L'inferno, tessuto da mani perfette
Roma, Teatro Palladium, 11 febbraio 2026

Si è svolto presso il Teatro Palladium di Roma lo spettacolo transmediale dedicato alla poetessa Amelia Rosselli, accolto da calorose acclamazioni del pubblico.

L’evento si inserisce nel solco delle iniziative culturali di alto profilo promosse dall’Università Roma Tre, da anni impegnata nella valorizzazione del patrimonio letterario e artistico del Novecento italiano attraverso linguaggi contemporanei. Amelia Rosselli (1930–1996), figlia di Carlo Rosselli, tra i fondatori del movimento antifascista Giustizia e Libertà, e nipote di Nello Rosselli, visse un’esistenza segnata dall’esilio, dal trauma e da un costante attraversamento di lingue e culture. Dopo l’assassinio del padre e dello zio da parte di sicari fascisti a Bagnoles-de-l'Orne, in Francia, il 9 giugno 1937, Rosselli trascorse l’infanzia tra Francia, Inghilterra e Stati Uniti, sviluppando un rapporto plurilingue con la scrittura che avrebbe profondamente influenzato la sua poetica. Poetessa, musicista ed etnomusicologa, è oggi riconosciuta come una delle voci più originali e radicali della letteratura italiana del Novecento, autrice di opere fondamentali come Variazioni belliche (1964), Serie ospedaliera (1969) e Documento (1976).
Lo spettacolo ideato e messo in scena da Fabrizio De Rossi Re riesce, pur nella durata necessariamente contenuta, a restituire la complessità della figura rosselliana attraverso una struttura che intreccia racconto biografico, parola poetica, musica dal vivo e visual art. Ne emerge un ritratto non celebrativo, ma critico e stratificato, capace di evocare tanto il rigore intellettuale quanto la fragilità esistenziale della poetessa.
La messa in scena si avvale delle musiche dal vivo dello stesso Fabrizio De Rossi Re, al pianoforte e all’armonica, e del soprano Maria Chiara Forte, che contribuisce a dare corpo sonoro alla dimensione musicale del pensiero rosselliano. La voce recitante di Diletta Masetti interpreta i testi poetici con misura e intensità, mentre la narrazione critica e biografica di Andrea Cortellessa, tra i massimi studiosi dell’opera di Rosselli, fornisce al pubblico coordinate storiche e interpretative essenziali senza mai appesantire il ritmo scenico. Completano il dispositivo scenico i visuals di Lorenzo Letizia, che dialogano con i testi e la musica attraverso immagini evocative e mai didascaliche. La rappresentazione, organizzata dall’Università Roma Tre, ha centrato pienamente l’obiettivo di coniugare divulgazione e rigore scientifico, riuscendo a raccontare la vita di Amelia Rosselli e a rappresentarne alcuni snodi poetici cruciali in un equilibrio calibrato tra le diverse componenti espressive, nonostante le inevitabili esigenze di sintesi.
La musica di Fabrizio De Rossi Re si distingue per coerenza e sobrietà espressiva: lontana da ogni compiacimento illustrativo, accompagna la parola poetica in un rapporto di autentica reciprocità, rispettando quella concezione strutturale del suono che Rosselli stessa, da musicista, considerava parte integrante della scrittura. Va infine sottolineato il valore dell’iniziativa dell’Università Roma Tre di offrire lo spettacolo a ingresso gratuito. Eventi come questo rappresentano un modello virtuoso di diffusione culturale, capace di avvicinare un pubblico ampio a figure centrali della tradizione letteraria italiana e di dimostrare come il teatro contemporaneo possa farsi luogo di memoria, ricerca e sperimentazione.

