Alieni in laguna
Milano, Teatro Carcano, dal 27 al 29 marzo 2026

Ci si divora nelle migliori famiglie”. Con questa battuta apparentemente semplice di Andrea Pennacchi potremmo riassumere Alieni in laguna in scena al Teatro Carcano. E, con buona pace di vegani, animalisti e “genitori” di animali d’affezione, potremmo liquidare tutta la retorica buonista intorno al consumo di carne, le idiozie generaliste intorno alla convivenza con animali selvatici, e l’agghiacciante hybris nel possesso di animali domestici (gatto escluso, quello possiede noi).

Ci si divora, nelle migliori famiglie! Provate a ripetervelo con il tono entusiasta di chi dice che ci si vede tutti da mamma a Natale! Ovvero nel corso dell’evoluzione abbiamo divorato felicemente e “saggiamente” fratelli e sorelle, genitori, cugini, galline e maiali, lieviti e alghe e così via fino al “sesto grado di separazione” che ci ricongiunge a tutti i viventi, tra cui possiamo considerare la gallina (80% dei geni condivisi) e la vite da uva, che con tutti gli uomini condivide il 50% dei geni, con i veneti qualcuno in più.             
Quello di Pennacchi è una sorta di richiamo a riconsiderare in modo non ipocrita e non cieco il nostro essere parte della Natura. Quella Natura che per bocca del Leopardi ci dice “E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei.” La Natura che non è buona o cattiva ma matrigna si, che ci ripaga colpo su colpo di ogni nostro tentativo di considerarci separati, altro da lei. Apparentemente protetti nel confine delle nostre case di città, così distanti dalla bestia che mangiamo da non considerarci più responsabili, siamo sconfitti nella lotta giornaliera contro creature minuscole che ci ripagano come possono infestando ogni angolo delle nostre abitazioni. Incoscienti, con i nostri potenti mezzi ritorniamo in mezzo alla natura senza conoscerla affatto. E ci troviamo faccia a faccia con la nostra ignoranza e la nostra paura. Esilarante e istruttivo il racconto della vacanza nella baita del bosco. Tutti fieri della nostra raccolta differenziata, lasciamo l’improvvido sacchettino nel bidone fuori casa. A richiamare il lupo, e l’orso con cui abbiamo ripopolato le nostre montagne. L’orso. L’orso che ci ruglia alle spalle, profondo, invisibile, minaccioso. L’orso sveglia il rettiliano, ci fa drizzare ogni pelo del corpo, ci immobilizza dalla paura.
E così, tra spillover e sterminio degli altri ominini con cui abbiamo condiviso il pianeta, siamo richiamati a conoscerla e riconoscerla, questa nostra invasione della Terra; come gamberi rossi abbiamo tracimato fuori dalle vasche della tranquilla laguna primordiale e invaso ogni ecosistema. E siamo chiamati a riconoscerci come viventi tra i viventi, con buona pace anche della plant blindness e della perdurante amnesia ecologica che ci affligge. Alla gallina (un tempo snello dinosauro volante dagli occhi di ghiaccio) tiravamo il collo di persona fino a poche decine di anni fa: l’ho visto fare anche da mia zia, non lo faceva solo la zia Odilla. E sempre per mettere a nudo la nostra ipocrisia ecologica, Pennacchi ci ricorda che le galline padovane sono state salvate dall’estinzione della selezione artificiale (belle, ma poco produttive) solo grazie all’inserimento del ragù nella lista Slow Food…. 
Così, tra cronaca, aneddoti personali e intelligenti inserti di autentica scienza sottolineati dal bell’accompagnamento musicale di Giorgio Gobbo, lo spettatore è divertito ma anche avvertito: “Tu sei della Natura”. La migliore delle famiglie. Impara nuovamente a starci dentro, a questa famiglia, con il giusto grado di paura, senza hybris, senza cecità.

Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 27 marzo 2026





ALIENI IN LAGUNA

di e con Andrea Pennacchi

musiche di Giorgio Gobbo
eseguite dal vivo da Giorgio Gobbo (chitarra e voce)
testi di Andrea Pennacchi, Marco Gnaccolini, Marco Segato, Raffaele Pizzatti Sertorelli
una produzione Galapagos Produzioni
in coproduzione con Artesella
e con la collaborazione di Orto botanico - Università di Padova
distribuzione Terry Chegia

Dal 27 al 29 marzo 2026 in scena al Teatro Carcano di Milano Alieni in Laguna, uno spettacolo di e con Andrea Pennacchi che esplora l'impatto delle specie aliene sulla biodiversità locale e globale, evidenziando il ruolo dei cambiamenti climatici e dell'intervento umano.Alieni in Laguna è una ballata eco-narrativa sul nostro rapporto con la biodiversità, uno spettacolo musicale epico e ironico che esplora il nostro complesso, squilibrato, a tratti schizofrenico ma imprescindibile legame con le altre specie animali e vegetali del pianeta, invitando il pubblico a riflettere sul concetto stesso di “alieno” e sulla necessità di ridefinire il nostro rapporto con la Natura.Dall’inaspettato ritorno della fauna nelle città durante il lockdown, partendo da un piccolo giardino condominiale visto come un Eden sporco e contemporaneo, ci si addentra nell’Era della Plasmabilità e dell’Amnesia Ecologica, dove cinghiali, orsi, lupi, granchi blu, lucciole, come spiriti degli antenati che vagano tra i condomini e stirpi di esseri umani da osteria, si confondono in una selva di storie, per riflettere sulle nostre origini e sugli impatti ecologici del nostro vivere.Una narrazione teatrale che fonde realtà e fantasia, storia e biografia, scienza e folklore veneto: “mia nonna, che era un po’ strega, diceva che se gli animali ti entrano nei sogni, vogliono sempre dire qualche cosa”.

(fonte: comunicato stampa)


TEATRO CARCANO
Corso di Porta Romana, 63 - Milano

tel: 02 55181362
www.teatrocarcano.com

ORARIO SPETTACOLI
27 marzo ore 19.30
28 marzo ore 20.30
29 marzo ore 16.30





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