Lisistrata
Milano
Teatro Carcano, dal 24 febbraio al 1°marzo 2026


Al Teatro Greco di Siracusa, dal 13 al 27 giugno 2025 link, l’antico respiro della pietra è tornato a vibrare con l’irriverenza di Aristofane. Ma questa volta la miccia comica non è un semplice esercizio di filologia: è detonazione politica, teatro che graffia, risata che si fa lama. La nuova produzione firmata da INDA e Teatro Carcano si presenta come un congegno scenico affilato, dove la traduzione di Nicola Cadoni e l’adattamento di Emanuele Aldrovandi con la regia di Serena Sinigaglia trasformano il classico in materia incandescentemente contemporanea.

Il titolo aristofaneo – che qui si riallaccia idealmente alla feroce utopia femminile di Lisistrata – diventa campo di battaglia linguistico e corporeo.
Se nella
Lisistrata lo sciopero del sesso era un’arma paradossale contro la guerra, in questo allestimento la ribellione si fa più stratificata: meno allegoria, più nervo scoperto; meno favola politica, più anatomia del potere. Sinigaglia scava nella partitura comica con un’energia che non concede indulgenze, esaltando l’oscenità originaria come dispositivo critico e non come mero ammiccamento.
Al centro, magnetica e indomabile, Lella Costa governa la scena con un controllo millimetrico del ritmo e dell’affondo.
La sua presenza non si limita a incarnare un personaggio: lo attraversa, lo frantuma, lo restituisce al pubblico come materia viva. Accanto a lei, Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Pilar Perez Aspa, Giorgia Senesi e Irene Serini costruiscono un coro mobile, mai ornamentale, capace di passare dal grottesco al lirico con scarti repentini.
L’ensemble non commenta ma agisce, punge, espone e disarma.
La scena di Maria Spazzi evita ogni calligrafia archeologica. Niente cartoline classicheggianti.
Lo spazio è essenziale, concavo e convesso, pronto a farsi agorà, tribunale, piazza.
Le luci di Alessandro Verazzi incidono tagli netti, quasi chirurgici, mentre i costumi di Gianluca Sbicca oscillano tra evocazione antica e segni contemporanei, suggerendo che il bersaglio polemico non appartiene a un’epoca remota.

Le musiche di Filippo Del Corno, con la consulenza di Sandra Zoccolan e l’intervento dell'ensemble Sentieri Selvaggi, non accompagnano: contrappuntano, disturbano, rilanciano.
La durata contenuta – 80 minuti – diventa scelta compressa precisa.
Nessuna dispersione, nessuna tentazione illustrativa. Il meccanismo comico procede per accumulo e scarto, fino a produrre un cortocircuito che obbliga lo spettatore a prendere posizione. Qui la risata non consola ma compromette.
Rispetto alla Lisistrata, dove l’utopia femminile si organizzava attorno a un gesto eclatante e simbolico, questa lettura insiste sulla complessità del conflitto e delle identità. Se là dominava la compattezza del patto tra donne, qui emerge la fragilità delle alleanze, la fatica del dissenso, l’ambiguità stessa della vittoria. È un Aristofane meno manifesto e più opinabile, meno icona pop e più corpo a corpo con il presente.

La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 25 febbraio 2026


Lisistrata
di Aristofane


con Lella Costa
traduzione Nicola Cadoni
adattamento Emanuele Aldrovandi e Serena Sinigaglia
regia Serena Sinigaglia
e con (in ordine alfabetico)
Marco Brinzi,
Francesco Migliaccio,
Stefano Orlandi,
Pilar Perez Aspa,
Giorgia Senesi,
Irene Serini
scena Maria Spazzi
disegno luci Alessandro Verazzi
costumi Gianluca Sbicca
musiche Filippo Del Corno
consulenza musicale Sandra Zoccolan
musiche registrate da Sandra Zoccolan
(voce) insieme a Ensemble Sentieri Selvaggi (Paola Fre,
flauti; Luca Gusella e Andrea Dulbecco, percussioni)
coreografie Alessio Maria Romano
assistente scenografa Chiara Modolo
assistente alla regia Arianna Sorci
foto Serena Serrani
video Alberto Sansone
produzione INDA e Teatro Carcano
In caso di esaurimento dei posti, a partire da un'ora prima
dell'inizio dello spettacolo verrà aperta la lista d’attesa.
Sarà possibile iscriversi presentandosi al botteghino e lasciando il proprio nome.

Lisistrata si regge su un presupposto terribilmente serio e grave, qualcosa che affligge l'umanità da sempre e che pare essere da sempre inarrestabile: la guerra. Lisistrata stessa sembra scritta come un’eroina della tragedia. Altro che commedia! Un Atene dove non ci sono più uomini, perché tutti al fronte. Un mondo che si sta sgretolando e intanto politici e tecnocrati di Atene e di Sparta che non sanno, non possono, non vogliono risolvere la situazione. Ci ricorda qualcosa?
La grande commedia è sempre una provocazione, scandalo che scuote le coscienze. È l'assurdo che si fa segno di ribellione, di visioni altre, magari poco probabili ma forse possibili. Lo sciopero del sesso da parte delle donne può essere una soluzione per fermare la guerra? Per rilanciare la vita e l'amore? Oggi più di ieri questa esilarante e perfetta commedia ci parla. Il suo antico richiamo risuona potente: «Donne di tutto il mondo unitevi! Perché non ci provate? Magari è la volta buona che ci riuscite!"». (Fonte: comunicato stampa).



Teatro Carcano

Corso di Porta Romana, 63,
20122 Milano
tel: 02 55181362
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ORARIO SPETTACOLI:

giovedì, venerdì ore 19:30
sabato ore 16:30 e ore 20:30
domenica ore 16:30



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