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Spettacolo originale che intreccia sogno, realtà, fiaba e cronaca, muovendosi senza spazio e tempo nei secoli e nelle notizie e dove comprendere dove finisca la leggenda e cominci il ricordo appare complicato.
Il conosciuto libro di Fabio Genovesi, “Il calamaro gigante”, da cui questa commedia è tratta, racconta la storia di un bambino che scegliendo di disegnare un calamaro gigante come animale preferito, suscita l’ilarità dei compagni e della maestra, quasi in una forma di antesignano bullismo. Attraverso questa scelta, l’autore esplora temi molto più profondi legati all’immaginazione ed alla fantasia di un bambino. Il calamaro gigante (detto anche Kraken) diventa quindi la metafora utilizzata per sottolineare come, da adulti, si perda la capacità di credere in ciò che potrebbe sembrare impossibile solo perché ancora non esplorato o “codificato”. Nell’adattamento teatrale dell’opera, Angela Finocchiaro (Angelina) e Bruno Stori (Montfort), sotto la regia di Carlo Sciaccaluga, sono i protagonisti di questo viaggio poetico e illusorio, un percorso di iniziazione verso un nuovo approccio alla vita (soprattutto da parte di Angela, assicuratrice insoddisfatta e rigidamente omologata) che interrogandosi sul senso stesso dell’esistenza, ne esalta l’amore per il rischio, il coraggio di scegliere e disobbedire, la legittima aspirazione alla felicità. Come sottolineato da Fabio Genovesi “Il Calamaro Gigante propone insomma un approccio vitalistico, appassionato e coraggioso alla vita, la nostra e quella del pianeta intorno a noi. È un’ode al tuffarsi, al credere nei nostri sogni, alle scelte coraggiose e originali, quelle in cui si rischia qualcosa, ma proprio in questo modo rischiamo di essere felici.” In questo fantastico racconto, risultano molto tipicizzate le figura dei due protagonisti. Angela Finocchiaro con il suo personaggio di imbranata ansiosa, riesce ad affrontare con ironia temi come il bullismo, la perdita delle persone care, l’infanzia, la forza del pensiero; Bruno Stori, perfetto uomo di altri tempi, totalmente immerso nelle sue, corrette, intuizioni da studioso e nei suoi sogni da bambino. Tenera la figura della nonna che dispensa perle di saggezza, materializzandosi sullo sfondo quasi fosse un fumetto. Merito della regia e della originale scenografia, parte integrante della storia stessa: un grande lenzuolo abilmente movimentato da ballerini e giocolieri che riesce a riprodurre ogni quadro dello spettacolo, dal mare al polo nord, dalle isole oceaniche al vascello che esplora le profondità dell’oceano dal quale i terrificanti tentacoli del calamaro gigante appaiono sullo sfondo. Così come il libro di Genovesi, lo spettacolo evocativo e aneddotico, mescola ricordi e storie di esploratori, con un tacito invito a non sottovalutare l’universo che ci circonda, stimolando riflessioni ed incoraggiando lo spettatore ad andare oltre l’ordinario, osare e rischiare per non rinunciare ai propri ideali. Un bellissimo messaggio che incoraggia l’avventura e i sogni, messi in contrapposizioni alla monotona e ordinata vita moderna che genera ansia e preoccupazione invece di lasciare spazio alla fantasia. La rappresentazione è una favola moderna e con tale approccio va assaporata. Nessun effetto speciale (anche se le scene, i cori e le brevi coreografie movimentano il palco), ma una pacata avventura a metà fra l’incredibile e la realtà.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 12 febbraio 2026 |
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Angela Finocchiaro e Bruno Stori Il Calamaro Gigante dal romanzo omonimo di Fabio Genovesi Adattamento di Fabio Genovesi Angela Finocchiaro Bruno Stori Regia di Carlo Sciaccaluga con Martina Auddino Marco Buldrassi, Simone Cammarata Paola Fontana, Caterina Montanari Francesca Santamaria Amato Beniamino Zannoni Musiche di Rocco Tanica e Diego Maggi scene e costumi Anna Varaldo disegno luci Gaetano La Mela Video Willow Production (regia Niccolò Donatini) e Robin Studio Ideazione creature marine Alessandro Baronio Costumi Sartoria Teatrale Nanina Direttore di allestimento Daniele Donatini Assistente scenografa Nina Donatini Direttore di scena Andrea Nelson Cecchini Capo elettricista Franco Brasini Fonico Raniero Terribili Macchinista Gianni Auletta Sarta di scena Elisabetta Menziani Assistente organizzativa Giulia Angelini Organizzazione Carmela Angelini Produzione esecutiva Michele Gentile Produzione Nuova Enfi Teatro e Teatro Nazionale Genova
La vita di Angela, costretta dai rigidi binari della società, è insoddisfacente. Quando rientra a Milano per la cena dell’ufficio rimane bloccata nel traffico dei vacanzieri di ritorno dal mare. Allora Angela maledice tutta quella gente, e maledice pure il mare finché un’onda la porta via, travolgendo e stravolgendo la sua vita. In un vortice fuori dal tempo e dallo spazio, dove trova un tipo strano e antiquato, Montfort, Angela inizia questo viaggio assurdo, dove ogni onda porterà i due protagonisti a vivere le avventure di donne e uomini che invece hanno avuto il coraggio di abbracciare il mare e la vita come un’unica, strabiliante meraviglia. “Il Calamaro Gigante propone insomma un approccio vitalistico, appassionato e coraggioso alla vita, la nostra e quella del pianeta intorno a noi. È un’ode al tuffarsi, al credere nei nostri sogni, alle scelte coraggiose e originali, quelle in cui si rischia qualcosa, ma proprio in questo modo rischiamo di essere felici.” Fabio Genovesi (Fonte: comunicato stampa)

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