Lo schiaccianoci
Milano, Piccolo Teatro Strehler, dal 9 al 21 dicembre 2025

In scena al Piccolo Teatro Strehler, Lo Schiaccianoci — nell’elegante e calibrata rielaborazione coreografica firmata da Frédéric Olivieri, a partire dallo spartito originale di Lev Ivanovič Ivanov — si conferma come pietra miliare del balletto classico di repertorio, nonché rito imprescindibile della stagione natalizia. L’opera, tratta dall’adattamento di Alexandre Dumas del racconto di E.T.A. Hoffmann, si dispiega come un affresco coreomusicale dove simbolismo, narrazione ed estetica convergono in un’alchimia scenica di rara coerenza e suggestione.
Le scene e i costumi di Roberta Guidi di Bagno amplificano il registro onirico dell’allestimento, tratteggiando con gusto pittorico un universo sospeso fra il candore dell’infanzia e il perturbante della trasformazione. Ogni elemento visivo risponde a un’esigenza narrativa e simbolica, rivelando un’estetica pensata non come semplice ornamento ma come dispositivo drammaturgico integrato.
La coreografia, nel rispetto della grammatica accademica, esige dagli interpreti una padronanza tecnica assoluta: il rand pas de deux del secondo atto, vero banco di prova per i solisti, richiede fluidità esecutiva, fermezza negli arabesques penchés, controllo nei piqués e nei fouettés, senza mai tradire la qualità espressiva del gesto. I valzer — fra tutti, il Valzer dei Fiori — esigono rigore corale, simmetrie impeccabili e padronanza dei port de bras in sintonia con la scrittura orchestrale.
Non meno impervie risultano le danze di carattere, ciascuna con un proprio vocabolario specifico: la danza spagnola esige una vibrante accentuazione ritmica, quella araba una qualità plastica e sinuosa del movimento, la cinese leggerezza e velocità, la russa potenza e slancio. Ogni passo è un frammento di un mosaico più ampio, in cui tecnica e teatralità devono convivere in perfetto equilibrio.
La partitura sinfonica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, di un’intelligenza compositiva vertiginosa, sostiene la drammaturgia con slanci melodici di inconfondibile cifra romantica e una raffinata scrittura timbrica. I temi ricorrenti — trasfigurati da variazioni orchestrali e cambi metrici — fungono da vera e propria spina dorsale dell’azione danzata, offrendo ai corpi in movimento uno spazio sonoro stratificato, che richiede precisione ritmica, consapevolezza dinamica e musicalità assoluta. L’arte della melodia čajkovskiana, intrisa di grazia e malinconia, trova piena espressione nei momenti corali quanto nei soli virtuosistici, conducendo l’ascoltatore lungo un sentiero emotivo sospeso tra fiaba e catarsi.
Il valore aggiunto della produzione risiede nella presenza della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, fucina prestigiosa che ha formato generazioni di danzatori destinati alle più importanti compagnie del mondo. La sua storica vocazione all’eccellenza, ribadita con coerenza dal direttore Frédéric Olivieri, si riverbera nella disciplina, nella precisione e nell’energia espressiva dei giovani interpreti. Questi ultimi, pur animati da un’emozione palpabile, dominano la scena con grazia, rigore e sorprendente maturità artistica.
Il loro incedere — vibrante ma mai incerto — trasfonde il senso profondo del balletto stesso come arte totale, dove corpo, musica e scena si fondono in una sintesi raffinata e viva. In questa edizione, Lo Schiaccianoci non è unicamente un sofisticato rituale celebrativo crismale ma atto d’amore nei confronti della danza classica, della sua pedagogia e del suo eterno rinnovarsi attraverso le generazioni ed i secoli.

La presente recensione di riferisce alla rappresentazione del 18 dicembre 2025

Lo schiaccianoci

coreografia Frédéric Olivieri
da Lev Ivanovič Ivanov
musica Pëtr Il’ic Čajkovskij
scene e costumi Roberta Guidi di Bagno
Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala
diretta da Frédéric Olivieri

La meravigliosa musica di Čajkovskij, la coreografia di Frédéric Olivieri, la neve che scende in un turbinio di fiocchi, la battaglia dei topi, le danze esotiche: è Lo schiaccianoci, favola di Natale in danza interpretata da allieve e allievi della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala, ormai un piccolo classico nel mese di dicembre al Teatro Strehler.
«Lo schiaccianoci è particolarmente adatto per i nostri giovani danzatori – ha detto Frédéric Olivieri –. Le sequenze delle scene e del quadro del primo atto, i numerosi personaggi e le danze e il gran passo a due del secondo atto consentono loro di esprimersi sia tecnicamente sia artisticamente, mettendo in luce tutto il loro potenziale di futuri professionisti».
Proposto per la prima volta nel 2011, lo spettacolo riesce a restituire il tono fiabesco del balletto originale, il cui debutto nel 1892 al Mariinskij di San Pietroburgo aveva coronato i precedenti capolavori composti da Čajkovskij per la danza, Il lago dei cigni e La bella addormentata, e l’estro di Marius Petipa. Lev Ivanovič Ivanov, sostituendo Petipa, aveva realizzato la coreografia basandosi sulla versione mitigata di Dumas padre del cupo racconto di E. T. A. Hoffmann Schiaccianoci e il re dei topi.
Un balletto che rappresenta un banco di prova importante per gli allievi, costantemente impegnati in una significativa attività coreutica che va ad arricchire l’esperienza quotidiana di studio (fonte: comunicato stampa).

Lo spettacolo rientra nel progetto Piccolo Aperto realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano




Piccolo Teatro Strehler

Largo Greppi,1,
20121 Milano
Tel: 02 21126116
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ORARIO SPETTACOLI:

venerdì ore 20:30
sabato ore 15:00 e ore 19:30
domenica ore 16:00



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