L'eredità di Manzoni
Milano, Teatro Carcano, dal 3 al 7 dicembre 2025

L’Eredità di Manzoni, raffinato dispositivo scenico ospitato dal Teatro Carcano, si dispiega come un ordito sapientemente intessuto tra letteratura, biografia e teatro, sublimando il gesto culturale in un’esperienza estetica e riflessiva di rara densità. Il progetto triennale, curato da Serena Sinigaglia, trova il suo fulcro nella straordinaria interpretazione di Lella Costa, attrice di razza e intellettuale dalla parola affilata e affettuosa, capace di modulare la voce dalla leggerezza ironica alla vibrazione emotiva più intensa.
L’espediente drammaturgico del quiz show, agile e sapido, funge da grimaldello per riportare alla luce I Promessi Sposi nella loro duplice natura di romanzo di formazione individuale ed insieme affresco storico collettivo ma anche delineare l’anima complessa e stratificata del suo autore. Figura erroneamente cristallizzata, nel racconto scolastico, come intellettuale convenzionale e padre riverente della lingua italiana, Manzoni emerge in questo bassorilievo teatrale in tutta la sua umana ambiguità e profondità inquieta.
Ma è nel doppio registro dell’esposizione che lo spettacolo trova la sua più alta efficacia: Costa alterna con sublime perizia il tono beffardo e scintillante della narrazione — laddove si tratteggiano figure come Don Abbondio, icona dell’eterno pavido, o la sua Perpetua, alter ego e nemesi domestica — alla tensione più lirica e struggente di monologhi che restituiscono l’inquietudine esistenziale di personaggi divenuti archetipi dell’umano.
Lucia, in particolare, è tratteggiata da Costa con chiaroscuro inusitato: non mera incarnazione dell’obbedienza, bensì figura dotata di una forza silente, quasi sciamanica, che disarma Don Rodrigo, sovverte l’ordine delle intenzioni, e introduce l’elemento del sacro come resistenza morale. I bravi, simboli del sopruso cieco e del potere brutale, Don Rodrigo, emblema dell’arroganza e del desiderio predatorio, Agnese, madre concreta e furbesca, e ancora la Monaca di Monza, lacerata dal conflitto tra carne e spirito, Egidio, incarnazione del male seducente, e l’Innominato, icona del dubbio e della redenzione. Senza dimenticare la folla, cangiante e ambigua, e la peste, allegoria suprema della fragilità collettiva.
Tutti i personaggi si muovono come archetipi in collisione, riverberando la nostra condizione umana di esseri illusi dal dominio del proprio destino, mentre tutto si regge su un equilibrio precario, sostenuto da una Provvidenza bifronte, ora salvifica ora perturbante. 
Lo spettacolo si configura così come una macchina teatrale perfettamente oliata, dove il riso e la commozione, la cultura e il gioco si fondono in un atto scenico profondamente necessario: catartico nel suo disvelare quanto la commedia, quando è sorretta da pensiero e forma, sappia ancora interrogare il nostro tempo e far risuonare, sotto nuove luci, ciò che credevamo di conoscere da sempre.
Non fu esente da ombre né da spigoli la vita dell'autore dicevamo. La sua nascita, avvolta dal dubbio sulla reale paternità (forse figlio naturale di Giovanni Verri), e un’adolescenza irrequieta, segnata da una tensione interiore che la frequentazione degli ambienti illuministi milanesi acutizzò, costituiscono il fertile sottosuolo da cui germina il celeberrimo romanzo. Le radici familiari — basti pensare al nonno Cesare Beccaria, teorico dell’abolizione della pena di morte e mente rivoluzionaria — contribuirono a formare quell’ethos morale e intellettuale che Manzoni traspone in forma allegorica proprio nella celeberrima opera. 
Colto pienamente è l’obiettivo divulgativo della pièce che si prefigge di avvicinarci con profondità e leggerezza all’universo manzoniano, restituendogli vibrazione, attualità e umanità, ben oltre i confini scolastici in cui spesso resta confinato. Lella Costa, con la sua consueta sapienza scenica, rende accessibile senza semplificare, coinvolgente senza cedere alla superficialità.
L’interattività dello show, abilmente declinato tramite il format del quiz, non è mero artificio ludico, ma ingegnoso stratagemma che trasforma il pubblico in soggetto partecipe, sollecitato non unicamente a ricordare ma a riscoprire, a interrogarsi, a prendere posizione. Un teatro che educa senza pedagogia, e diverte senza mai tradire la complessità.



La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 4 dicembre 2025


L'eredità di Manzoni

con Lella Costa

Quiz show su Manzoni e I promessi sposi

Progetto triennale di arte partecipata a cura di Serena Sinigaglia

Per il primo anno di viaggio manzoniano, presentiamo uno spettacolo dove il pubblico sarà coinvolto direttamente. Una sorta di gioco a quiz, teatrale.
Ci è sembrato necessario partire dall’opera e dal suo autore, ripassare i fatti, riportare alla coscienza l’originale, prima di avventurarci in riscritture e manipolazioni varie. Il fine è conoscere, al di là dei pregiudizi. Quale eredità ci lascia questo straordinario materiale? Il mezzo è il teatro partecipato, ma questa volta non preparato prima attraverso i consueti laboratori rivolti ai cittadini, bensì agito direttamente all’interno dello spettacolo stesso attraverso il gioco del quiz (da cui il rimando divertito alla nota trasmissione televisiva). Il pubblico ogni sera diventa “concorrente”, parte attiva dello spettacolo.
Si andrà da questioni relative alla trama del romanzo, a fatti di vita dell’autore, al senso e alle ragioni di alcune scelte fine a giocare sui se e sui ma… sui rimandi all’oggi, alle nostre vite, all’attuale situazione socio-politica.
Se fossi un personaggio della storia, chi saresti? Chi se la sente di dichiarare la propria somiglianza con Don Abbondio? Ma se fossi stata al posto della monaca di Monza - il cui vero nome è...? - cosa avresti fatto? Ma… ti sta simpatica Lucia? E poi chi è Lucia per davvero? Riascoltiamo insieme questo passo, è bellissimo, no? A cosa ci fa pensare oggi? Andrebbe a finire diversamente se fosse oggi?
E non solo. Cercheremo di capire insieme da dove nasca l’antipatia viscerale di molti di noi verso il Manzoni. Staneremo pregiudizi, scopriremo dettagli cheAlcune spettatrici e alcuni spettatori saranno sul palco accanto a Lella Costa che, tra un brano e l’altro dei Promessi sposi, tra un contributo video e l’altro, porrà loro le domande sul tal argomento, sul tal personaggio, sul tal fatto. E se non si conosce la risposta, niente panico: c’è l’aiuto dal resto del pubblico in sala, chiamato ad essere attore, drammaturgo, co-protagonista della serata e dello spettacolo. Perché insieme il divertimento è garantito!(fonte: comunicato stampa).



Teatro Carcano

Corso di Porta Romana, 63,
20122 Milano
tel: 02 55181362

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