Le volpi
Catania, Teatro Stabile, dal 20 al 22 febbraio 2026

Esistono dei meccanismi vecchi come il mondo. La corruzione è uno di questi: sembra essersi originata insieme al nostro modo di muoverci nella società, tanto difficile da abbandonare quanto da riconoscere.

Non è affatto banale, infatti, chiedersi cos’è la corruzione e come agisce, questa ferita mai rimarginata del nostro Bel Paese. Manuela Mandracchia, che nello spettacolo è una dirigente medico, si adopera per risalire al momento esatto in cui anche lei ha scelto il compromesso. Mentre lei si domanda dove si trova il punto zero di questa sua decisione, la figlia, Federica Ombrato, subisce il fascino della rapidità e della connivenza. Lucia Franchi e Luca Ricci imbastiscono nel dettaglio uno spaccato che risulta tanto reale da essere scomodo per chi guarda, perché non lascia spazio alla duttilità di pensiero decantata in quest’opera. Davanti ai nostri occhi ha preso vita una scena che chiunque conosce, direttamente o indirettamente, e nei panni a volte della dirigente, a volte della figlia-artista e altre volte, raramente, del sindaco – Giorgio Colangeli – che muove i destini del popolino tenendo bene a mente i propri interessi personali. Come regia vuole, uscire da questa sala significa portare con sé interrogativi pesanti: sul grande impatto che hanno delle decisioni prese davanti ad un vassoio di biscotti da thè, ma soprattutto sul valore del compromesso. La linea di pensiero che precede quella decisionale segue una logica quasi aristotelica, spaventosamente brutale nella sua semplicità e convenienza dei discorsi. Ciò che viene sottolineato è che tutti devono sopravvivere, dunque la cosiddetta "flessibilità" è giustificata e addirittura necessaria in un sistema democratico come il nostro. La lontananza del governo dalle problematiche provinciali rende possibile questa subdola corruzione che indisturbata procede in tutte le insenature della vita sociale.
"Il fine giustifica i mezzi" non ha mai trovato migliore ostentazione rappresentativa.


La presente recensione si riferisce allo spettacolo del 21 febbraio.


 

Le volpi
di Lucia Franchi e Luca Ricci

regia e scena Luca Ricci
compagnia CapoTrave
con Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia, Federica Ombrato
costumi Marina Schindler
suono Michele Boreggi, Lorenzo Danesin
luci Stefan Schweitzer
produzione Infinito srl
con il supporto di Regione Toscana, Ministero della cultura, Argot Studio Roma, Biblioteca al Cortile Roma


Davanti a un vassoio di biscotti vegani, si confessano legittimi appetiti e interessi naturali, si stringono e si sciolgono accordi, si regola la maniera migliore di distribuire favori e concessioni, incarichi di servizio e supposti vantaggi. La provincia italiana è la protagonista della vicenda, quale microcosmo in cui osservare le dinamiche di potere, che hanno a che fare con i desideri e le ossessioni degli individui. Si scivola dentro un meccanismo autoassolutorio per cui è legittimo riservarsi qualche esiguo tornaconto personale, dopo essersi tanto impegnati nella gestione della cosa pubblica. La corruzione è proprio questo concedere a sé stessi lo spazio di una impercettibile eccezione. Come scrive Leonardo Sciascia nel suo romanzo “Todo modo”: “i grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”.
(Fonte: comunicato stampa)



Teatro Stabile di Catania
Sala Futura

Via Macallè, 3,
95124 Catania
tel: 0957310856
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ORARIO SPETTACOLI:

domenica ore 18:00


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