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Prossima al traguardo delle 300 repliche (l'ultima rappresentazione al Teatro Quirino, prevista per il 21 dicembre, sarà la n. 298), l'opera "La vita davanti a sé" vede un Silvio Orlando in qualità di attento narratore di "vite sgangherate che vanno alla rovescia" in cui si insinua una "improbabile storia d’amore toccata dalla grazia".
L'attore costruisce il suo monologo previa esposizione bicefala di situazioni surreali, in bilico tra candida attitudine e sottile ironia: storie bizzarre all'interno di una storia bizzara, tutte permeate di angosce alienanti, senso di smarrimento, conflittualità interiori. Siamo quasi in territorio kafkiano: un sottile surrealismo a vocazione plumbea e una candida ironia intrisa di dramma strappano risate amare e riflessioni profonde su temi delicati quali la compassione, la solitudine, la diversità, l'emarginazione. "Bisogna voler bene" è sia messaggio finale, sia parametro di vita, che assume anch'esso un sapore pungente appredendo del suicidio dell'autore del romanzo da cui l'opera è tratta, comunicato nell'alveo delle note biografiche sintetizzate a fine spettacolo dallo stesso Olrando. Un organico di musicisti che suona musica dal vivo (di cui farà parte, sul finire, l'attore medesimo, che si scopre essere flautista), contribuisce alla fruibilità di un'opera che, pur tipizzata da una vocazione di stampo monologhista, si segnala per scorrevolezza, coerenza ed inaspettata logicità, pur percebile ad opera conclusa, a metabolizzazione avvenuta delle riflessioni profonde ivi espresse.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 12 dicembre 2025.
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LA VITA DAVANTI A SÉ Tratto dal romanzo "La Vie Devant soi" di Romain Gary
riduzione e regia SILVIO ORLANDO traduzione Giovanni Bagliolo edizione Biblioteca Neri Pozza con ensemble musicale dal vivo scene Roberto Crea disegno luci Valerio Peroni costumi Piera Mura direzione tecnica Luigi Flammia datore luci Christian Pizzingrilli fonico Gianrocco Bruno management Vittorio Stasi organizzazione Maria Laura Rondanini
Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, al centro di un discusso Premio Goncourt, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Un romanzo commovente e ancora attualissimo, che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia. Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Un autentico capolavoro “per tutti” dove la commozione e il divertimento si inseguono senza respiro. Inutile dire che il genio di Gary ha anticipato senza facili ideologie e sbrigative soluzioni il tema dei temi contemporaneo la convivenza tra culture religioni e stili di vita diversi (fonte: comunicato stampa).

TEATRO QUIRINO/VITTORIO GASSMAN Via Vergini, 7 ROMA tel: 06 6794585
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La biglietteria è aperta con orario continuato dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 18.00, la domenica dalle 12.00 alle 18.00.
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