La cenerentola
Torino, Teatro Regio, dal 17 al 27 gennaio 2026

La messa in scena de La Cenerentola di Gioachino Rossini che ha inaugurato il 2026 del Teatro Regio di Torino si presenta come un’operazione visivamente curata, attenta a valorizzare e recuperare maggiormente gli elementi fiabeschi della vicenda, che nel libretto di Jacopo Ferretti risultavano assai ridimensionati rispetto al racconto di Charles Perrault, in favore di una realtà fatta di asprezze sociali e psicologiche, dove il soprannaturale è sostituito dal miracolo razionale della generosità umana.

La regia di Manu Lalli brilla per un’eleganza visiva che evita i cliché più stucchevoli della fiaba tradizionale, e in cui la presenza di coreografie onnipresenti e assai ricche non ruba mai la scena alla vicenda, ma anzi vi si integra perfettamente.
La scenografia, ad opera di Roberta Lazzeri, si muove su un crinale sottile tra minimalismo simbolico e suggestione onirica, distanziandosi nettamente dal realismo polveroso di molte edizioni passate. L'impianto visivo è dominato da strutture leggere che ben si adattano alla dimensione favolistica, in cui l'elemento centrale è rappresentato da una serie di grandi pareti semoventi che, attraverso sapienti giochi di luce e proiezioni, si trasformano di volta in volta nei vari luoghi che fanno da sfondo alla narrazione. Questa scelta stilistica permette una fluidità drammaturgica notevole, eliminando i tempi morti dei cambi scena e assecondando il ritmo incalzante della musica, anche se l'effetto finale risulta a tratti eccessivamente scarno, rischiando di smorzare quel calore umano che dovrebbe sprigionarsi dalla vicenda di Angelina.
Particolarmente riuscito è l'uso del colore e della luce, che agiscono come una scenografia dinamica: i contrasti tra le tonalità grigie e plumbee del mondo delle sorellastre e le esplosioni di luce dorata che accompagnano l'ascesa di Angelina creano un contrappunto visivo efficace alla partitura.
Sul piano strettamente musicale, la direzione di Antonino Fogliani alla guida dell'Orchestra del Teatro Regio si distingue per una precisione millimetrica, pur peccando occasionalmente di un eccessivo rigore che sacrifica il dinamismo furente tipico dei grandi crescendo rossiniani. Vasilisa Berzhanskaya, nel ruolo di Angelina (scritto originariamente per un contralto di coloratura) domina la scena con una padronanza tecnica indiscutibile, trovandosi a suo agio tanto nei momenti più semplici e malinconici ("Una volta c'era un re") quanto nei passaggi più pirotecnici, anche se in termini di interpretazione psicologica la sua prova è apparsa a tratti troppo asettica, non riuscendo sempre a porre in risalto l'umanità vulnerabile del personaggio.
Nel cast maschile a distinguersi in positivo sono Roberto de Candia nel ruolo di Dandini e soprattutto Marco Lepore nei panni di Don Magnifico, irresistibile nei tempi comici e sempre sicuro nel sillabato stretto.
Una menzione speciale deve poi essere fatta per la bravissima Martina Myskohlid, che nel ruolo minore di Tisbe riesce a mettersi in mostra attraverso una presenza scenica eccezionale e una travolgente verve comica.
Notevoli anche i pezzi d'assieme, vera cifra stilistica dell'opera, e in particolare il sestetto "Questo è un nodo avviluppato", dove gli interpreti riescono a restituire il senso quasi percussivo della scrittura rossiniana.
Nel complesso la Cenerentola di Manu Lalli colpisce per il suo rigore e la sua perfezione formale e, nonostante sacrifichi forse un po' troppo la satira tagliente che innerva il libretto di Ferretti, rappresenta senz'altro un eccellente punto di partenza per un 2026 che promette meraviglie al Teatro Regio.



La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 22 gennaio 2026


La Cenerentola

di Gioachino Rossini

direzione d'orchestra Antonino Fogliani
regia Manu Lalli
con Vasilisa Berzhanskaya
e con Nico Darmanin, Roberto de Candia, Carlo Lepore, Maharram Huseynov, Albina Tonkikh, Martina Myskohlid
scene Roberta Lazzeri
costumi Gianna Poli
luci Vladi Spigarolo
assistente alla regia Chiara Casalbuoni
maestro del coro Piero Monti
maestro al fortepiano Paolo Grosa

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Allestimento Maggio Musicale Fiorentino

Con La Cenerentola, ossia La bontà in trionfo, andata in scena per la prima volta nel 1817, l’anno successivo al debutto del Barbiere di Siviglia, Rossini aggiunse alla sua vis comica, che gli aveva procurato il successo in tutta Europa, nuove sfumature sentimentali. La fiaba di Perrault, adattata da Jacopo Ferretti con alcune varianti (su tutte la matrigna che qui diventa patrigno e la scarpetta che diventa un braccialetto), gli offrì occasione di tingere i suoi crescendo di nuances malinconiche, di aprire i suoi ritmi forsennati a tocchi di poesia. Il risultato è un’opera dove i protagonisti, Cenerentola e il principe Don Ramiro, cantano i loro sentimenti effondendovi tutta la fragilità della giovinezza; e gli antagonisti, il patrigno Don Magnifico e le sorellastre, vi fanno da contraltare con un umorismo sapido e grottesco, di derivazione napoletana, non dimentico della radice europea della fiaba di Cenerentola nella terra di Basile.
Per quest’opera dove non ci si annoia mai, la regia è affidata a Manu Lalli, già applaudita al Maggio Musicale Fiorentino nel 2024, e la direzione d’orchestra ad Antonino Fogliani, bacchetta del belcanto tra le più autorevoli del momento. Cenerentola avrà la voce del mezzosoprano di coloratura Vasilisa Berzhanskaya, dotata di un’incredibile estensione vocale. Con lei canteranno Nico Darmanin, Roberto De Candia e Carlo Lepore: tutte garanzie per una produzione memorabile anche dal punto di vista musicale.
(fonte: comunicato stampa)



Teatro Regio


Piazza Castello 215
10124 Torino
tel: 011 8815 241

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