Come sedurre un femminista
Roma, Sala Umberto, dal 12 al 22 febbraio 2026

Drammaturga, giornalista e scrittrice britannica di origini ebraico-irachene, l'autrice di questa commedia, Samantha Ellis, esplora da sempre temi legati all'identità e al femminismo, generalmente diretta verso la ricerca delle proprie radici, la valorizzazione di eroine letterarie, la scoperta di storie dimenticate.
Nata e cresciuta a Londra da genitori ebrei iracheni, in "How to Date a Feminist", la Ellis riscrive ex novo le figure dell'uomo e della donna della società moderna, tratteggiando un protagonista maschile, Steve, che, da esasperato femminista, gestisce una complicata relazione con Kate, donna che rappresenta l'archetipo della vittima del patriarcato, essendo figlia di un uomo all'antica (un israeliano ebreo cresciuto in un campo profughi), da sempre attratta da uomini egoisti e manipolatori. L'incontro tra i due offre al pubblico un esemplare ribaltamento dei ruoli: l'uomo che agisce in termini politicamente corretti, la donna che si ritrova spiazzata da un tale modus operandi.
Sia nella sua dominante vocazione brillante, sia nelle rare e toccanti parentesi drammatiche, l'opera riserva importanti spunti riflessivi generalmente afferenti ai ruoli standardizzati di uomini e donne, alle classificazioni religiose e sociali, agli stereotipi morali afferenti ad alcuni dei più ricorrenti tabù odierni. Quanto sopra è interpretato da due attori che, in termini quasi camaleontici, manifestano con scioltezza la capacità di calarsi ciascuno nei panni di tre personaggi tra loro diversissimi: Dino Abbrescia impersona il fidanzato attuale (introverso ed impacciato), quello pregresso (audace e narcisista) e il padre di lei (arcaico e conservatore), mentre Susy Laude, la fidanzata attuale (timida ed insicura), quella pregressa (gretta ed egoista) e la madre di lui (femminista ed anticonformista). Entrambi, quindi, sono costretti a navigare, spesso in forma repentina, ma sempre con apparente ed invidiabile naturalezza, in più contesti posturali ed espositivi: timido ed intimistico prima, deciso e diretto poi, audace e impertinente ancora dopo. 
Quanto sopra è sublimato da una compagine culturale piuttosto estesa, grazie alla presenza di un testo della Ellis letteralmente madido di citazioni colte: da Robin HoodGermaine Greer (l'autore de "L'eunuco femmina"), passando per Bob DylanScorpionsClashRolling Stones, la Kate Bush di "Wuthering Heights" brano musicale e il "Wuthering Heights" romanzo letterario di Emily Brontë, senza dimenticare Wonder WomanSuperman con i rispettivi fidanzati (Steve Trevor Lois Lane).



Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 19 febbraio 2026.








COME SEDURRE UN FEMMINISTA

di SAMANTHA ELLIS
traduzione di Isabella Prigione

con
SUSY LAUDE
DINO ABBRESCIA 

scena Cristian Antonio Auricchio
costumi Giuseppe Ricciardi
musiche Daniele Grammaldo - Luca Proietti
luci Giorgia Merlonghi
aiuto regia Tommaso D'Alia
foto locandina e grafica Fabrizio Cestari

In accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di The Agency (London) Ltd produzione Viola Produzioni - Centro di Produzione Teatrale

Kate, una giornalista brillante e disillusa, stanca degli uomini narcisisti e manipolatori, incontra Steve ad una festa in maschera. Nasce una storia inattesa. Tra aspettative romantiche, genitori ingombranti, fidanzati invadenti e matrimoni disastrosi lo spettacolo mette in scena con ironia la sfida dell’essere coppia esplorando i temi dell’identità, della parità e della libertà di essere se stessi, anche – e soprattutto- in amore. Susy Laude e Dino Abbrescia in una commedia sentimentale che alterna ironia e profondità Note di Regia Questo è proprio il caso classico in cui la protagonista femminile Kate, disillusa, trova in Steve, ciò che intimamente ha sempre desiderato ma non crede possibile: l’Amore, decisamente inaspettato. Un testo che mette in evidenza e ci fa ragionare sulle radici di un modello sociale figlio di un pensiero dominante conseguenza dei rapporti di forza tra i generi. Così il femminismo, in questa storia, dialoga con l’educazione e con i modelli che impariamo a emulare. Gli stereotipi di genere sono radicati, ma possono essere scardinati attraverso un percorso consapevole? L’emancipazione - per entrambi i generi - nasce dal coraggio di liberarsi dal retaggio familiare e culturale che ci plasma. È il cammino che compiono Kate e Steve: un viaggio divertente, tenero e a tratti doloroso, che li porterà a crescere, a riconoscersi e a trovare insieme la loro identità più autentica. Come accade in tutte le grandi storie d’amore.»
(fonte: comunicato stampa
).




Sala Umberto
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00187 Roma 
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