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Quattro madri veracemente partenopee interpretate da altrettanti uomini per dimostrare che in scena il ruolo può prendere il sopravvento sul genere, senza rischiare di scadere nel ridicolo o nella caricatura.
"Quattro mamme scelte a caso" è uno spettacolo che con sottigliezza ed intelligenza indaga la cultura napoletana attraverso la scrittura di quattro autori (Alessio Arena, Luigi Romolo Carrino, Massimiliano Palmese e Massimiliano Virgilio) che in un omaggio postumo ad Annibale Ruccello - uno dei drammaturghi più significativi nel panorama teatrale italiano, prematuramente scomparso – propongono uno spaccato significativo e grottesco della “mamma partenopea”, conducendo gli spettatori in una realtà sociale ed umana cinica e disagiata, apparentemente priva di sentimenti e costretta a fare i conti con l’impietosa quotidianità. La regia di Mauro Toscanelli affida il ruolo delle quattro protagoniste ad uomini (Gabriele Cantando Pascali, Vincenzo Longobardi, Fabio Fantozzi e Toscanelli stesso), in un ulteriore omaggio a Ruccello secondo cui “l’identità di genere non è altro che uno dei tanti ruoli da incarnare sulla scena”. Lo spettacolo propone quattro quadri scenici, ognuno dei quali si focalizza sulle diverse dinamiche in cui si manifestano i legami madre-figli: la donna sola che vuole evitare alla giovane figlia un analogo destino; la reclusa accusata dell’omicidio del figlio; la finta malata che cerca attenzioni; la madre suicida che torna in sogno al figlio. Quattro episodi per approfondire il profondo legame, a volte tossico, che unisce una genitrice alla sua prole, quasi una patologia incurabile che consuma i protagonisti in un contesto, quello napoletano, che rende maggiormente incisivo il racconto e lo caratterizza fortemente con l’utilizzo (a volte portato all’eccesso dell’incomprensione) del dialetto campano. Drammaticità condita con ironia e comicità caratterizzano la pièce, anche queste mutuate dagli insegnamenti di Ruccelo che gli autori hanno voluto emulare ed attualizzare senza svilirne l’intrinseca originalità. Come sottolineano le note di regia “Quattro mamme scelte a caso è una carrellata feroce e grottesca su quattro madri partenopee che, una alla volta, conducono lo spettatore dentro un universo disagiato, dominato da un cinico pragmatismo e da un’apparente anestesia emotiva nei confronti del mondo e degli affetti”. Un contrasto tra drammaticità degli eventi e comicità della presentazione che si palesa con forza al pubblico in sala, sprigionando la capacità di coinvolgere e dialogare con gli astanti. Spettacolo audace per la sfrontatezza con cui affronta il tema della maternità, mostrandone anche i lati meno edificanti (operazione ardita in tempi di politicamente corretto), originale per la scelta degli interpreti (uomini) e per come i protagonisti vengono presentati in scena (volti bianchi e trucco grottesco), particolare nei contenuti leggermente melodrammatici e vagamente riconducibili alle sceneggiate napoletane, coraggioso nell’utilizzo assoluto del dialetto partenopeo di difficile comprensione, ma sicuramente la “lingua” più idonea ad uno spettacolo del genere. Rappresentazione non adatta a tutti sia per i temi che per la modalità di presentazione, alla quale bisogna assistere mentalmente preparati ad affrontare una modalità di teatro fuori dalle righe che può piacere o non piacere, ma che sicuramente rappresenta un importante tassello nell’attuale drammaturgia italiana.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione dell'11 aprile 2026. |
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Quattro mamme scelte a caso di Alessio Arena, Luigi Romolo Carrino, Massimiliano Palmese, Massimiliano Virgilio con in o.a. Gabriele Cantando Pascali, Vincenzo Longobardi Fabio Fantozzi Mauro Toscanelli regia Mauro Toscanelli foto Grazia Menna ufficio stampa Andrea Cavazzini Centro Mobilità delle Arti
Quattro mamme scelte a caso è una carrellata feroce e grottesca su quattro madri partenopee che, una alla volta, conducono lo spettatore dentro un universo disagiato, dominato da un cinico pragmatismo e da un’apparente anestesia emotiva nei confronti del mondo e degli affetti. Al centro di ogni ritratto c’è un rapporto madre-figlio vissuto come un legame morbosamente lancinante, un’ossessione straziante che si manifesta però attraverso l’inconsapevole comicità tipica della scrittura di Annibale Ruccello. Le quattro donne sono interpretate da quattro attori uomini, scelta che rafforza l’idea ruccelliana secondo cui l’identità di genere non è altro che uno dei tanti ruoli da incarnare sulla scena. Ne emerge un’apologia esilarante e crudele di un mondo al tramonto, disilluso, ormai incapace di credere a qualsiasi resurrezione. In questo contesto, la follia liberatoria delle quattro madri risuona con una forza sorprendentemente attuale, rivelandosi al tempo stesso comica e tragica. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro Tor bella Monaca Via Bruno Cirino Roma 06/2010579 (dalle 11 alle 19)
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