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Quanto è sottile il confine tra sanità e labilità mentale. Cosa è normale e cosa non lo è? Come può la follia insinuarsi nel pensiero umano per distorcerlo a tal punto da sconfinare nell’alienazione?
Su un palco minimalista arredato solo con un tavolo e due sedie e con una aleggiante atmosfera inquietante, si consuma il thriller psicologico nel quale Nina (Marianna Adamo) e Filippo (Matteo Fasanella), entrambi, come da loro affermazione, psichiatri ed ambedue chiamati per curare l’altro/a. In questo scenario un po’ confuso si snoda l’esplorazione della mente umana dove “sano o pazzo” non hanno confini ben definiti ed il pubblico, non semplice spettatore, ma testimone del complesso equivoco, si deve districare tra colpi di scena, certezze che crollano, tensioni, eventi che si riallineano e di ricompongono solo nel finale totalmente a sorpresa. Come sottolinea la regia (anch’essa curata, come la drammaturgia da Marianna Adamo), “il disorientamento è il cuore pulsante dell’esperienza”, un labirinto nel quale si muove il drammatico tema della salute mentale. Una esplorazione dell’animo umano quando un dramma lo colpisce ed il trauma lascia i segni in una psiche distorta che si rifugia nella rimozione dell’evento e nella costruzione di una realtà alternativa necessaria per non soccombere al dolore o al rimorso. “Alters” con i suoi serrati dialoghi e le ritmate tappe rivelatrici della struttura del racconto, coinvolge lo spettatore in una continua revisione delle proprie certezze: quando si pensa di aver capito tutto emerge un nuovo elemento a scombinare la storia e che costringe ad una rilettura dei personaggi e del loro agire. Molto intensa l’interpretazione dei due protagonisti capaci si animare (seppure con la complicità delle musiche di Alessandro D’Agostini e delle luci di Matteo Fasanella) un palcoscenico semivuoto dando prova di grande capacità interpretativa e di coerente fisicità. Uno spettacolo non semplice, al quale approcciarsi con spirito critico, ma scevro da pregiudizi sulla follia e sulle sue innumerevoli manifestazioni. Un inno all’invisibilità, a ciò che non vogliamo vedere e da cui ci vogliamo affrancare. “Alters” ci ricorda che il teatro può affrontare qualunque argomento e da un palco può arrivare in sala ogni messaggio o insegnamento, anche quando ne può derivare un forte impatto emotivo: proprio come in questa rappresentazione.
Il progetto, promosso da Roma Capitale, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 13 gennaio 2026. |
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Alters scritto e diretto da Marianna Adamo con Matteo Fasanella e Marianna Adamo aiuto regia Giovanna Cappuccio musiche originali Alessandro D’Agostini light designer Matteo Fasanella scenografia Imperium Artis di Valeria di Pofi Il progetto, promosso da Roma Capitale, è vincitore dell’Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in occasione del Giubileo 2025 in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. ORO Studios SRL
Una stanza spoglia in una REMS. Filippo e Nina si presentano, entrambi dicono di essere psichiatri chiamati lì per curare l’altro. Chi è “il pazzo”? Chi mente? Inizia un duello verbale serrato dove ogni certezza vacilla, le convinzioni si sgretolano e il confine tra sanità e follia diventa sempre più labile. “Alters” è un thriller psicologico che esplora il tema della salute mentale, del trauma e della frammentazione dell’identità. Attraverso colpi di scena e rivelazioni progressive, lo spettacolo ci trascina in un vortice dove vendetta e giustizia, colpa e innocenza, realtà e delirio si confondono fino all’esplosione finale. Un’indagine senza sconti sulla psiche, sulla memoria che si difende spezzandosi, e sul prezzo di essere “sano o pazzo”. (Fonte: comunicato stampa)

 Teatro Tor Bella Monaca via Bruno Cirino Roma all'angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca
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