Perfetti Sconosciuti (film 2016)

Perfetti sconosciuti è la rappresentazione cinematografica di un’opera di Virginia Woolf. È un indiretto libero in cui ad ogni domanda segue una risposta che precede, poi, un’altra domanda, così senza fine.
Ci sono dei grandi interrogativi che si celano, senza troppe maschere, dietro sceneggiature travolgenti: che cos’è davvero una relazione? Quanto bene pensiamo di conoscere le persone che amiamo? Come e perché ci si fida?

È quasi come se il regista, Paolo Genovese, avesse deciso di abbattere la quarta parete e far partecipare lo spettatore al gioco che architettano i sette interpreti nella storia.

La vicenda è questa: quattro uomini, amici da una vita, si ritrovano a cena a casa di uno di loro in compagnia delle mogli che a loro volta sono diventate amiche. È una tranquilla serata primaverile, sembra una rimpatriata nostalgica, finché a tavola, durante la cena i commensali non decidono di sfidarsi, riflettendo su quanto l’avvento dei social abbia totalmente cambiato le dinamiche intrapersonali.

La cena va avanti e mentre dall’antipasto si arriva al dolce, il dramma si fa sempre più intenso. Tensioni, mezze verità, tradimenti e intrighi assolutamente familiari vengono a galla, e il gioco procede mietendo sempre più vittime.

Non è tanto interessante analizzare la portata di ciò che viene scoperto durante questa cena, quanto piuttosto qual è il vero significato dietro a queste pesanti rivelazioni. E ciò che più affascina di un film del genere è proprio che il significato, e naturalmente il significante, è personale e cangiante.

Per capire davvero cosa ci sia nella mente di Paolo Genovese, cosa volesse imbastire e perché, occorrerebbe guardare e riguardare questa pellicola. È come un libro cult, che assume un senso diverso ogni volta che viene letto, in base al momento della vita in cui viene ri-letto.

Esiste una relazione vera? È questo che viene spontaneo domandarsi dopo aver concluso la visione, scoprendo che in realtà si è basato tutto su una fantasia, perché la disputa non è mai iniziata.

Ma è la sceneggiatura a intervenire, sono gli scatti che immortalano i piccoli dettagli dall’inizio alla fine: un paio di orecchini accanto al telefono di Eva, uno scambio di sguardi tra Rocco e Cosimo, il silenzio forte mentre Beppe si manifesta senza più fiducia negli amici di una vita. O ancora il rossetto che Bianca mette dopo aver realizzato di star vivendo qualcosa che non aveva mai voluto davvero e il fondamentale momento di diverbio tra Carlotta e Lele.

Quali tradimenti sono più consoni? In che modo è più accettabile, verrebbe da dire decoroso, essere sleale?

Questo film lascia lo spettatore con più domande di quante ne avesse prima di assistere alla pellicola, ed è così che dovrebbe essere.

Anche se tutto sembra tornare normale dopo l'eclissi a cui i sette assistono, ci sarà davvero una normalità? Alla fine, che fosse un sogno o meno, la solitudine fa da padrona finché si sceglie il male minore.

Quest’opera è in commercio dal 2016 e, ancora dopo nove anni, merita di essere rivista, per interrogarsi su ciò che riaffiora dalle nostre disilluse quotidianità.



Perfetti sconosciuti

Anno: 2016
Casa di produzione: Medusa film, Lotus Production, Leone Film Group
Genere: commedia, dramma
Regia: Paolo Genovese
Sceneggiatura: Paolo Genovese, Filippo Bologna, Paolo Costella, Paola Mammini, Rolando Ravello
Fotografia: Fabrizio Lucci
Musiche: Maurizio Filardo

Interpreti:
Eva - Kasia Smutniak
Rocco - Marco Giallini
Cosimo - Edoardo Leo
Bianca - Alba Rohrwacher
Lele - Valerio Mastrandrea
Carlotta - Anna Foglietta
Beppe - Giuseppe Battiston

Sofia - Benedetta Porcaroli


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