Matto dell'anno
Milano, Teatro Franco Parenti, 29 settembre 2025

La sera del 29 settembre 2025 al Teatro Franco Parenti di Milano, ha preso forma un evento che va oltre il consueto riconoscimento culturale.
Fondazione Lighea Onlus ha infatti conferito ad Antonio Albanese il premio Matto dell’Anno, come potente tributo simbolico, dedicato alla genialità, all’anticonformismo e alla follia intesa come forma di verità.
Istituita nel 1984, Lighea è un punto di riferimento milanese nella riabilitazione delle persone con disagio psichico. L'ente gestisce comunità terapeutiche, centri diurni, alloggi indipendenti, e affianca al suo operato clinico anche la formazione, la ricerca e la sensibilizzazione sul tema della salute mentale. Tutto ciò assecondando il principio di individuare nella differenza, nella dissennatezza sociale, non un tabù da stigmatizzare, ma una parte viva dell’animo umano da ascoltare. Dalle sue origini, l' happening ha voluto mettere in luce figure diverse: nella prima edizione Andrée Ruth Shammah, poi il sindaco di Milano Beppe Sala; nella terza Dolce & Gabbana; nella quarta Gabriele Nissim; quinta edizione, Elisabetta Sgarbi; sesta, nel 2024, a Progetto Itaca per i suoi 25 anni dedicati alla salute mentale. 
Il Parenti si conferma dunque location ideale per questa designazione, il cui ambito è avanguardia, agorà, dottrina di intrattenimento e dialogo. La sala si anima non unicamente per la star, ma per il gesto, la parola, la riflessione. Il fatto che le attribuzioni  si svolgano qui da anni rafforza il legame tra espressione artistica, impegno civile e comunità culturale milanese. 
Il premio 2025 celebra in particolare un interprete che ha fatto delle  disfunzioni non solo un linguaggio scenico, ma una chiave di lettura disarmante della realtà. 
Albanese costruisce maschere godibilissime, ma inquietanti, che incarnano disagi profondi. Lo fa con uno sguardo mai cinico, bensì partecipato, ironico, compassionevole anche se scisso, proprio di chi, come lui, si professa e dichiara sincero ed appassionato estimatore dell’umanità, delle sue ombre come delle sue fragilità più tenere. I suoi celebri personaggi, dall’evanescente Epifanio, al mefistofelico Cetto La Qualunque, dal furioso Alex Drastico all’ iper controllante Perego, fino al delirante Ministro della Paura e all’ambiguo Rodolfo Favaretto non sono semplici macchiette, ma veri prototipi antropologici che incarnano, con sapienza drammaturgica e umana, le diagnosi psichiatriche contemporanee come il narcisismo patologico, l'ansia persecutoria, la dissociazione  identitaria, il delirio d’onnipotenza e la sindromi da esclusione. 
Dietro l’umorismo folgorante, si cela comunque un’attenzione minuziosa al dettaglio psicologico, sociale e linguistico, che fa di Albanese un vero narratore della contemporaneità, capace di trasformare la devianza in poesia, la marginalità in centro, la pazzia in specchio. Il riconoscimento della Fondazione Lighea, da anni impegnata nella sensibilizzazione sul disagio psichico, non poteva dunque trovare figura di spicco più coerente del romanziere, attore e regista Antonio Albanese, il quale ci ricorda, con la sua arte comica e tragica, che nella follia si annida spesso la verità più nuda e che, sovente, è solo ridendo che si può davvero tendere ad intercettare l'inintelligibile.


La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 29 settembre 2025



Matto dell'anno

Protagonista della serata, insieme ad Antonio Albanese, la musica di Marina Notaro, sax contralto e Alessandro Acri, violinista. Un premio conferito ogni anno da Fondazione Lighea alla genialità e all’anticonformismo, per ripensare la “follia”. Genialità, estro, creatività e una buona dose di follia: sono queste le caratteristiche che ogni anno Fondazione Lighea Onlus – che si occupa di riabilitazione delle persone con disagio psichico dal 1984 – cerca nel personaggio da premiare come “Matto dell’anno”. Per il 2025, la giuria tecnica di esperti ha deciso di conferire il premio ad Antonio Albanese, attore, comico, regista, sceneggiatore, teatrante e scrittore. Giampietro Savuto, presidente di Fondazione Lighea e della giuria ha dichiarato: “Le maschere di Antonio Albanese spaziano dall’arte drammatica alla satira, unendo fantasia e profondità di sguardo, ironia e malinconia, stravaganza e paradosso. Maschere ridicole e tragiche al tempo stesso, arroganti e insicure, grottesche e dolorosamente realistiche. Una complessità che racconta nel profondo i chiaroscuri dell’animo umano, perché li conosce li ha visitati. Come solo i matti sanno fare”. Nella prima edizione il premio è stato conferito alla regista e drammaturga Andrée Ruth Shammah, nella seconda edizione è stato premiato il sindaco di Milano, Beppe Sala, mentre nella terza il riconoscimento è stato conferito agli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana e nella quarta a Gabriele Nissim, fondatore del Giardino dei giusti. La quinta edizione ha visto come protagonista Elisabetta Sgarbi, editrice e fondatrice della Nave di Teseo, mentre la scorsa edizione, quella del 2024, ha voluto premiare Fondazione Progetto Itaca per i suoi 25 anni di impegno a favore della salute mentale. Fondazione Lighea Onlus si occupa della cura e del reinserimento sociale di persone con disagio psichico e fornisce assistenza psicologica ai pazienti e alle loro famiglie. Il modello di intervento punta a portare i pazienti a compiere un percorso evolutivo attraverso un servizio che integri aspetti psicoterapici, riabilitativi e farmacologici. Ente non-profit, Fondazione Lighea gestisce tre comunità terapeutiche, un centro diurno e una rete di alloggi indipendenti. Le prestazioni sono in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. All’attività clinico-riabilitativa Lighea affianca quella di ricerca, formazione e divulgazione culturale, sui modelli riabilitativi e sul contrasto allo stigma (fonte: comunicato stampa).



Teatro Franco Parenti

Via Pier Lombardo, 14
20135 Milano
Tel:02 59995206
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