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La regia di Fiorenza Pieri è misurata, arguta, capace di valorizzare il testo senza mai ingabbiarlo e sceglie una messa in scena essenziale, nella quale l’unico oggetto simbolico – la bilancia – funge da spietato spartiacque scenico e metaforico. Il palco è spoglio, di certo a voler lasciare spazio a quel vuoto ipnotico che spesso riempie le giornate di chi vive nell'implacabile spirale ossessiva del controllo alimentare. La narrazione si fa così sussurro potente, confessione plateale che si insinua tra le pieghe dell’animo. Distante dalle grandi platee, lo spettacolo si dipana in quest' ambiente opportunamente limitato, congruo ad amplificare il senso di vicinanza e partecipazione emotiva. Una scelta di contesto compresso perfettamente coerente con il contenuto e il tono dell’opera, nella quale ogni sguardo è diretto, ogni parola trafigge senza scampo. Dal punto di vista sonoro, la scelta è sobria ed efficace: l’intervento della musica è minimo, ad enfatizzare il senso di sospensione e solitudine. Anche le luci (firmate da un virtuoso team tecnico interno al Parenti) giocano un ruolo fondamentale nel costruire la dimensione introspettiva dell’interprete: tagli netti, ombre che si allungano, piccoli abbagli che ricordano la fragilità di un’identità in bilico. Francesca Iasi, ci guida quindi sapientemente in un excursus lucido e vibrante sul rapporto con il corpo, il cibo e l'ipercontrollo. Scevra dalla ricerca di indulgenza e drammatizzazioni eccessive, la sua scrittura risulta tagliente, essenziale e incalzante. Il testo sembra nascere da un’urgenza interiore e viene offerto con una misura scenica che lo rende davvero efficace. La produzione del Teatro Franco Parenti, da sempre attento a nuove drammaturgie e voci emergenti, conferma la sua vocazione culturale nel dare spazio a un progetto di forte impatto civile e sociale, senza rinunciare all'eleganza formale e alla qualità artistica. "Leggera, Leggerissima" è teatro che ferisce e guarisce allo stesso tempo. Un’opera necessaria, che parla di fragilità senza retorica, e lo fa con uno stile nitido, urgente, tangibile. Consigliato! La presente recensione si riferisce alla rappresentazione del 24 settembre 2025 |
Leggera, leggerissima
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