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Federica Rosellini ci porta ancora una volta dentro una performance totale, affascinante e spettacolare, oscura come la cenere del corpo di Giovanna D’Arco sollevata e sparsa dal rogo. Dona il suo corpo e la sua voce a iGirl, un testo in 21 quadri di Marina Carr che la regista-performer trasforma in 21 tappe di un viaggio interiore, tra la nostra preistoria e il nostro futuro, guardato attraverso gli occhi di donne che corrono coi lupi.
Il corpo di Federica è tatuato con le linee di Otzï, con la vera immagine di Melusina, la donna-pesce, con i boschi in fiamme, con occhi profetici e bocche che troppo spesso non hanno potuto parlare. Il corpo di Federica è il Matto dei Tarocchi, l'inizio del viaggio, l'energia pura, la libertà assoluta e il potenziale illimitato. Compagna di viaggio una gallina meccanica, dinosauro domesticato a pile, che alla fine riesce persino a piangere. Sta forse lì a ricordarci che lei è la legittima erede dei padroni della terra, quando l’uomo non era altro che un minuscolo toporagno? È il monito alla nostra fine? Il viaggio comincia in gelate distese deserte, il suono del passo di un solo viaggiatore che lievemente spezza i cristalli di ghiaccio, il battito di un solo cuore, mentre la cenere vola nel cielo, come farfalle o neri lontani uccelli. Dalla carreggiata di neve battuta siamo trasportati in un attimo nelle distese glaciali dei nostri fratelli sterminati, i Neanderthal. È bastato un piccolo spostamento di prospettiva e i cristalli sulla superficie nevosa diventano aspre pianure di ghiaccio. Un canto in loop mette insieme passato e presente. E il corpo di Federica si svela sempre di più mentre con uno spot illumina la mappa dei simboli tatuati. La narrazione ci trascina avanti e indietro nei nostri miti, nella nostra storia personale di donne e di esseri umani mentre anche gli dèi scendo a parlarci. La Luna stessa si avvicina alla terra per fondersi nuovamente con essa. Si tesse avanti e indietro una tela di relazioni, ma non necessariamente di significati. In effetti lo spettatore da un lato è affascinato dalla performance totale messa in scena da Rosellini, che firma anche la regia, dall’altro fa fatica a costruire un senso dietro questa valanga di significanti. Il testo di Marina Carr, il video di Rä di Martino, la musica di Daniela Pes, e il sound design di Gup D’Alcaro, i tatuaggi e la scenografia, la gallina meccanica, la performance di Federica Rosellini costruiscono armonie emotive e sensoriali suggestive ma insondabili. Non basta conoscere Antigone, Persefone, Giovanna D’Arco, Miranda per orientarsi. Per avere qualche altro indizio, vale la pena recarsi un po’ prima al teatro Fontana e farsi prendere dalla suggestione messa in scena dagli allievi del corso costumisti di AFOL MODA Milano. Prima dello spettacolo è possibile accedere dall’interno del teatro agli splendidi Chiostri Bramanteschi del Santuario di Santa Maria alla Fontana e visitare l’esposizione KIN MAPS. Attraverso 6 costumi i giovani futuri costumisti ci rendono visibili suggestioni e personaggi presi dal testo, una sorta di interpretazione parallela che ci dona le “mostresse” come la Minotaura, la Selkie e la saggia Melusina tradita dal marito, il doloroso 3 di Spade dei Tarocchi e la generativa Domina Deus, tutte collegate nella rete di relazioni che ci scorre sotto la pelle. Uno spettacolo ricco di suggestione ma non per tutti.
Questa recensione si riferisce allo spettacolo del 17 marzo 2026
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iGIRL
di Marina Carr
con Federica Rosellini
traduzione Monica Capuani e Valentina Rapetti performer e regia Federica Rosellini video Rä di Martino musica originale Daniela Pes sound designer GUP Alcaro costumi e tatuaggi Simona D’Amico scenografia Paola Villani light designer Simona Gallo dramaturg Monica Capuani aiuto regia Elvira Berarducci coproduzione TPE - Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile Bolzano, Elsinor - Centro di Produzione Teatrale sostegno e debutto nazionale Romaeuropa Festival in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi diritti di rappresentazione a cura di THE AGENCY (London) LTD

Durante la pandemia, Marina Carr ha scritto iGirl, opera immaginata per questi tempi di incertezza. Ha intrecciato frammenti poetici, ricordi privati, riflessioni intime e universali, odi a grandi personaggi della storia e dell’epopea tragica in una tela caleidoscopica in 21 quadri che attraversa il Tempo e le dimensioni consuete per sconfinare in luoghi insondati e misterici, come il grande teatro dovrebbe sempre fare. Un oggetto indefinibile, delicato, sciamanico, commovente, sconvolgente. Da maneggiare con estrema cura. Tradotto da Monica Capuani e Valentina Rapetti, iGirl ha affascinato Federica Rosellini, che ha deciso di portarlo in scena. La sua regia fonde teatro, videoarte e musica, trasformando il testo in un rito moderno, uno sconfinamento nell’arte contemporanea. Suoni preistorici e sperimentali, un immaginario visionario e un linguaggio selvatico creano un'esperienza scenica immersiva, in cui il corpo della performer diventa corpo transumante, corpo-graffito, corpo-tatuaggio, veicolo di rifrazione e trasformazione continue. A completare questo viaggio sonoro e visivo, la musica di Daniela Pes, capace di mescidare passato e futuro in una lingua ancestrale e innovativa, e i video dell'artista e regista cinematografica Rä di Martino. Quattro artiste, Carr- Rosellini- Di Martino – Pes, teste di diamante nei loro differenti campi, convergono nella creazione di un unico oggetto performativo inedito, ibrido, imprendibile, in un percorso che si arricchisce di altre forti collaborazioni, come il sound design di Gup Alcaro, fresco premio Ubu 2023, i costumi di Simona D’amico, il light design di Simona Gallo e gli elementi scenico-meccanici di Paola Villani. (fonte Comunicato Stampa)

TEATRO FONTANA
via G.A.Boltraffio, 21, 20159 - Milano tel. 0269015733 email:
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ORARI:
mar>ven ore 20.30, sab. ore 19.30, dom. ore 16.00
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