La dolce vita
Milano, Teatro Gerolamo, 4 e 5 ottobre 2025

Il jazz internazionale di Stefano Di Battista e della sua band, inaugura la nuova stagione del Teatro Gerolamo con un concerto che rappresenta non unicamente un tributo al repertorio italiano, ma piuttosto una riflessione musicale e poetica sul valore della melodia, della memoria e dell’identità sonora. Il titolo "La Dolce Vita" assume qui una dimensione meta-musicale che metaforicamente diviene viadotto tra tempi, generi, sensibilità.
La scaletta, che include brani come Tu vuò fa l’americano , La dolce vita , Amarcord, La califfa, Amarcord, La vita è bella, Con te partirò, Volare, Roma nun fa’ la stupida stasera e Caruso, mostra l’ambizione del progetto di far leva sul potenziale jazzistico di colonne sonore, canzoni di successo e frammenti dell'incommensurabile repertorio italiano, vergati da compositori di inestimabile valore quali Carosone, Rota, Morricone, Piovani, Quarantotto, Modugno, Trovaioli, Conte, Dalla.
Gli arrangiamenti realizzati dal gruppo dimostrano rispetto per la struttura melodica originale, aprendo spazi al contempo ad improvvisazione che non tradiscono l’essenza del tema. In particolare, le transizioni fra fraseggio tematico e digressione solistica appaiono fluide, come se la melodia primigenia fosse un polmone che si espande e contrae.
Così, Stefano Di Battista al sax guida il suo ensemble con una sensibilità che unisce eleganza espressiva coinvolgente e rigore tecnico. Il suo fraseggio dialoga spesso con il tema originale, arricchendolo senza sopraffarlo in un virtuoso dittico di vertice, intrecciato con la tromba di Matteo Cutello, preziosa presenza di prima fila strumentale che riverbera  all'inverosimile il dialogo fra fiati.
Andrea Rea al piano sorregge a latere il periodare, con consonanze sobrie e accompagnamenti levigati, concedendosi ineffabili giochi contrappuntistici nei momenti solistici. Il suo tocco è luminoso, attento all’equilibrio tonale e alla stabilità del gruppo. Daniele Sorrentino è miocardio ritmico e melodico con il suo contrabbasso  che sprigiona solide fondamenta armoniche e, nei momenti di libertà, si fa protagonista. 
Luigi Del Prete infine, modula la sua batteria con misura e dinamismo. Non cedendo mai all’enfasi fine a sé, ma pennellando accenti, pause e drive con intelligenza è capace di dare respiro ai brani, di sostenerli nei momenti di tensione e di lasciarli respirare nei momenti di pacatezza.
La quadratura del gruppo è un elemento che colpisce: non si assiste ad assoli esasperati ma ad un racconto collettivo, con momenti in cui l'orchestra respira all'unisono. Le dinamiche sono calibrate poiché in certi brani prevale la linea melodica, in altri si espande l’improvvisazione condivisa, con costante coerenza stilistica.
Il passaggio da versi celebri a zone d’ombra improvvisative – pur restando fedele al carattere italiano del repertorio – è uno degli elementi più riusciti della pièce, mostrando quanto il jazz possa essere autentico veicolo di rielaborazione, non solo di citazione.
Pur non essendo una sala da concerto dedicata, il delizioso Gerolamo ha offerto un ambiente sofisticato e avvolgente, adatto a un concerto di jazz da camera. In questo contesto, l’equilibrio tra i piani sonori è risultato ben gestito poiché nessuno strumento ha sopraffatto gli altri, e la compresenza di sax e tromba non ha creato sovraccarichi, grazie a un buon bilanciamento acustico. I tecnici del suono – anche se non citati nei materiali ufficiali – meritano una menzione di merito. Il mix è stato nitido, con chiarezza su ogni linea melodica, presenza nei fiati e sostegno armonico nei momenti più densi.
Il pubblico ha assistito non a una mera rievocazione, ma a un percorso narrativo sonoro, fatto di ascolto, scambio e rigenerazione melodica.
Eccellente!



La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 4 ottobre 2025

La dolce vita

con 

Stefano Di Battista
– sax
Andrea Rea – piano
Daniele Sorrentino – contrabbasso
Luigi Del Prete – batteria
Matteo Cutello – tromba

Tracklist:

La vita è bella (Nicola Piovani ) 
Con te partirò (Lucio Quarantotto)
Tu vuò fa l'americano (Renato Carosone)
Roma nun fa' la stupida stasera (Armando Trovajoli)
La dolce vita (Nino Rota)
Via con me (Paolo Conte)
Una lacrima sul viso (Bobby Solo)
Sentirsi solo (Piero Umiliani)
Volare (Domenico Modugno)
La califfa (Ennio Morricone)
Amarcord (Nino Rota)
Caruso (Lucio Dalla)


