offrendo momenti di rarefatta bellezza acustica. Ove il canto svetta con imperiosa nitidezza, la dimensione coreografica e la recitazione scelgono una linea di misurata compostezza. Gli interpreti prediligono una narrazione piana che, pur non ricercando il virtuosismo atletico o l'introspezione drammatica più esasperata, garantisce la tenuta dell'opera con pregevole dignità e mestiere. Duole constatare che i cori da stadio ed i fischi assordanti hanno parzialmente offuscato l'incanto dell'esperienza; tali intemperanze, provenienti dagli estimatori adiacenti alla mia seduta, hanno purtroppo incrinato la godibilità della rappresentazione, mal conciliandosi con il garbo che uno spazio di tale tradizione imporrebbe. Questa permanenza al Teatro Nazionale non celebra soltanto un film o un tomo polveroso, bensì un’idea di commedia che, a un secolo dalla nascita del suo artefice, riafferma con vigore che l’arte del riso può nutrirsi dei classici per farsi essa stessa intramontabile.
La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 6 maggio 2026. |
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FRANKENSTEIN JUNIOR Il Musical
Libretto: Mel Brooks, Thomas Meehan Musiche e liriche: Mel Brooks Direzione e coreografie originali di Susan Stromane Basato sul film Frankenstein Junior scritto da Mel Brooks e Gene Wilder Traduzione e liriche italiane: Franco Travaglio Direzione musicale: Raffaele Ficiur e Chiara Leugio Coreografie: Giulia Piga Scenografie: Paolo Vitale realizzate da La Bottega Fantastica & Co Disegno luci: Biagio Lacagnina, Emilio Gemelli Fonico: Niccolò Rossini Responsabile tecnico: Nico Cornacchione Costumiste: Renata Ballarin, Mafalda De Milito, Emanuela Losito, Emanuela Rota, Manuela Decherchi Regia: Adriano Tallarini Personaggi e interpreti Dottor Frankenstein: Domenico Scaringella Igor: Gianmarco Messersi / Matteo Magnaghi La Creatura: Luca Ferro Inga: Beatrice Facchini Elizabeth: Monica Turri / Antonia Di Piazza Frau Blücher: Gaia Lorenzi / Maria Teresa Bongiovanni Abelardo l’Eremita: Massimo Vinci / Ivan Fortarezza Ispettore Kemp: Riccardo Zinni La Compagnia Teatrale I SALTAFOSS è presente su: Fb: https://www.facebook.com/compagniateatraleisaltafoss IG: https://www.instagram.com/compagniateatraleisaltafoss/ PREVENDITA: https://teatronazionale.it/produzione/fraknkestein-junior/ https://www.ticketone.it/artist/frankenstein-jr-musical-saltafoss/ Box Office Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni
La Compagnia Teatrale I Saltafoss, reduce dal grande successo dello scorso anno, torna al Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni dal 6 all’8 maggio 2026 con Frankenstein Junior, il musical tratto da un film entrato nei cuori di numerose generazioni. La produzione della Compagnia I Saltafoss si avvale della licenza ufficiale MTI con un cast composto da oltre 30 artisti tra attori, cantanti e ballerini. Il team creativo può contare sulla regia di Adriano Tallarini, regista della Compagnia e dell’acclamato Happy Days storico successo de I Saltafoss, la direzione musicale di Raffaele Ficiur e Chiara Leugio, le coreografie di Giulia Piga e le scenografie di Paolo Vitale realizzate da La Bottega Fantastica & Co. Il ruolo del Dottor Frederick Frankenstein è affidato a Domenico Scaringella. Le liriche, tradotte da Franco Travaglio, sono tutte in italiano tranne l’indimenticabile Puttin on the Ritz e sono eseguite rigorosamente dal vivo. Frankenstein Junior che ha celebrato nel 2025 e i cinquant’anni dalla sua prima uscita nei cinema italiani, il 22 agosto 1975 - nel 2026 festeggia un altro importante avvenimento i 100 anni di Mel Brooks, nato il 28 giugno 1926. Si-può-fare!”, “Rimetta a posto la candela”, “Gobba? Quale Gobba?”, “Lupo ululì e castello ululà”, “Potrebbe andare peggio…potrebbe piovere”, sono solo alcune delle esilaranti battute entrate nella storia grazie al film culto del 1974 Frankenstein Junior, dal quale proprio lo stesso regista, Mel Brooks, ha tratto l’omonimo musical, fedele trasposizione della realtà cinematografica, dove le atmosfere gotiche fanno da sfondo ai tantissimi momenti di irresistibile comicità, arricchite da delle mirabolanti musiche e canzoni in puro stile Broadway. Frederick Frankenstein (o Frankenst-in, come intende farsi chiamare inizialmente il protagonista rinnegando le sue origini), Igor, Inga, Elizabeth, Frau Blücher, l’ispettore Kemp e naturalmente…la Creatura, sono i principali e indimenticabili personaggi che garantiscono due ore di sicuro divertimento e vi aspettano a teatro per farvi morire (e resuscitare) dalle risate! (Fonte: comunicato stampa).


Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni
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ORARIO SETTACOLI:
giovedì e venerdì ore 20:30
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