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Scavare nella memoria è, a volte, un esercizio doloroso, difficile da compiere e spesso rimandato, eppure la possibilità di riparare l’animo ferito passa anche dai ricordi.
"Scavare/Escavar" è un testo insolito, scritto da Letizia Russo, che si approccia al tema dei ricordi quasi con timore reverenziale e con una adeguata quantità di paura per le emozioni che ne potrebbero derivare, ma anche con la determinazione di chi cerca riscatto da un subìto doloroso. Sul palco pochissimi oggetti ricoperti da veli e due donne (Sonia Barbosa e Giada Prandi), una reale ed una effimera (una “vocina”), si muovono guardinghe cercando di superare l’apprensione derivante dal varcare una porta chiusa tanti anni prima. Entrare in una vecchia casa piena di ricordi è difficile ed ogni scusa è accettabile per rimandare quel fatidico momento in cui la chiave girerà nella toppa e la memoria sopita si risveglierà. Le divertenti divagazioni su uccellini, piramidi, archeologi, servono solo a rimandare il momento di ingresso nel passato traumatico di Joana fatto di bullismo, solitudine, rabbia e pensieri omicidi. Sono proprio queste rievocazioni tanto dolorose per la protagonista che, dopo una prima parte dello spettacolo leggermente statica, donano all’opera quel guizzo che scuote e coinvolge gli spettatori. La descrizione delle angherie subite a scuola, dell’isolamento in una stanza durato anni ed il bisogno smisurato di veder crescere una piantina in un vaso, donano una nuova veste allo spettacolo. La protagonista (e la sua vocina) si animano e scalpitano nelle riflessioni sul lungo viaggio interiore compiuto ed ora, forse, finalmente metabolizzato. "Scavare/Escavar" è un’opera originale, non soltanto per come la vicenda viene narrata e proposta con la messa in scena di Sònia Barbosa, sospesa tra presente e passato, tra sogno e realtà, ma anche per la scelta abbastanza ardita, di proporre lo spettacolo utilizzando due lingue: italiano e portoghese. Questo bilinguismo certamente dona unicità alla rappresentazione e, cosa indubbiamente da apprezzare, non appesantisce lo scorrimento dell’eloquio. Per contro però, la necessità che lo spettatore ha di leggere la traduzione del parlato in portoghese sullo schermo in fondo al palco, distoglie lo sguardo dalle due protagoniste e quindi la perdita della parte corporea della loro appassionata ed intensa recitazione. Un esperimento teatrale di impatto per i forti contenuti emotivi e per la particolare modalità narrativa.
Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 18 novembre 2025. |
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Do 7 Factory presenta SPETTACOLO BILINGUE IN ITALIANO E PORTOGHESE SCAVARE – ESCAVAR di Letizia Russo Regia di Sónia Barbosa con Sónia Barbosa e Giada Prandi Musiche: Stefano Switala Scene e Costumi : Ana Limpinho Disegno Luci e Direzione di Produzione : Cristòvão Cunha Scenografia e costumi: Ana Limpinho Musica: Stefano Switala Direzione della comunicazione: Sandra Rodrigues Design grafico e comunicazione: Mariana Duarte Assistente alla regia e alla produzione: Tatiana Luís Direzione Artistica: Rituali per il Futuro II: Sónia Barbosa Supporto alla produzione in Italia: Do 7 Factory Ringraziamenti: Stefano Scaramuzzino, Francesco Prandi.
Joana ha qualcosa da fare.
E la primavera è il momento migliore per fare ciò che dobbiamo fare. Per fare ciò che Joana deve fare, Joana deve scavare. Scendere all’interiore delle piramidi, girare la chiave nella serratura, attraversare corridoi bui, aprire porte e armadi… Joana scava nella sua memoria, brancola fra scorci momentanei e sensazioni dimenticate, scopre antichi scritti che devono essere decifrati, osa sfidare le leggi del tempo… Joana ha paura: l’archeologia della memoria è un mestiere pericoloso. Ma Joana deve fare ciò che Joana deve fare. Escavar / Scavare è un testo originale di Letizia Russo, inedito, che affronta i temi della memoria, del trauma, di un’adolescenza costellata da emarginazione, isolamento, bullismo, rabbia repressa e un difficile rapporto con i genitori. La possibilità di riparazione e guarigione giunge prorpio attraverso il confronto con la memoria ed il próprio passato. Nel suo stile poetico ed enigmatico, Letizia Russo ci accompagna in un viaggio attraverso il tempo, i ricordi, ma anche le sensazioni e le riflessioni che questo tipo di viaggio interiore può suscitare. Sónia Barbosa propone nella sua messa in scena un approccio onirico e simbolico, ma anche profondamente radicato nel gioco delle attrici. Uno spettacolo per perdersi in momenti di sospensione, in cui la realtà quotidiana si trasmuta in qualcosa di traslucido, diffuso. Come quella sensazione che proviamo con i sogni che, al risveglio, sembrano così vicini eppure così inaccessibili. (Fonte: comunicato stampa)

Teatro COMETA OFF Via Luca della Robbia, 47 Roma Telefono: 06.57284637
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