Sarà il jazz internazionale di Stefano Di Battista e il suo gruppo ad inaugurare la nuova stagione del Teatro Gerolamo con musiche che rappresentano al meglio la cultura italiana.
“La dolce vita” non è solo il titolo di un film, ma la porta di ingresso a un intero mondo. Un mondo fatto di fantasie cinematografiche, certo, ma anche di vita, di passioni, di eleganza, di desiderio, di bellezza, di sogni, che hanno preso vita in un periodo particolare della storia italiana e che si sono riverberate per i decenni seguenti arrivando fino a noi. 
Stefano Di Battista ha voluto farsi illuminare da quel riverbero, e ha deciso che era giunto il momento di realizzare un album che mettesse insieme lo splendore della grande musica italiana di un tempo e la necessità di mantenerla viva, brillante, eterna. “Esplorare una parte del grande e bellissimo repertorio italiano dagli anni della ‘Dolce vita’ in poi e portarlo all’attenzione del pubblico internazionale di oggi”, è questo che ha spinto Stefano Di Battista a realizzare questo album.
"Sono musiche che rappresentano al meglio la cultura italiana, le capacità dei nostri grandi compositori, non solo in quella che senza dubbio è stata ‘l’età dell’oro’ del nostro paese ma anche nell’eredità di quegli anni che ancora ci portiamo dentro”.  Così accanto alla splendida composizione di Nino Rota che offre il suo titolo all’album e immediatamente ci proietta in un mondo fantastico e senza confini, troviamo Paolo Conte con la sua ‘Via con me’, o Nicola Piovani con la leggendaria ‘La vita è bella’, troviamo canzoni pop, come la sorprendente ‘Una lacrima sul viso’ portata al successo da Bobby Solo ma scritta da Iller Pattacini con testo di Mogol, e l’eco dell’opera nella ormai classica “Caruso” di Lucio Dalla, tutto tenuto insieme da un sentimento unico e forte, dal suono perfetto di una band meravigliosa e soprattutto dalla capacità di Di Battista di trasformare ogni brano in qualcos’altro, accompagnando chi ascolta in un magico altrove che in questo caso è del tutto italiano. “Lavorando a questi brani mi sono trovato in un mondo bellissimo”, dice ancora Di Battista", e ho pensato che il modo migliore per affrontarli era quello di lasciarsi guidare dalle melodie, di entrare nelle matrici melodiche e trovarne il cuore per improvvisare. Non quindi brani con degli assolo, ma tutt’uno, esposizione e improvvisazione legati insieme”. Alcune delle scelte di Di Battista possono apparire singolari, come "Con te partirò", scritta da Francesco Sartori e Lucio Quarantotto, portata sul palcoscenico mondiale da Andrea Bocelli, che nelle sue mani diventa una sorta di magico portale tra passato e presente, o come la ‘consumatissima’ “Volare” (“Nel blu dipinto di blu”) di Domenico Modugno e Franco Migliacci, che Di Battista porta fuori dell’ovvio e fa rinascere cogliendo in pieno lo spirito ‘surrealista’ della canzone: “Proporre brani come questi magari è una scommessa”, dice il sassofonista, “ma io ho sempre amato farle. Alla fine mi sono reso conto che questi forse erano i brani più interessanti dell’album”.  Ma non basta: “definire "eclettico" il percorso di Di Battista all’interno dei meccanismi melodici del grande repertorio italiano è insufficiente a spiegarne la ricchezza. Da bravo bandleader il musicista guida i suoi compagni in territori molto diversi tra loro, e in sentimenti altrettanto distanti, dalla brillante ironia di “Tu vuò fa l’americano” di Renato Carosone, dove le matrici americane e napoletane si perdono nell’improvvisazione senza confini della band, alla malinconia sottile di ‘Sentirsi solo’, firmata da Piero Umiliani per ‘L’audace colpo dei soliti ignoti’, “un brano che io non conoscevo”, sottolinea il sassofonista, “tratto dalla colonna sonora di un film interpretato da Chet Baker. Ha un clima incredibile, non ha una melodia lunga da canzone, è ‘sparsa’, ha un’atmosfera che ti porta in quel mondo blue che è proprio dell’universo di Baker, vicino a quel suo demone che ha l’affascinante sapore del mistero”.  Ma l’elenco dei capolavori contenuti nell’album è ancora incompleto: c’è la magia di ‘Roma nun fa la stupida stasera”, dell’inarrivabile Armando Trovajoli e della coppia Garinei e Giovannini, c’è il fascino inaudito della memoria con l’Amarcord felliniano trasformato in musica da Nino Rota, c’è l’arte sopraffina dell’Ennio Morricone de ‘La Califfa’, in un equilibrio sottile tra passato, le composizioni, e presente, le interpretazioni di Di Battista e la sua band.
"Il confronto con il passato ci ha fatto sentire molto piccoli”, conclude Di Battista, “c’è un livello di arte in quelle musiche che oggi sembra difficile da raggiungere. Ma è proprio nel riproporre queste musiche, nel farle vivere nell’oggi, che troviamo soddisfazione. Quindi voglio godermele, quando suono più mi diverto e più sono felice, e queste musiche mi danno la possibilità di navigarci dentro, mi lasciano spazio per improvvisare, di inventare, di essere legato alle mie radici, alla mia cultura italiana, ma di guardare anche oltre, perché non erano provinciali, non avevano confini anche quando sono state scritte, con le loro melodie, con i loro cromatismi affascinanti, con la loro gioia". 
Nato a Roma, Stefano Di Battista si è avvicinato al jazz attraverso i dischi di Art Pepper e Cannonball Adderly. Incoraggiato a trasferirsi a Parigi dal pianista Jean-Pierre Como, che lo ascoltò dal vivo nell’estate del 1992 al Calvi Jazz Festival, si ambientò rapidamente nella capitale francese. Di Battista è un maestro del suono e della melodia, virtuoso nelle sue improvvisazioni e appassionato nel suo approccio alla canzone. Tre anni dopo il suo primo album per la Warner Music, "Morricone Stories", torna ora con "La Dolce Vita". (fonte: comunicato stampa)



Teatro Gerolamo

Piazza Cesare Beccaria, 8,
20122 Milano
Tel: 02-45388221
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