Sabato, Domenica e Lunedì
Roma, Teatro Argentina, dal 25 novembre al 4 gennaio 2026

Porte che si aprono e chiudono su una sala da pranzo dove il famoso ragù (spiegato con maniacale dovizia) bolle in pentola, in preparazione del pranzo della domenica che vede riunirsi l’allargata famiglia napoletana.

Nell’elegante scenografia di Marta Crisolini Malatesta, sospesa tra reale ed etereo, questo "Sabato, domenica e lunedì" commedia scritta da Eduardo De Filippo nel 1959, torna sulle scene romane con un cast davvero notevole.
La storia porta in scena tre generazioni con sogni e ideali diversi, mettendo prioritariamente in luce la nuova coscienza femminile che alla fine degli anni cinquanta cominciava ad insinuarsi nella società: donne che non accettavano più il loro ruolo sottomesso e che, sotto la spinta dell’imminente boom economico rivendicavano i loro diritti, anticipando di qualche anno la nascita del movimento femminista. Un testo innovativo per l’epoca, che attraverso la sensibile scrittura dell’autore, rivela mediante i suoi sottili e mai banali dialoghi, la costruzione psicologica dei vari personaggi ognuno con le sue debolezze, il carattere e le specificità dell’età (dal nonno ai più giovani nipoti).
Come ebbe a dire Eduardo De Filippo del suo lavoro «In Sabato, domenica e lunedì c'è un fermento contestatario, un'anticipazione dell'avvento del divorzio in Italia, una apparente fusione di finti rapporti cordiali in una famiglia in cui convivono i rappresentanti di tre generazioni: nonni, figli, nipoti, ma dietro la facciata bonaria si avverte un ammonimento a tutti i coniugi che non vanno d'accordo: spiegatevi, chiaritevi i vostri dubbi, i vostri tormenti. Alla fine della commedia non c'è chi non comprenda che soltanto l'amore può tenere insieme due esseri; non certo il matrimonio, e nemmeno i figli».
Anche dopo molti anni dalla sua prima rappresentazione, “Sabato, domenica e lunedì”, in questa versione diretta da Luca De Fusco mantiene una perfetta aderenza al testo originario: nessuna forzatura per attualizzarla, ma solo uno spettacolo fondato sulla fedeltà alla partitura e sulla bravura degli attori in grado di calibrare sia i tempi comici che quelli più drammatici.
A Teresa Saponangelo è affidato il ruolo di una Rosa Priore poliedrica che offre al pubblico una interpretazione altalenante tra la fierezza della padrona di casa e la fragilità della moglie che non si sente più amata; una donna molto “napoletana” ma non certo rassegnata ad un ruolo subordinato e che cerca con determinazione di mantenere la sua posizione di pilastro familiare. Accanto a lei Claudio Di Palma, attore con una lunga esperienza nel teatro napoletano, restituisce un Peppino Priore assolutamente credibile e soprattutto, intelligentemente, non forzato in una imitazione della recitazione di Eduardo (con il quale resta comunque difficile evitare i paragoni), ma quasi offrendo un tributo al grande drammaturgo, del quale ripercorre i sospiri, il dialetto e le pause. La coralità con gli altri interpreti, le ritmate entrate ed uscite di scena dei vari attori, rendono lo spettacolo scorrevole e piacevole anche a fronte delle quasi tre ore di durata. Sicuramente una particolare attenzione è richiesta per comprendere appieno i dialoghi,  atteso che la recitazione in dialetto napoletano (seppure non esasperato) rende ai non campani, leggermente difficoltoso il totale intendimento. Questo "Sabato domenica e lunedì" resta comunque un’ottima commedia, ben recitata e, paradossalmente, ancora attuale per la capacità dell’autore di cogliere i segnali di un mondo in evoluzione.
Il successo di pubblico che lo spettacolo ha avuto e che continua ad avere ancora oggi, sono il segno che il tema trattato (la famiglia) ed il classico "lieto fine" sono argomenti che il pubblico apprezza e condivide, specie se proposti con adeguata sensibilità e capacità attoriale.



Questa recensione di riferisce alla rappresentazione del 26 dicembre 2025.

Sabato, Domenica e Lunedì
commedia in tre atti di 
Eduardo De filippo
regia Luca De fusco
con
Teresa Saponangelo
Claudio Di Palma
e con
Pasquale Aprile
Alessandro Balletta
Anita Bartolucci
Francesco Biscione
Paolo Cresta
Rossella De Martino
Renato De Simone
Antonio Elia
Maria Cristina Gionta
Gianluca Merolli
Domenico Moccia
Alessandra Pacifico Griffini
Paolo Serra
Mersilia Sokoli

Il profumo del ragù che bolle invade il centro di Roma, portando tutti i pasticci di una famiglia che si vuole bene nonostante tutto. Dal 26 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026, il Teatro Argentina ospita “Sabato, domenica e lunedì”, uno dei testi più famosi e solari di Eduardo De Filippo. La storia ruota attorno a Rosa e Peppino, una coppia che finisce per litigare di brutto durante il pranzo della domenica per colpa di una gelosia un po’ buffa e della rivalità in cucina. In questo spettacolo, la regia di Luca De Fusco sceglie di rispettare ogni parola dell’autore, proprio come farebbe un musicista con uno spartito classico, per far riscoprire la bellezza di un gruppo di persone capace di curare le proprie ferite con un sorriso.
A dare il volto ai protagonisti troviamo Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma, pronti a mostrare quanto possa essere tenero e attuale il mondo dei Piscopo. Anche se oggi le abitudini sono cambiate, guardare questi personaggi che cercano di proteggere il nonno dalle amarezze o che sdrammatizzano i litigi dei genitori fa provare una certa nostalgia per quegli equilibri di una volta. Non è la solita commedia che vuole per forza inquietare chi guarda, ma un lavoro che sceglie la via dell’arte attraverso il sorriso, ricordando che far ridere e commuovere allo stesso tempo è una dote rara che appartiene solo ai grandi maestri.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina 52
Roma
06 6840 00314


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