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Oltre ottanta anni di storia raccontata da un punto di vista molto originale: un giovane/vecchio che con slancio e poesia ripercorre gli eventi maggiormente significativi del secolo scorso.
Il palco allestito per un convegno e gli spettatori in sala che assistono all’evento (le luci non vengono neanche completamente spente). Il giovane relatore si rivolge agli astanti intrattenendoli con la sua surreale storia: una vita vissuta fisicamente al contrario, la nascita con un corpo da vecchio e man mano il ringiovanimento fino a circa 20 anni, l’età dimostrata dal giovane oratore. Superata la prima incredulità, il pubblico si appresta ad ascoltare la vita vissuta dal protagonista ed in questo diluvio di parole scorrono gli eventi, narrati da un particolare punto di vista, che hanno caratterizzato il novecento. La storia inizia nel 1934 con l’ascesa al potere di Hitler e poi scorre via attraverso il fascismo, la seconda guerra mondiale, il boom economico degli anni sessanta e ancora la conquista della luna e la guerra del Vietnam, la morte del “Che” e la guerra del Kuppur. Un’oratoria appassionata ripercorre la storia mondiale con momenti di scetticismo e commenti dissacratori, offrendo il ricordo di pagine di storia vissute dai non più giovanissimi tra gli spettatori e quasi in modo dissonante rievocate da un ragazzo che, basandosi sul suo aspetto da ventenne, di quei fatti può solo averne sentito parlare. Sul palco, nel corposo monologo, Francesco Petit Bon interpreta lo strano personaggio sfoderando tutto il suo talento, nonostante i suoi diciassette anni. La regia di Pino Ammendola (anche autore del testo) dirige i ritmi dello spettacolo alternando dramma ed ironia e delineando un forte coinvolgimento del pubblico in sala. Una biografia impossibile che però riesce quasi ad essere credibile fino alla conclusione quando un finale assolutamente a sorpresa (scandito dalla presenza di Tony Allotta) spezza gradevolmente il precedente ritmo narrativo, calando la rappresentazione in una realtà molto più tangibile e contemporanea. Spettacolo particolare e sorprendente, piacevole nella sua dimensione di “convegno” anche se, a parere di chi scrive, probabilmente qualche maggiore intermezzo musicale (oltre a due brevi brani di Stefano de Meo ) avrebbe addolcito la narrazione. Il tangibile talento di Francesco Petit Bon, attore ancora leggermente acerbo, ma con grandi potenzialità, e la collaudata abilità del veterano Pino Ammendola, in “L’incredibile caso di Beniamino Petit Bon” riescono a generare un connubio capace di regalare agli spettatori un’ora e venti di riflessioni e divertimento.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 30 novembre 2025. |
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L'incredibile caso di Beniamino Petit Bon
Con Francesco Petit Bon Tony Allotta Testo e regia Pino Ammendola Regista assistente Francesco Ferulli Musica Stefano de Meo
Come si comporterebbe un giovane con l’esperienza di un vecchio? E come sarà stata la vita di un vecchio che ha vissuto sempre con la testa di un bambino? Francesco Petit Bon, straordinario attore sedicenne, già interprete di svariate fictiontelevisive, ci racconta la sua affascinante avventura. Attraverso la sottile trama, distesa da l’abile penna di Pino Ammendola, passano davanti ai nostri occhi ottanta anni di storia personale, coniugati a tutti gli eventi più importanti del secolo passato: dalla deportazione dal ghetto, allo sbarco sulla Luna, dalla morte del Che, alla passione popolare per “Lascia o raddoppia”. Il curioso racconto si muove tra i registri del comico e del drammatico, osando incursioni in territori scandalosi, soprattutto nelle parole di un interprete così giovane, come l’amore e la politica! Il racconto sembrerebbe ovattato dall’indulgenza ed il fascino di cui sono dotati i ricordi, in una prospettiva a ritroso che emoziona persincerità… ma c’è qualcosa che non quadra. L’arrivo di un altro personaggio in scena scatena una serie di domande che spiazzano il pubblico, per liberarlo in finale solo attraverso una risata catartica. Uno spettacolo sicuramente fuori da ogni ordinarietà, che, in rispetto al credo brechtiano, tradisce il rito del teatro e ‘gode’ dello scandalo ‘legittimamente puro’! (Fonte: comunicato stampa)

Teatro degli Audaci www.teatrodegliaudaci.it Via Giuseppe de Santis 29 Roma (RM) 06 9437 6057
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