 


L'INFERNO, TESSUTO DA MANI PERFETTE

(omaggio ad Amelia Rosselli a trent'anni dalla morte)

di FABRIZIO DE ROSSI RE

con
MARIA CHIARA FORTE (soprano), FABRIZIO DE ROSSI RE (pianoforte)

ANDREA CORTELLESSA (il Critico), DILETTA MASETTI (attrice)

Video di LORENZO LETIZIA

Testi tratti dalle poesie di Amelia Rosselli e da Con l'ascia dietro le nostre spalle di Andrea Cortellessa

11 febbraio 2026, ore 20.30

Teatro Palladium - Piazza Bartolomeo Romano, 8, 00154 Roma

Ingresso gratuito

A trent'anni esatti dalla morte di Amelia Rosselli (11 febbraio 1996), al Teatro Palladium dell'Università Roma Tre arriva L'inferno, tessuto da mani perfette, una serata speciale a lei dedicata: poetessa, etnomusicologa e organista, tra le figure più radicali e rappresentative del Novecento italiano, capace di attraversare letteratura, musica e pensiero critico con una voce inconfondibile, irriducibile a ogni classificazione.Una serata omaggio firmata da Fabrizio De Rossi Re, autore e regista dell'azione musicale, con la presenza speciale di Andrea Cortellessa, che sceglie la forma dell'azione musicale e della parola incarnata per entrare nella materia della poesia rosselliana. Un lavoro che attraversa i testi come un corpo vivo, esposto e attraversato da tensioni, restituendo la complessità formale e sonora, l'urgenza intellettuale, la fragilità estrema e la violenza del pensiero che si fa linguaggio. Segnata dall'esperienza dell'esilio, dal plurilinguismo e da una ricerca costante sul ritmo, sulla struttura e sulla musicalità della parola, la scrittura di Amelia Rosselli, per la prima volta sul palco del Teatro Palladium, trova una traduzione scenica costruita per stratificazioni, contrasti e fratture, in ascolto costante delle discontinuità che attraversano la sua opera e ne costituiscono l'ossatura profonda.

In scena, a dare corpo e voce a questo attraversamento, Diletta Masetti (attrice), Maria Chiara Forte (soprano) e Fabrizio De Rossi Re al pianoforte, in un lavoro che prende avvio dalla poesia di Rosselli e dal suono stesso della sua lingua, mettendo in relazione testi poetici in italiano e in inglese con una partitura per soprano e pianoforte. A questi si innestano le video istallazioni di Lorenzo Letizia e la presenza critica di Andrea Cortellessa, in scena con un testo tratto dal suo saggio Con l'ascia dietro le nostre spalle: una voce che non introduce né spiega, ma interviene come ulteriore campo di risonanza, aprendo nuovi livelli di ascolto e di comprensione. Ne emergono lampi di ironia, scarti inattesi, zone di luce che convivono con l'oscurità, restituendo la scrittura rosselliana nella sua natura instabile e fortemente contemporanea, non come figura da commemorare, ma come pensiero ancora attivo, capace di interrogare il nostro tempo attraverso il linguaggio, il ritmo e la materia sonora.

"Avendola conosciuta personalmente nei primi anni Novanta, grazie all'amico poeta Elio Pecora" spiega l'autore Fabrizio De Rossi Re, "ho deciso di partire dal ricordo della sua voce per costruire una partitura sui suoi testi. Una voce enigmatica e complessa, come la sua scrittura, ma capace di aprirsi all'improvviso a luminosità solari, erotiche, violente, insieme a una fragilità disarmante. Il ricordo confuso delle nostre conversazioni di quel tempo lontano è diventato materia sonora incandescente, attraverso la sua poesia. Leggendo e rileggendo i suoi lavori ho scoperto una vena ironica, quasi una vis comica, che di solito viene dimenticata o messa in secondo piano dal peso della sua tragica fine. Rosselli scriveva: La felicità è un micro-organismo nell'interno dell'infelicità / nel cimitero non sa smettere di essere felice. Ed è così, come un tuono dopo la tempesta, che lo spettacolo si conclude".

Lo spettacolo, prodotto dall'Università Roma Tre attraverso la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e il. Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, si inserisce all'interno del convegno internazionale Un echeggiare violento. Trent'anni con Amelia Rosselli, che dall' 11 al 13 febbraio - negli spazi di Palazzo Valentini, Università La Sapienza e Università Roma Tre - riunisce studiosi, critici e artisti attorno all'opera e alla figura della poetessa.

 

 


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