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Spettacolo tech-filosofico sulla disumanizzazione digitale e sulla dipendenza degli esseri umani dagli assistenti vocali. Una commedia che con linguaggio fantascientifico parla del rapporto tra esseri umani e tecnologia.
Tre assistenti vocali, nate per rispondere, si trovano incapaci di comprendere le domande che vengono loro poste, soprattutto perché l’umanità ha dimenticato come parlare e le poche parole pronunciate si perdono tra “glitch sintattici, bug grammaticali, emoji isolate e comandi vocali gridati nel vuoto” (come specifica la stessa autrice). Lo spettacolo si apre con lo scorrere sullo sfondo di un lungo prologo scritto, accompagnato con musiche intergalattiche, che lo spettatore dovrebbe leggere per essere così introdotto nella trama della rappresentazione. Peccato che la velocità di scorrimento dei titoli è tale che risulta impossibile acquisire queste prime informazioni. L’opera si dipana, successivamente, nel racconto di una storia rappresentata con dialoghi serrati, alternati con pause (oggettivamente troppo lunghe) ed interferenze sonore disturbanti. Le tre protagoniste, affiancate da un umano il cui ruolo non risulta ben identificato, sono proposte con identità ibrida tra umano e macchina, si perdono in linguaggi stereotipati, risposte create da una intelligenza artificiale che meccanicizzano le conversazioni rendendole prive di intonazione ed ovviamente emotività. La recitazione diventa quindi quasi robotica e, in tale maniera, si prolunga per tutto lo spettacolo suddiviso addirittura in due atti: un elemento che appare davvero eccessivo se non disturbante (nonostante la bravura delle interpreti). Forte il contrasto visivo che si genera sul palco: un’estetica Higt-tech fredda e razionale che si mescola con il caos generato da un sistema che sta andando in tilt, il tutto enfatizzato dai costumi che richiamano vagamente uniformi futuriste ed una atmosfera spaziale. Elemento fondamentale di “ Errore 404. Ripeti per favore” è la critica all’obsolescenza del linguaggio ed alla derivante incapacità di comunicare che gli esseri umani stanno interiorizzando. Argomento sicuramente attuale, anche se l’atavica lotta tra uomo e macchine è un tema fortemente sfruttato e trattato in letteratura, con l’abbastanza scontato tentativo finale, messo in atto dagli androidi, di rimanere attivi nonostante le disconnessioni operate dagli umani. Guizzo innovativo da evidenziare è il confronto con l’intelligenza artificiale, deprivato però parzialmente, della sua indubbia importanza dalla mancanza di risposte agli interrogativi sollevati. Lo spettacolo, nonostante le intenzioni dell’autrice Alessandra Silipo e la buona performance degli altri attori sul palco (Giulia De Luca, Susanna Lauletta, Alessio Sapienza e con la partecipazione di Antonio Starrantino) non convince, risulta lento ed eccessivamente lungo, troppi gli effetti inseriti (dalle luci delle spade laser, alla musica “space”, passando per le proiezioni di video e l’edizione di uno pseudo telegiornale intergalattico, anche questo oggettivamente troppo allungato nei particolari), che generano più confusione che ricchezza di dettagli. Anche il finale lascia con un senso di incompiuto, nessuno si aspetta soluzioni ai quesiti sollevati (non sarebbe neanche questa la sede, nonostante la capacità del teatro di rispondere anche a interrogativi di importante rilevanza sociale), ma meglio forse sarebbe stato immaginare una comprensibile conclusione al lavoro teatrale proposto. Duole evidenziare che, a fronte dello sforzo compiuto da tutto il cast, il risultato sia piuttosto deludente.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 17 marzo 2026. |
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Errore 404. Ripeti per favore. Di Alessandra Silipo Con Giulia De Luca Susanna Lauletta Alessio Sapienza Alessandra Silipo la partecipazione di Antonio Starrantino Regia di Alessandra Silipo, Susanna Lauletta.
Comandi vocali gridati nel vuoto seminano il caos nella galassia. Tra glitch sintattici, bug grammaticali, emoji solitarie e vocali strascicate, tre assistenti vocali avanzano verso il loro ultimo aggiornamento alla ricerca di un baluardo di logica, prima che il senso delle parole scompaia per sempre. L’umanità ha dimenticato come si parla. E nessuno ha aggiornato il firmware. Che la comprensione sia con voi. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro Trastevere Via Jacopa de' Settesoli 3 Roma Prenotazioni: 06-5814004 / 328-3546847
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