La governante di Cavour
Roma, Teatro degli Audaci, dal 2 al 5 ottobre 2025

Due collaudati artisti ed uno spettacolo originale, anche se con aderenza storica, aprono la stagione del Teatro degli Audaci con una proposta votata al risveglio dell’identità nazionale, sottolineandone il significato sociale e culturale, libero finalmente dalle strumentalizzazioni politiche.

Francesca Nunzi, nel ruolo di Mena, e Marco Predieri, in quello del conte Camillo Benso, detto Millo, danno vita ad una divertente ricostruzione degli eventi storici (ma anche domestici) che hanno portato all’unificazione dell’Italia.
Complice la vecchia laurea in storia di Marco Predieri, i due attori, anche autori del testo, si lanciano in ricostruzioni accurate di eventi, descrizioni, anche caratteriali, dei protagonisti dell’epoca (da Garibaldi a Vittorio Emanuele) e “profezie” sul futuro del nostro Paese, mescolando storia ed ironia, preveggenza e attualità. Mena, una frizzante e poliedrica Francesca Nunzi, con appezzabile padronanza dei dialetti italiani, si avventura in considerazioni, suggerimenti, e divertenti incursioni nella contemporaneità (addirittura sfoggiando un cellulare!), guidando lo spettatore, a volte con totale abbattimento della quarta parete, in parallelismi tra il Risorgimento e la nostra variegata contemporaneità. Ne deriva uno spettacolo leggero e divertente, comico per la forte caratterizzazione dei personaggi, ed evocativo di un periodo storico tanto importante, ma non scevro da retroscena e pettegolezzi. In questo mix di fedeltà storica e fantasia teatrale, Francesca Nunzi e Marco Predieri formano una coppia funambolica regalando vivacità ai personaggi, senza mai dimenticare l’importanza dei loro ruoli. La regia, anche questa curata dalla Nunzi, evidenzia la sinergia tra il collaudato duo di attori, che sul palco, dove l’arruffata e disordinata cucina di casa Cavour domina la scena, si rincorrono e scherniscono in una ricostruzione storica sufficientemente certosina, ma ricca di ironia, nella quale i buffi personaggi, con una buona dose di irriverenza e politicamente scorretto, rendono funzionale un racconto storico complesso. Bella la metafora sull’unione dell’Italia: tanti dialetti che, nel finale diventano una sola lingua, l’italiano. 
I bei costumi, insieme all’arredamento, riproducono l’atmosfera della seconda metà dell’Ottocento. Non mancano le musiche risorgimentali e gli inni, le bandiere e le mappe geografiche dell’epoca. Tanta confusione tra gli oggetti e i ritratti degli uomini simbolo del Risorgimento (Mazzini, Garibaldi, il re e l'amante di Cavour), ad evocare il caos del periodo storico rappresentato, esaltato anche con il sottofondo dell’inno di Mameli durante il quale il pubblico viene invitato ad alzarsi in piedi.
Spettacolo piacevole anche se, a parere di chi scrive, troppo lungo. Nel secondo atto i due monologhi che di fatto poi portano alla costruzione dell’unità d’Italia, sono davvero eccessivamente prolissi e rischiano di inficiare, almeno in parte, la scorrevolezza della narrazione.






Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 2 ottobre 2025.

La governante di Cavour

di Francesca Nunzi e Marco Predieri
con Francesca Nunzi e Marco Predieri
regia di Francesca Nunzi

Al via la nuova stagione del Teatro degli Audaci. Da giovedì 2 a domenica 5 ottobre la sala diretta da Flavio de Paola alzerà il sipario su "La governante di Cavour", ormai un vero e proprio cult, che sta conquistando tutta Italia, raccontandone la "genesi unitaria" sotto un originalissimo, dinamico e scoppiettante punto di vista "alternativo".
Sul palco una Signora del Teatro, Francesca Nunzi, veste il ruolo dell'esuberante e scaltra Mena, mentre Marco Predieri è un Cavour fanciullesco, in bilico tra lo statista e l'uomo di mondo, travolto da dubbi, vizi e in cerca di virtù. Nella cucina del celebre conte si mette a punto la ricetta per creare il nuovo stato unitario, da consegnare a Vittorio Emanuele II.
"Millo" si sente però soverchiato da un compito più grande di lui, è un Presidente del consiglio prudente ... su cui gravano troppe aspettative e che sente il fiato sul collo degli altri protagonisti del nostro irredentismo, a cominciare dal "rosso Peppino Garibaldi, troppo amato dal popolo e dalla stampa. In questo momento di crisi ecco che compare lei, Mena, sua fedele governante, giunta non si sa quando né da dove, ma determinata a far quadrare tutte le tessere perchè la Storia Nazionale prenda forma e nella direzione giusta!
Mena, una sorta di Mary Poppins ante litteram, brillante e profetica, capace di irresistibili incursioni nella contemporaneità dello spettatore, tracciando sorprendenti parallelismi tra il Risorgimento e la nostra più stingente attualità. Il risultato è uno spettacolo fresco, delizioso, pieno di comicità ma dove la Storia, quella con la S maiuscola alla fine c'è tutta, compresi retroscena e curiosità (verissimi) pressoché misconosciuti ma tutti da scoprire.
(Fonte: comunicato stampa)

Teatro degli Audaci
via Giuseppe de Santis 29
Roma
info: 06.94 37 60 5


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