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Il “pesante” dilemma sull’essere o apparire, coniugato con vari temi tipicamente connotati nella “diversità”, costituiscono il costrutto della divertente commedia “Un amore di peso” nella quale il concetto di pregiudizio e le sue nefaste conseguenze, viene palesemente offerto in pasto al pubblico sperando, forse, in una positiva metabolizzazione.
Lo spettacolo di Marco Cavallaro, autore regista ed interprete della storia, si addentra nei meandri dell’amore analizzando il sentimento attraverso lo sguardo deformato del pregiudizio e dell’etichettamento, amplificando (ma neanche poi tanto) i più comuni stereotipi legati al fisico. Quattro i protagonisti che combattono con le loro specifiche “diversità”: Giorgio timido ed impacciato, inanellatore seriale di una gaffe dietro l’altra, combattuto tra due amori totalmente diversi; Lara, datrice di lavoro perfetta nel fisico, ma affetta da disturbi compulsivi alimentari rigorosamente tenuti nascosti; Mario, l’amico gay re del gossip e Clara, la ragazza palesemente in sovrappeso che fa innamorare Giorgio. La commedia, sfruttando il tipico stile dell’autore fatto di ritmi serrati, battute folgoranti, musica e tanta ironia, affronta tematiche più che mai attuali, spaziando dall’omosessualità al body shaming, dai disturbi alimentari alla mancanza di autostima, senza tralasciare l’onnipresente sentimento dell’amore e l’appoggio e la comprensione che solo l’amicizia riescono a sviluppare. Corpo, consapevolezza di sé, disturbi ossessivi e stigma sociale si mescolano nello spettacolo, risucchiati da grandi risate (forse alcune amare, ma sicuramente spontanee), sbeffeggiando anche l’esasperato ed imperversante politicamente corretto che evitando di pronunciare parole ritenute offensive, produce l’eclatante forma di ipocrisia serpeggiante nell’attuale società. La risata diventa quindi uno strumento per riflettere su quanto si è succubi del giudizio altrui, specie se i commenti riguardano la forma fisica e l’aspetto in generale: la schiavitù dei canoni estetici costruiti sulla superficialità. Collaudato ed affiatato il cast, diretto in maniera intelligente da Cavallaro: Olimpia Alvino è una simpatica Clara che con la sua verve riempie la scena non solo in senso figurato (tanto per rimanere in tema!), consapevole della propria condizione che esorcizza con ironia e sfoggiando in alcuni momenti un gradevole accento partenopeo; Marco Maria Della Vecchia (Mario) eclettico nel suo ruolo restituisce alla perfezione tutti gli stereotipi che ancora oggi la società incolla al suo personaggio omosessuale e libertino; Valentina Stredini (Lara) che, oltre ad incarnare il personaggio della “Barbie slavata”, rappresenta le tipiche contraddizioni della donna tutta apparenza; Cavallaro (Giorgio) un performer capace di padroneggiare la scena e contemporaneamente dialogare col pubblico dando vita a divertentissimi momenti di stacco dal copione a favore di estemporanee improvvisazioni. Originale, ma perfettamente in linea, la funzionale scenografia: una grande fetta di torta girevole che riempie il palco e riproduce tutti gli ambienti, dall’ufficio alla camera d’albergo, dalla mensa all’esterno. “Un amore di peso” ha il grande merito di descrivere con intelligenza ed ironia alcuni profondi tabù sociali, districandosi, senza peraltro offrire soluzioni o scappatoie qualunquistiche, nella complessa ed irrisolta dicotomia tra essere e apparire, tra pregiudizio e accettazione, cavalcando con leggerezza, ma non certo superficialità, le paure legate al giudizio altrui ed i condizionamenti sociali che ne derivano. Una commedia dove si ride tanto, ci si rilassa per quasi due ore, si torna a casa e forse si riflette.
Questa recensione di riferisce alla rappresentazione del 6 febbraio 2026 |
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Un amore di peso di Marco Cavallaro con Marco Cavallaro Olimpia Alvino Marco Maria Della Vecchia Valentina Stredini regia Marco Cavallaro scene LollozolloArt costumi Marco Maria Della Vecchia disegno luci Marco Laudando produzione La Bilancia – Esagera
“Un Amore di Peso” è una storia che esplora l’amore attraverso il prisma dei pregiudizi sociali e delle differenze fisiche. Giorgio, il protagonista, è innamorato della bellissima Lara, sua datrice di lavoro. Tuttavia, il destino ha altri piani quando Cupido scocca una freccia e Giorgio si innamora perdutamente di Carla, una donna completamente diversa da Lara. Le differenze tra Lara e Carla sono evidenti sia in termini calorici che sociali. Questa dicotomia mette Giorgio di fronte a un dilemma: ascoltare i giudizi della società o seguire il proprio cuore? Con l’aiuto del suo amico Mario, Giorgio si trova a navigare tra battute, commenti e critiche, in una società che pone l’apparire al di sopra dell’essere. (fonte: comunicato stampa)

Teatro de’ Servi Via del Mortaro, 22 Roma Per informazioni e biglietti: tel. 06.6795130
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Orario spettacoli da martedì a venerdì ore 21 sabato ore 17.30 e ore 21 domenica ore 17.30
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