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Uno spettacolo forte ed intenso nel quale “la nobile arte” perde parte del suo fascino per diventare metafora di vita e lotta interiore tra legittima ambizione di raggiungere grandi obiettivi e manipolazioni affettive operate da ciniche figure.
Il mach della vita è quello che il pugile Claudio Castelli sta combattendo su uno stilizzato ring riprodotto sul palco. Ma mentre i minuti passano ed il gong periodicamente suona, il pensiero del campione si allontana dal quadrato per ripercorrere tutta la sua carriera, dagli esordi, fino alla conquista di quell’ambito titolo. Tra un round e l’altro, metaforicamente riprodotto con l’entrate e l’uscita di scena dei due personaggi chiave che affiancano il pugile, Artemio l’anziano allenatore e Moira, la giovane moglie, Claudio Castelli ricorda il suo primo approccio alla boxe, il servizio militare e l’incontro con Moira, gli allenamenti ed il matrimonio, le vittorie sul ring e le sconfitte nella vita, tutte tappe durante le quali le due figure ciniche e manipolatrici lo hanno spalleggiato e conteso. “Ring- Titolo dei medi” si pone come offerta teatrale forte e d’impatto. Il testo (di Alessandro Canale) è capace di scavare nell’animo umano e di mettere in luce la vera sfida che si consuma nella narrazione: non tirare pugni e vincere un titolo, ma confrontarsi con le proprie scelte e con i personaggi che, in qualche modo, le determinano. Accanto alla potente drammaturgia, il cui impatto risulta amplificato dal forte ricorso al dialetto romanesco, la regia di Salvatore Cuomo e Valerio Palozza, offre una messa in scena ammirevole: il personaggio di Claudio Castelli viene vissuto dal pubblico, conosciuto, ben identificato eppure non appare mai in scena, lo si riconosce solo attraverso i dialoghi dei due protagonisti sul palco, Moira e Artemio; lo spettatore viene così coinvolto nelle vicende del pugile, entrando nei suoi ricordi riprodotti nella forma dei round dell’incontro: piccoli quadri costruiti su monologhi che ripercorrono la carriera e la vita del campione. Molto intensa l’interpretazione dei due protagonisti, capaci di mettere in luce la natura tossica dei loro personaggi: Artemio (interpretato da Emanuele Cecconi), l’anziano allenatore, in cerca di riscatto e denaro, Moira (Anna Dall'Olio) spregiudicata arrampicatrice. Peccato dover segnalare, specie nella recitazione della Dall'Olio, diverse sbavature nell’eloquio che purtroppo hanno leggermente penalizzato la notevole recitazione in termini di mimica e movenze. Spettacolo interessante con un ritratto impietoso delle relazioni umane che non può lasciare indifferenti. Da criticare però è la lunghezza di circa due ore della rappresentazione: nel far rimanere così tanto tempo il pubblico seduto in sala (senza alcun intervallo) si rischia di scivolare nella noia e nella disattenzione (nonostante il ritmo serrato dei dialoghi), specie nella parte finale durante la quale vengono tirate le fila della vicenda ed un calo di attenzione potrebbe compromettere la comprensione di tutta l’importante morale della storia.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 5 febbraio 2026. |
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Ring - Titolo dei medi di Alessandro Canale con Emanuele Cecconi Anna Dall’Olio regia Salvatore Cuomo-Valerio Palozza assistente alla regia Maria Di Massa scenografie Martina Fanfarillo costumi Madame Almalè luci e fonica PZT organizzazione Alessandra Romano produzione: PIANO ZERO TEATRO
Durante l’incontro per il titolo nazionale dei medi, mentre sta combattendo uno dei match più importanti di tutta la sua carriera, Claudio Castelli, uno dei due contendenti, rivive nella sua memoria tutti gli avvenimenti che fin dal suo primo ingresso in palestra lo hanno portato a quell’incontro. Momenti fondamentali della sua vita che vedono protagonisti chi in quegli attimi era con lui: le due persone più importanti della sua vita, Artemio il suo anziano allenatore e Moira, la sua giovane moglie. Due persone che non si sono mai amate né stimate e con ambizioni sociali e personali diametralmente opposte, che per tutta la vita hanno sempre cercato di trascinarlo dalla propria parte. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro Trastevere Via Jacopa de Settesoli 3 Roma
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