Metadietro
Roma, Teatro Vascello, dal 2 dicembre all'11 gennaio 2026

La metafora di un viaggio surreale che provoca risate amare veleggiando verso realtà parallele eppure così familiari: Metadietro dove il virtuale si incontra col realismo.

L’ammiraglio Rezza e la sua ciurma navigano in mare tempestoso, voci si accavallano, tante domande e risposte distratte dalla superficialità che alberga nell’umanità distratta mentre i bambini annegano, i militari vanno al mare, il litorale è un cimitero e un alluce valgo può creare problemi di comunicazione.
Poi un’astronave in viaggio verso la luna insieme al capitano (interpretato da Daniele Cavaioli) per giocare con la forza di gravità con l’aiuto del volenteroso pubblico della prima fila. Caos sul palco, un fiume in piena di parole, salti, movimenti sincopati e l’ennesima provocazione rivolta al pubblico in sala sfidato ad una gara numerica e confermata dal dissacrante titolo dell’opera: "Metadietro", un incrocio tra l’esacerbato universo virtuale e ciò che sta maliziosamente dietro o al di là del passato, dove l’invasione dell’intelligenza artificiale apre scenari inquietanti.
Nel parossistico spettacolo pensato e prodotto dalla collaudata coppia Flavia Mastrella e Antonio Rezza, complice la presenza di Daniele Cavaioli attore “speciale”, sotto il profluvio di frasi, emerge una forte sensibilità ed una amara verità che velata dall’ironia, strappa sorrisi, ma non risate. “Metadietro”, seppure in linea con le modalità espressive di Rezza, possiede un qualcosa di diverso, una comunicazione pungente affiancata a posture accoglienti, un’affettività celata dal dissacrante sarcasmo.
In quest’ultima fatica della coppia artistica maggiormente originale e sagace del panorama teatrale italiano contemporaneo, reduce dai successi ottenuti in altri teatri (Metadietro), l'autoironia del protagonista si mescola con la mancanza di senso (apparente) di alcune affermazioni; i non-sense sono accuse al conformismo, alle blindate zone di confort, all’ipocrisia del dolore, ai dettami religiosi. Le voci fuori campo (di Noemi Pirastru e Mauro Ranucci) che accompagnano l’ammiraglio Rezza nella sua concitata navigazione lo incalzano, incitano, domandano, provocano e l’incontenibile energia del protagonista tiene testa a le ambigue provocazioni con un’energia che pervade totalmente la scena.
Spettacolo scomodo, destabilizzante sul piano fisico (rincorrere anche solo con lo sguardo Rezza che corre, grida, salta, si rotola, volteggia sul palco è impegnativo) e quello psicologico (alcune affermazione non possono lasciare indifferenti) dove l’arte si piega ai dettami di cause ambiziose, caustico nei confronti del progresso “senza anima” e sfrontato nella rivelazione di indesiderate verità.
Un’epopea senza eroi con un finale interrogativo.

 

 

Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 12 dicembre 2025

Metadietro

di Flavia Mastrella Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Daniele Cavaioli
habitat Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
luci e tecnica Alice Mollica
voci fuori campo Noemi Pirastru
e Mauro Ranucci
montaggio traccia sonora Barbara Faonio
mix traccia sonora Stefano Falcone
macchinista Eughenij Razzeca
organizzazione generale Tamara Viola,
Stefania Saltarelli
metalli Cisall
foto Flavia Mastrella
Annalisa Gonnella, Giulio Mazzi
ufficio stampa Artinconnessione
una produzione
La Fabbrica dell’Attore
– Teatro Vascello
– Rezza Mastrella

L’ammutinamento è sempre auspicabile in un organismo sano. Un ammiraglio blu elettrico tenta di portare in salvo la sua nave spalleggiato da una frotta che lo stordisce con ossessioni di mercato: la salvezza di chi ti è vicino non è la via di fuga per chi vive delle proprie idee. In ogni caso nessuno è colpevole, c’è solo un gran divario nello stare al mondo. Tra visioni difformi si consuma l’ennesimo espatrio, che non è la migrazione di un popolo, ma l’allontanamento inesorabile dalla propria volontà.
E vissero tutti relitti e portenti.
Tornare alla dimensione naturale e selvaggia è impossibile. Viviamo una nuova preistoria; la mansione umana è mortificata, confusa e inadeguata. Nello spazio virtuale fatto materia, un ecopentagono provoca il vuoto, personaggi invisibili fiancheggiano l’egocentrico edificio: non sono fantasmi ma sollecitazioni induttive e, nonostante tutto, la realtà non è mai uniforme, scombina sempre i programmi prestabiliti e nutre in modo imprevedibile la funzione della fantasia.
La crudeltà tecnologica permea l’essere vivente.
È la scomparsa dell’eroe.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro Vascello
Via G. Carini 78
Roma
Telefono 06 5881021 / 06 5898031
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