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Giunto quasi alla trecentesima replica e reduce da successi internazionali “Mistero Buffo” con Matthias Martelli inaugura la rassegna “Le ali della libertà. Quando il teatro libera e include” in scena allo Spazio Rossellini.
"Mistero Buffo" è considerato il capolavoro di Dario Fo rappresentato mediante una serie di giullarate raccontate con un linguaggio onomatopeico, il grammelot, capace di rendere comico qualunque argomento. In questa proposizione dell'opera, Eugenio Allegri ha diretto con grande maestria Matthias Martelli, mantenendo viva e più che mai vitale, la specifica tradizione teatrale. Tre le storie narrate secondo la consuetudine dei giullari medioevali: Le nozze di Canaan, dove un ubriaco e l'Arcangelo Gabriele si contendono il privilegio di raccontare il miracolo avvenuto; La resurrezione di Lazzaro, descritta con una ambientazione propria dei grandi eventi sportivi (con tanto di venditore di panini, spettatori che sgomitano per conquistare la prima fila e allibratori senza scrupoli); L’incontro (anacronistico) tra il papa Bonifacio VIII e Gesù durante una processione. Grottesco, irriverente, comico, dissacratorio, antico eppure ancora così moderno, lo spettacolo, nonostante i suoi quasi cinquant’anni fa ancora ridere per il modo in cui fu inventato, per l’incredibile uso del grammelot e per i suoi contenuti sorprendentemente attuali nei quali la morale resta sempre inalterata: chi ha potere si prende gioco di chi non lo ha, ma con la satira ed un adeguato linguaggio, le nefandezze e la corruzione di certe classi politiche (compreso il clero) possono essere disvelate e criticate. Proprio queste abilità di deridere certe categorie senza scadere nel profano, di non far scivolare il comico nel ridicolo (ricordiamoci che l’opera risale agli anni settanta) hanno valso a Dario Fo il Premio Nobel nel 1997, e oggi, dopo tanto tempo, queste peculiari caratteristiche non solo sono state rigorosamente rispettate da Matthias Martelli (seppure con qualche incursione nell’attualità), ma quasi sublimate in una performance mai prevedibile e scontata. Il difficilissimo compito di riproporre Dario Fo e la sua straordinaria capacità espressiva senza rischiare di scadere in una banale imitazione, risulta assolto. Seppure è impossibile, per chi ha avuto la fortuna di vedere gli spettacoli di Fo, non tornare col pensiero alle interpretazioni offerte dal premio Nobel, il giovane Martelli, classe 1986, non soltanto riesce a fare un lavoro incredibile di interpretazione, ma introducendo ogni giullarata con una sua spiegazione, riesce a far trapelare anche la sua personalità ed a materializzare tanti personaggi e luoghi nonostante sul palcoscenico ci sia solo un attore vestito di nero, su uno sfondo nero. Merito di una capacità e potenza espressiva fortemente apprezzate dal pubblico in sala. Questo “Mistero Buffo” rappresenta quindi un ponte tra passato e presente, non una mera imitazione del Maestro, ma un tentativo bel riuscito di coniugare la tradizione con l’innovazione rendendo omaggio a Dario Fo ed alla sua poetica intramontabile.
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MISTERO BUFFO di Dario Fo e Franca Rame con Matthias Martelli regia Eugenio Allegri aiuto regia Alessia Donadio produzione Teatro Stabile di Torino distribuzione Terry Chegia
Mistero Buffo è considerato il capolavoro di Dario Fo. Eugenio Allegri dirige Matthias Martelli nella riproposizione di quest’opera straordinaria: l’attore è solo in scena, senza trucchi, con l’intento di coinvolgere il pubblico nell’azione drammatica, passando in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale. Un linguaggio e un’interpretazione nuova e originale, nel segno della tradizione di un genere usato dai giullari medievali per capovolgere l’ideologia trionfante del tempo dimostrandone l’infondatezza. (Fonte: comunicato stampa)

Spazio Rossellini Via della Vasca Navale, 58 Roma Telefono 345 297 8091 Email
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