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Grande evento a Taranto, dove ieri sera (26 marzo) al Teatro Orfeo è stato portato in scena il classico di William Arthur Rose “Indovina chi viene a cena?”. La trama è nota grazie alla trasposizione cinematografica con Katharine Hepburn e Spencer Tracy e racconta un amore interrazziale nell’America di fine anni ’60, epoca in cui, in alcuni stati, i matrimoni misti erano considerati un reato punibile con l’arresto. La regia di Guglielmo Ferro, l’adattamento di Mario Scaletta ed i dialoghi frizzanti rendono moderna questa commedia. Nel rispetto dei canoni drammaturgici descritti nella “Poetica” di Aristotele, la rappresentazione si sviluppa raccontando un’unica vicenda, nell’arco di poche ore ed in unico luogo.
Da sin: Vittoria Belvedere, Elvira Camarrone e Federico Lima Roque L’innesco parte da July (la solare ed entusiasta Elvira Camarrone), figlia dei coniugi Drayton, la quale rientrata da un viaggio rivela ai suoi genitori di essersi innamorata e di voler sposare presto il dottor John Prentice (afroamericano, interpretato dal composto Federico Lima Roque), conosciuto solo pochi giorni prima. La novità suscita prima lo stupore della madre Cristina (Vittoria Belvedere) e poi le perplessità del padre Matt (Cesare Bocci). Quest’ultimo, editore di un noto giornale, da sempre sostenitore della uguaglianza razziale e dei diritti civili, si trova a vivere momenti di dubbio perché ora la questione lo coinvolge in prima persona. Nasce la paura per la figlia perché sa che in quel momento la società non è ancora pronta ad accettare una coppia formata da una bianca ed un nero. Qui sta la ottima prova attoriale di Bocci, bravissimo a far percepire il suo tormento interiore e le sue preoccupazioni. L’arrivo dei genitori di John accresce ancora di più la tensione, e mentre le madri (la citata Vittoria Belvedere e Ira Noemi Fronten, nella parte della sig.ra Prentice) dei due fidanzati, con la loro spiccata sensibilità (le donne sono sempre un passo avanti) comprendono il desiderio dei loro figli, i due padri sono titubanti e hanno gli stessi timori e gli stessi pregiudizi verso la nuova coppia. Serrato e coinvolgente lo scontro tra John e suo padre (Thilina Pietro Feminò), che si scioglie in un commovente abbraccio ed è da applausi il monologo finale di Bocci, che analizza tutti gli eventi per arrivare a motivare la decisione finale.
Cesare Bocci e Vittoria Belvedere in azione Lo spettacolo lascia il segno e suscita momenti di riflessione: “Si può interferire nelle scelte amorose dei figli?”, “Quanta libertà si può concedere?”, “In che misura il mondo attuale accetta le diversità?”, queste sono alcune delle domande che ronzano in testa uscendo dal teatro. Però non c’è solo questo, la commedia è anche molto divertente, soprattutto nelle scaramucce tra marito e moglie, in quanto le battute e la gestualità della Belvedere e di Bocci riportano alla mente certe buffe situazioni portate in scena da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. Ironica anche Fatima Romina Ali, nei panni della cameriera di colore Tillie, che con le sue battute sui “negri” manda a farsi benedire il linguaggio politicamente corretto che da qualche anno ha messo un freno alla comicità. Altri momenti spiritosi sono gli scambi tra Cesare Bocci e Mario Scaletta, nel ruolo di Padre Ryan, che rappresenta la “coscienza” buona del sig. Drayton.
Mario Scaletta nei panni di Padre Ryan (in piedi) con la Belvedere e Bocci Prima della chiusura del sipario tutta la compagnia si inchina a raccogliere un lungo e meritato applauso. Salutando il pubblico, Cesare Bocci ha ringraziato sentitamente la sala gremita, aggiungendo che la cosa è estremamente gratificante per gli attori, in quanto porta sostegno economico e morale al settore del teatro e dimostra ancora una volta che la gente ha “fame” di cultura, contrariamente a quanto sostiene qualche politico quando deve giustificare il taglio dei fondi destinato al comparto degli spettacoli dal vivo.
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INDOVINA CHI VIENE A CENA? Personaggi - Interpreti Scenografia - Fabiana di Marco Le foto dell'articolo sono dell'autore ********** Teatro Orfeo **********
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