Miracolo a Milano
Milano, Teatro Strehler, dal 4 marzo al 2 aprile 2026

Ci sono spettacoli teatrali che trascendono la dimensione puramente rappresentativa per diventare eventi, unici, e gratificanti. Miracolo a Milano (ieri sera al Teatro Strehler) è stato questo.
Ci siamo fatti lanciare caramelle dalle maschere vestite con le divise anni ’50. Abbiamo inseguito (o siamo stati inseguiti da) Totò / Lino Guanciale dalla platea alla galleria e ritorno. Abbiamo chiacchierato con gli attori durante l’intervallo. Abbiamo ascoltato in fila per la toilette le reazioni felici di una nonnina deliziosa (non più giovane di Giulia Lazzarini) venuta allo spettacolo insieme alla nipote, che rievocava quanto le fosse piaciuto negli anni ’50 il film di De Sica e Zavattini. Abbiamo detto buongiorno per una volta nella nostra vita a Milano, e voleva dire veramente buongiorno. E poi abbiamo cantato “Buon compleanno” alla dolce, leggera, piccola e immensa Giulia Lazzarini che ieri compiva 92 anni, festeggiata da tutti gli attori, il pubblico, le maestranze e il direttore del Piccolo Claudio Longhi.


Mi sono ostinatamente rifiutata di leggere le critiche, ho appena appena sfogliato il ricchissimo libretto di sala, non ho avuto il tempo di partecipare ai numerosissimi eventi diffusi che sono stati organizzati in tutta la città. Ho voluto lasciare i miei sensi recettivi alla fiaba bella. E non sono stata delusa. L’essenza della magia era intatta, trasfigurata attraverso il meccanismo teatrale messo in piedi da Claudio Longhi e Lino Guanciale, che da un lato coinvolge emotivamente, dall’altro riporta alla storia, quella tremenda del dopoguerra e quella più leggera del primo Sanremo, alla crudezza dei dati, alla realtà delle statistiche, incluso il trilussiano pollo a testa.
La fiaba, l’emozione è in bianco e nero; la storia, la cronaca, la riflessione su ciò che Milano è stata, è, e sta diventando, è a colori.
Credo di non aver mai visto prima su un palcoscenico una tale massa di attori (coinvolti anche tutti gli allievi della Scuola del Piccolo). Veniva voglia di mettersi degli stracci addosso e salire sul palco con loro.

Quando però il sipario si apre sulla fiabesca camera da letto di Lolotta, un raggio di luce ultraterreno illumina la bianca e fragile vecchina che prepara un tenero Totò alla vita in un modo che migliore non si può. E in quel momento lo spettatore rimane tale, col fiato sospeso, a cogliere la delicata e buffa trama del dialogo tra i due.
Il grande letto è quasi una zattera sospesa sopra l’orto pieno di cavolfiori.
Sopra, a mezz’aria, una composizione per evocare Zavattini e la sua incredibile collezione di autoritratti 8x10, di cui è possibile vedere una parte a Palazzo Citterio.
Di evocazioni e rievocazioni ce ne sono state tante ieri sera sul palcoscenico e tutto intorno nel teatro. Ma perché raccontarle tutte? Forse c’è ancora qualche posto libero per il 2 aprile, data aggiunta, visto il tutto esaurito, alla lunghissima programmazione. Vi lascio intatta la festa….


La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 24 marzo 2026

Sempre su artistsandbands.org un'altra recensione dello stesso spettacolo, della rappresentazione del 18 marzo 2026

MIRACOLO A MILANO

PRIMA ASSOLUTA

di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini
trasposizione teatrale Paolo Di Paolo
regia Claudio Longhi
scene Guia Buzzi
costumi Gianluca Sbicca
luci Manuel Frenda
visual design Riccardo Frati
dramaturg Lino Guanciale, Corrado Rovida
assistente alla drammaturgia Davide Gasparro
assistenti alla regia Davide Gasparro e Giulia Sangiorgio
assistente costumista Marta Solari
con Daniele Cavone Felicioni,
Michele Dell’Utri,
Lino Guanciale,
Diana Manea,
Mario Pirrello,
Sara Putignano,
Giulia Trivero
e con la partecipazione straordinaria di Giulia Lazzarini
e con le allieve e gli allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

8 febbraio 1951, in un’Italia stordita dall’intenso profumo dei fiori cantati da Nilla Pizzi a Sanremo e dalla riforma Vanoni, che rende obbligatoria per la prima volta la dichiarazione dei redditi, approda sui grandi schermi Miracolo a Milano, quinta “fatica” cinematografica della premiata ditta De Sica-Zavattini. «È il film meno personale di Vittorio De Sica», affonda la critica. È un’opera – sentenzia la politica progressista – smaccatamente consolatoria o, per il versante conservatore, impudentemente eversiva. Ma a dispetto di ogni incauta valutazione, le avventure di Totò e Lolotta ed Edvige e Brambi e Mobbi, con il loro improbabile corteggio di angeli e spiantati, entra poco a poco nel cuore degli spettatori per non uscirne più.
A settantacinque anni dalla sua prima comparsa sul grande schermo, Claudio Longhi e Lino Guanciale, con la complicità drammaturgica di Paolo Di Paolo, invitano il pubblico a far ritorno a questa indimenticabile “favola bella”, – «che ieri ci illuse, che oggi ci illude» – a ritrovare, nello specchio ossidato dagli anni di questa epopea fantastica in odor di realismo magico, i tratti più veri del nostro volto, le ragioni profonde del nostro sentire. Ma che cos’è un miracolo?
Un omaggio alla Milano del passato e del presente: al suo mito, al suo serbatoio d’immaginario – sfruttato, inespresso, deflagrato? – e alla complessità dell’umano che ogni città porta iscritta nei suoi abitanti. Un umano di carne e sangue, di cervello ed emozioni, di favola e storia, pronto a spiccare il volo, a cavallo di una scopa, dalla cronaca all’eternità
(fonte: comunicato stampa).




Piccolo Teatro Strehler

Largo Greppi,1,
20121 Milano
Tel: 02 21126116
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ORARIO SPETTACOLI:

giovedì, martedì, sabato ore 19:30
venerdì, mercoledì ore 20:30
domenica ore 16:00


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