Tirannosauro
Padova, Teatro Maddelene, dal 4 al 5 dicembre 2025

Tirannosauro è la seconda rappresentazione ospitata al Teatro Maddalene di Padova, durante la sua stagione di prosa, per la regia di Filippo Quezel che allestisce un racconto profondamente toccante.
L’opera propone di indagare un dramma della vita quotidiana di chiunque, ovvero la famiglia e i rapporti familiari, ma da una prospettiva a cui difficilmente si dà ascolto: la tossicodipendenza.

Questo spettacolo lascia col fiato sospeso, ogni evento è a sé stante ed è impossibile prevedere ciò che succederà il momento successivo. Dall’inizio alla fine, oltretutto, non è mai chiaro se gli attori stiano recitando o meno. In questo modo, tramite l’inganno della satira e lo strumento dei giochi di scena, chi assiste si ritrova catapultato nella vita del protagonista pensando di star ancora scherzando, anche se quei trucchi si sono dimostrati più introspettivi di quanto volessero dimostrare.

Si intraprende così un viaggio epistolare datato ai primi anni duemila, quando il protagonista - Filippo Quezel stesso - vive, e in qualche modo subisce, la tossicodipendenza del padre e il suo allontanamento causato dall’ingresso in comunità.

La corrispondenza fa riemergere molto più dei meri fatti di cronaca. Tutta l’opera è, infatti, impregnata di ciò a cui maggiormente si dovrebbe prestare ascolto in una storia di dipendenza: il senso di vuoto e il dolore della perdita.

Grazie alle righe scritte dal padre di Quezel si può toccare con mano la complessità emotiva e quotidiana di chi vive questa esperienza, sia in prima persona che come spettatore, in quanto familiare o amico.

La tossicità della famiglia, in questo caso, passa proprio tramite gli stupefacenti di cui abusava il padre, perché il meccanismo in cui si ritrova il Filippo adolescente è quello di una famiglia distrutta, di cui egli stesso sente di doversi fare carico. È come se adesso quel ragazzo stesse cercando, tramite il palco, di ricreare il caos in cui si è ritrovato. L’elaborazione di un trascorso tanto intricato è già di per sé coraggiosa, ma l’esperimento dello sceneggiato è geniale e profondamente necessario anche per il tessuto sociale, che ha bisogno di conoscere questi vissuti e farli propri.

Le montagne russe provate assistendo alla messa in scena sono sapientemente guidate da un ensemble meraviglioso, che non si risparmia in performance complete di coreografia di danza e canto, dando alla composizione scenografica una completezza appagante.

La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 5 dicembre 2025



Tirannosauro

uno spettacolo di

Filippo Quezel

scritto e diretto da Filippo Quezel
con Elena Antonello, Caterina Benevoli, Luca Galizia, Norman Quaglierini, Filippo Quezel, Laura Serena
foto e artwork Denise Tosato
produzione Sardegna Teatro, TSV - Teatro Nazionale

Tirannosauro, una coproduzione del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale con Sardegna Teatro, è la storia di due persone distanti che possono solo scriversi lettere: alcune sono state conservate, altre perdute. Il loro scambio epistolare diventa un fossile gigante, uno scheletro ingombrante che riemerge per farsi spolverare e studiare, un tirannosauro con cui “giocare alle risposte” all’interno di una struttura frammentaria e sconclusionata dove le uniche regole sono quelle di una “persona piccola che gioca”. Filippo Quezel porta in scena un’indagine sulla famiglia, i suoi ruoli e le sue tossicità, che diviene anche l’occasione di riscrivere le lettere perdute di un epistolario per completare un dialogo analogico in via d’estinzione. Nel far questo si ispira all’artista Andy Kaufman, artista comico che gioca sulla costante ambiguità di cosa è finto e cosa è vero. (fonte: comunicato stampa)



Teatro Maddalene

Via S. Giovanni di Verdara, 40,
35137 Padova
Tel: 049 87770213
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