Gli uccelli
Milano, MTM Teatro Litta, dal 24 febbraio al 15 marzo 2026

La nuova trasposizione scenica di Gli uccelli restituisce alla celebre pagina dell’antica comicità greca una fisionomia sorprendentemente attuale, permeata da un’estetica psichedelica che trasfigura l’immaginario originario in un paesaggio visionario, talvolta lievemente perturbante. L’orditura didascalica e figurativa dispiega un flusso percettivo continuo entro il quale cromatismi cangianti, trame sonore e dinamiche corporee concorrono a configurare un orizzonte espressivo sospeso tra suggestione onirica, presagio inquieto e mordace tensione satirica, consegnando all’opera una prospettiva di viva contemporaneità, capace di intercettare e riflettere le inquietudini del nostro tempo.
Il testo nasce dalla penna di Aristofane, maestro dell’invettiva teatrale nella Atene del V secolo a.C. Nella versione originaria, due cittadini disillusi abbandonano la polis per rifugiarsi nel regno dei volatili, persuadendo questi ultimi a edificare una città sospesa tra cielo e terra: Nubicuculia, baluardo intermedio destinato a interrompere la comunicazione sacrale tra umanità e divinità. L’espediente drammaturgico consente all’autore antico di orchestrare una straordinaria allegoria politica, nella quale la fantasia diventa veicolo di una critica tagliente all’ambizione, all’autorità e alle strutture del dominio.
L’allestimento contemporaneo assume tale nucleo simbolico e lo amplifica mediante una grammatica teatrale fortemente sensoriale. La regia di Renda costruisce un universo allucinato, saturo di cromatismi irreali e suggestioni quasi lisergiche; le luci disegnate da Fulvio Melli, unite alla dimensione sonora curata da Stefano Lattanzio e Sofia Tieri, producono un flusso percettivo che oscilla tra euforia visionaria e improvvise derive oscure. Da questa tensione emerge una tonalità talvolta prossima al noir, capace di insinuare nel gioco comico un sottofondo inquieto, come se l’utopia degli uccelli custodisse già il germe di una nuova forma di controllo.
All’interno di tale cornice, l’ensemble interpretativo – Maria Canal, Simona De Leo, Lisa Mignacca, Eleonora Mina e Claudio Orlandini – modella figure ibride, sospese tra corporeità umana e suggestione animale. I corpi scenici non imitano semplicemente creature alate; piuttosto evocano una comunità primordiale, arcaica e insieme futuribile. I volatili diventano così la più antica e numerosa stirpe della terra, depositaria di una memoria ancestrale che precede l’organizzazione civile degli uomini. La loro assemblea, guidata da un anziano leader, tenta di elaborare una strategia collettiva per sottrarsi alla supremazia degli dèi, percepita come un vincolo millenario che grava indirettamente anche sulla condizione umana.
In questa prospettiva, l’allegoria assume una risonanza universale. La ribellione degli uccelli non riguarda soltanto un conflitto mitico tra specie e divinità: diventa metafora del desiderio di emancipazione da ogni struttura gerarchica percepita come oppressiva. L’aspirazione alla costruzione di una città autonoma – spazio di autodeterminazione sospeso fra cielo e terra – allude alla ricerca incessante di libertà che attraversa epoche e civiltà.
La drammaturgia, sostenuta dalle scene e dai costumi di Eleonora Rossi e dalle animazioni curate da Valeria Sacco, intreccia materia classica e sensibilità contemporanea con notevole coerenza estetica. L’apparato visivo amplifica la dimensione ipnagogica dell’insieme: piumaggi stilizzati, cromie acide, sagome quasi oniriche trasformano il palco in un territorio liminale, dove l’antico mito si rifrange attraverso un immaginario modernissimo.
Il risultato complessivo si configura come meccanismo drammaturgico che non tradisce la matrice di Aristofane, bensì la rilegge attraverso una lente contemporanea. Satira, utopia e inquietudine convivono in un congegno scenico che pone in discussione il rapporto tra libertà e potere, tra aspirazione collettiva e ineluttabile recrudescenza delle gerarchie. In tale prospettiva, l’opera conferma la straordinaria vitalità del pensiero di Aristofane: un autore remoto nel tempo, eppure capace di parlare con sorprendente lucidità alle contraddizioni del presente.

Gli uccelli

da Aristofane

drammaturgia e regia Filippo Renda
con
Maria Canal,
Simona De Leo,
Lisa Mignacca,
Eleonora Mina,
Claudio Orlandini
scene e costumi Eleonora Rossi
cura delle animazioni Valeria Sacco
disegno luci Fulvio Melli
sound design Stefano Lattanzio, Sofia Tieri
assistente alla regia Marialice Tagliavini
assistente ai costumi Giulia Trevisan
staff tecnico Stefano Lattanzio, Ahmad Shalabi, Davide Villa
responsabile di produzione Susanna Russo
produzione Manifatture Teatrali Milanesi
inserito nel Progetto Madre con il contributo di Fondazione Cariplo
foto di scena Luca Del Pia

Una commedia che vola attraverso cieli immaginari e utopie ribelli alla ricerca di un altrove possibile.
Spietaldo è un uomo anziano, deluso dalla vita e dal mondo. Il suo sogno di evasione nasce da questa frustrazione: passare da escluso a dominatore. Una comunità di giovani donne che incarna la molteplicità degli “uccelli” accoglie Spietaldo per offrirgli non un’alternativa, ma una giostra. Un’ascesa trionfale dove l’uomo potrà finalmente diventare tutto ciò che desidera in un intreccio di comicità e potenza evocativa: capo, profeta, re, dio. Ma è proprio portando fino all’estremo questa scalata che si svela l’illusione. E allora, forse, può accadere la vera trasformazione. In scena, parola e teatro di figura, luce e suono costruiscono un rito collettivo nel quale possiamo lasciarci immergere. Compito del teatro, forse, è predisporre il campo (fonte: comunicato stampa).



MTM - Teatro Litta

C.so Magenta 24,
20123 Milano
Tel. 02 86454545

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ORARIO SPETTACOLI:

domenica ore 16:30
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