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Ognuno ha una storia impressa nella memoria, un sogno da realizzare, una favola a cui si è particolarmente affezionati o un ritornello che frulla nella mente apparentemente senza motivo. “Anastasia- Il musical” è tutto questo.
I boomers ricorderanno il cult movie del 1956 che fece vincere un Oscar a Ingrid Bergman, mentre i più giovani probabilmente hanno amato la magia del film d’animazione della Disney del 1997. Non poteva allora mancare la realizzazione di un musical sulla storia di Anastasia e infatti, dal 2016, questo racconto è diventato uno spettacolo di grande successo a Broadway e ora finalmente, possiamo apprezzarne la versione italiana. La leggenda della granduchessa, attraversando il tempo, narra di Anastasia Nikolaevna di Russia, figlia dello zar Nicola II, e della sua avvincente avventura iniziata in Russia 1916 per poi trasferirsi nella Parigi della bella époque. Accanto ad Anya (nome attribuitole nell’orfanotrofio dopo la perdita della memoria), Dimitri e Vlad, due teneri truffatori. Due atti, uno ambientato in Russia ed uno in Francia, durante i quali il pubblico viene trasportato in un turbinio di emozioni per una esperienza davvero multisensoriale. Già all’apertura del sipario l’alone della storia avvolge la sala ed il suono di un carillon (con annessa ballerina danzante sul palco) prepara l’atmosfera magica e sfarzosa del Palazzo d’inverno, delle sue scintillanti luci, dei balli spensierati. E già dalle prime scene appare la magistrale regia di Federico Bellone ricca di effetti di animazione suggestivi che rendono lo spettacolo ancora più coinvolgente: l’arrivo dei bolscevichi al palazzo reale, il terremoto con i lampadari di cristallo che cadono, e poi ancora lo sbuffo del treno alla stazione (una delle scene di maggiore impatto), le proiezioni sullo sfondo delle luci di Parigi. Tutto accuratamente supportato dalle imponenti scenografie di Clara Abruzzese capaci di ricreare gli ambienti più diversi e disparati, e impreziosito dal disegno luci di Valerio Tiberi. Tanti effetti speciali, curati da Paolo Carta, che culminano con una suggestiva nevicata sopra il pubblico in sala. Non meno accurate risultano le coreografie di Chiara Vecchi, che spaziano da danze tipiche del tradizionale balletto russo, fino al can can del Moulin Rouge, icona parigina e simbolo di libertà. Sono però le musiche di Stephen Flaherty (con i testi Lynn Ahrens sapientemente tradotti in italiano da Franco Travaglio) il “core” dello spettacolo. Brani indimenticabili come “Quando viene dicembre” e “Cuor non dirmi no” catapultano il pubblico non solo nell’atmosfera e nelle emozioni della vicenda, ma anche nei ricordi di un passato scolpito nella memoria sensoriale di chi è cresciuto con i miti e le leggende che la storia, nel corso dei decenni, ha regalato. Ad amplificare tali sensazioni è l’esecuzione dal vivo di tutti i brani da parte di una talentuosa orchestra. Non sono da meno i protagonisti dello spettacolo. Bellissime voci, leggere, eppure potenti, perfettamente coordinate negli ensemble e capaci di restituire, insieme alla mimica, tutto il tormento, le emozioni, la paura e la gioia sperimentate dai personaggi, per una totale immersione nella storia e nel suo tormentato divenire. Sofia Caselli veste i panni di Anastasia con forza e determinazione, senza mai perdere la delicatezza del personaggio. La sua potenza vocale accompagna le sue vicissitudini, demarcandone i momenti tristi e quelli gioiosi. Accanto a lei un appassionato Dimitri (Cristian Catto) e altre figure di notevole spessore come Nico Di Crescenzo nel ruolo di Vlad e Stefania Fratepietro in quello di Lily (una coppia davvero frizzante e dispensatrice di note ironiche alla narrazione). Austera, ma umana Carla Schnek nei panni dell’Imperatrice, controversa la figura di Gleb, l’ufficiale tormentato dal senso del dovere, interpretato da Bian Boccuni. “Anastasia – Il musical” è un viaggio emozionate che trasporta il pubblico nella storia e nella leggenda attraverso il fascino delle grandi produzioni internazionali. Un approfondimento su tematiche sociali e personali che spazia dai sogni di una giovane donna, alla libertà di un popolo. In due ore di spettacolo si ascolta ottima musica, si rivivono eventi che hanno scosso nazioni intere, si assapora il valore dell’amicizia e della lealtà, si scopre come dalla disperazione può nascere il bene e soprattutto l’amore. C’è tempo fino al primo febbraio per vivere questa entusiasmante esperienza al Teatro Brancaccio.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 23 gennaio 2026. |
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ANASTASIA – IL MUSICAL
libretto di Terrence McNally Musiche di Stephen Flaherty parole di Lynn Ahrens regia e scene Federico Bellone Traduzione e adattamento delle parole delle canzoni Franco Travaglio Parole delle canzoni del film d’animazione Ernesto Brancucci ANASTASIA IL MUSICAL SI ISPIRA AL FILM DISTRIBUITO DALLA TWENTIETH CENTURY FOX MOTION PICTURES PER ACCORDO SPECIALE CON BUENA VISTA THEATRICAL E DALL'OPERA TEATRALE DI MARCELLE MAURETTE ADATTATA DA GUY BOLTON ANASTASIA È PRESENTATO IN ACCORDO CON CONCORD THEATRICALS LTD CHIARA VECCHI Regia Associata & Coreografie
Anastasia SOFIA CASELLI Dimitri CRISTIAN CATTO Gleb BIAN BOCCUNI Vlad NICO DI CRESCENZO Lily STEFANIA FRATEPIETRO Imperatrice Maria CARLA SCHNECK e con Andrea Spata Marco Carnevali Lorenzo Giambattista Elena Idini Clara Maselli Matilde Pellegri Asia Retico Vittoria Sardo
La storia si ispira alla leggenda della Granduchessa Anastasia Nikolaevna di Russia. È il 1916 e da San Pietroburgo ha inizio l’incredibile avventura della principessa Anastasia, la giovane figlia di Nicola II, ultimo zar di Russia. Sono gli anni della Rivoluzione Russa che infuoca le piazze e gli animi del popolo e che segnerà presto la tragica fine delle atmosfere scintillanti delle feste di palazzo e dell’intera dinastia dei Romanov. Sopravvivono agli assalti l’imperatrice madre e la giovane nipote Anastasia. Qualche anno più tardi, ritroviamo Anya, ormai giovane donna senza famiglia né ricordi, pronta ad intraprendere il suo personale viaggio lontano dall’orfanotrofio in cui è cresciuta, sulla strada che la porterà a Parigi, verso il sogno di scoprire la propria identità e soprattutto verso l’amore. Lungo il suo viaggio, Anya incontra Dimitri ed il suo amico Vlad, due simpatici truffatori alla ricerca di una sosia della principessa da presentare all’imperatrice madre in cambio di 10.000 rubli; insieme si recano a Parigi per reclamare l’eredità che spetta di diritto alla principessa Anastasia. (Fonte: comunicato stampa)

TEATRO BRANCACCIO Via Merulana, 244 Roma
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