Il resto arriverà
Roma, Teatro 7, 1 e 2 aprile 2026

La tormentata convivenza di nove settimane tra Vincent Van Gogh e Paul Gauguin prende vita in uno spettacolo che attraverso la dimensione del dramma umano ricorda al pubblico un momento determinate per la storia dell’arte.

Lo spettacolo narra il travagliato e relativamente breve periodo che i due grandi artisti trascorsero insieme in Provenza: nove settimane intense che tra entusiasmi, liti e sogni hanno deteriorato il rapporto tra i due pittori, ma segnato un momento epocale per la pittura, portando alla creazione di opere significative ed alla trasformazione dello stile artistico degli autori.
Il 1888 è l’anno che vede nascere questo controverso connubio artistico nella famosa “Casa Gialla”, un rapporto bizzarro e forse squilibrato (come gli stessi protagonisti lo definiscono in una copiosa raccolta epistolare), segnato non soltanto dal carattere dei due artisti (l’uno - Van Gogh - affetto da bipolarismo, l’altro – Gauguin – più contenuto, ma non per questo meno complesso), ma anche da un preciso periodo storico e sociale nel quale la “stranezza” era considerata pazzia e quell’essere sopra le righe comportava l'etichettamento negativo e spesso l’internamento in manicomio.
L’opera si addentra nel rapporto tra i due personaggi fino al loro distacco avvenuto per vari motivi e così raccontato dallo stesso Gauguin “Mi venne l’idea di fargli un ritratto mentre dipingeva la natura morta che tanto amava, i girasoli. E quando l’ebbi finito mi disse: Sono proprio io, ma diventato pazzo“. Una separazione sofferta che porterà Van Gogh all’estremo gesto di tagliarsi l’orecchio, seguito, l’anno successivo, dal suo suicidio.
Spettacolo intenso, seppure umoristico. Una narrazione dinamica segnata da dialoghi serrati e profondi, in grado di non far mai calare la tensione. Frequenti i cambi di registro legati anche ai diversi stati d’animo degli personaggi ricostruiti con abilità, mantenendo l’aderenza storica e senza cadere nel rischio di scivolare in caricature. Interessante il lavoro drammaturgico di Danny Bignotti, che coniugato con la regia di Vanessa Gasbarri, determina un riuscito mix con la recitazione contenuta che i due protagonisti, Alessandro Salvatori (Gauguin) e Danny Bignotti (Van Gogh), insieme a Gemma Maria La Cecilia (una algida Marie), propongono al pubblico, restituendo personaggi veri e perfettamente calati nell’ambiente storico (la Francia di fine ottocento) e teatrale (un palco sovraffollato di oggetti e disegni reso movimentato dai personaggi e da un ben costruito disegno luci). Elemento di completamento dello spettacolo appare poi la musica che, enfatizzando i momenti maggiormente drammatici dell’opera, contribuisce alla creazione di un leggero pathos.
Rappresentazione gradevole, interessante ed istruttiva. Una lezione di storia dell’arte, ma anche di vita: il tormento della genialità e lo sconforto derivante dalla mancanza di comprensione, la difficoltà di esprimersi e di trovare un proprio equilibrio, la ricerca di conforto e la pesantezza della solitudine. Tante emozioni riversate nei dipinti che solo dopo la morte degli artisti (in particolare di Van Gogh) sono state riconosciute ed apprezzate.





Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 2 aprile 2026.

IL RESTO ARRIVERÀ
VAN GOGH & GAUGUIN

Le nove settimane di convivenza che
cambiarono la storia dell’arte

Un testo di Danny Bignotti
Regia Vanessa Gasbarri
Con
Alessandro Salvatori
Danny Bignotti
Gemma Maria La Cecilia
Aiuto Regia Ilaria Ghirardello

Cosa succede quando due geni si incontrano?
Vincent Van Gogh e Paul Gauguin sono stati due artisti straordinari, rivoluzionari nei loro stili pittorici e legati da una profonda e tormentata amicizia.
Entrambi incompresi dai loro contemporanei, trovarono rifugio per un breve periodo abitando insieme nella Casa Gialla di Arles, in Provenza. La loro produzione artistica fu profondamente influenzata da questo tempo condiviso fino a cambiare per sempre la storia stessa della pittura. I caratteri opposti tramutarono però questa convivenza in un vero e proprio inferno.
Tra visioni comuni e prospettive contrarie, segreti e confessioni, disquisizioni sull’arte, sulla religione, sulle donne, ognuno cercò di uscire vivo da quell’ inferno.
Ma uscirne è veramente ciò che hanno cercato di fare?
«Quello che vedo progressivamente mancare nelle persone è la passione per qualcosa, per qualcuno. Secondo me la passione è la benzina indispensabile al nostro motore. Senza quella ci si spegne piano piano, si muore. Lo spettacolo sull’amicizia tra Vincent Van Gogh e Paul Gauguin fa parte del progetto Dionysus Art Project che, attraverso lo studio e la restituzione della vita di questi grandi artisti, mira a riaccendere quella fiamma. Mi piacerebbe che chiunque lottasse con grande passione per quello in cui crede. Proprio come fece Vincent van Gogh, ad esempio». Danny Bignotti
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro 7
via Benevento, 23
Roma
info e prenotazioni: tel. 0644236382


Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.